Opinioni (non richieste) e pronostici (che sbaglierò) sulle amministrative di ieri

Ieri sera non è stata una serata da ricordare per il Partito Democratico. Il partito guidato da Matteo Renzi ha stentato ad affermarsi al nord, dove si pensava sarebbe andato meglio, ed è andato male al sud. A Napoli niente ballottaggio, a Roma Giachetti ce la fa a stento contro Giorgia Meloni, ma le speranze di battere al ballottaggio Virginia Raggi sono ridotte davvero al lumicino. Per non parlare di Torino, dove il favorito della vigilia Fassino si è fatto superare (sebbene di un soffio) dalla rivale del Movimento Cinque Stelle Appendino.

Vittorie meno larghe del previsto e sconfitte in linea con le aspettative non bastano davvero per addolcire la pillola, in casa dem.

Le elezioni di ieri hanno fotografato una tendenza in atto da tempo: il Pd stenta parecchio nel Sud Italia, dove invece va forte il Movimento Cinque Stelle. Nel Nord Italia, invece, la situazione è molto diversa.

Prendiamo Milano, per esempio, ormai un unicum, nella sua normalità. A sfidarsi al ballottaggio saranno infatti due profili moderati, a capo di due coalizioni di centrosinistra e centrodestra. La vittoria al primo turno di Giuseppe Sala è meno larga del previsto, ma fino a un certo punto. Non era difficile prevedere che uno come Stefano Parisi (moderato e con tutto il centrodestra a sostenerlo) sarebbe stato un osso duro da battere.

L’impressione è che Milano sia l’unica città (insieme forse a Napoli) dove il centrodestra stia davvero correndo per vincere. Non così a Roma, dove più che correre per diventare sindaco la sfida Meloni — Marchini ricordava più un sondaggio interno sulla leadership (proprio in questo momento sento la candidata di Fratelli D’Italia dire “è finita la favola della destra populista, siamo un’alternativa credibile alla sinistra…cambiano i rapporti di forza nel centrodestra”, fate voi). Nel caso, la sfida l’avrebbe vinta Meloni, se non altro per la prestazione minima del rivale. Certo, fosse arrivata al ballottaggio si parlerebbe di trionfo, ma anche così il sorpasso interno è indiscutibile.

Quindi la destra si darà una leadership di stampo “lepenista”, con il tandem Salvini-Meloni a spartirsi la penisola sull’asse nord-sud? Presto per dirlo, visto che a Milano Forza Italia ha doppiato la Lega Nord nei consensi.

Passiamo alle previsioni, alcune sono faciline, altre meno (e, puntualmente, le sbaglierò).

Quelle facili:

Napoli: il sindaco uscente Luigi De Magistris non dovrebbe avere problemi a imporsi al secondo turno (ha preso il 42,6% e al secondo turno sfiderà Gianni Lettieri del centrodestra, che ha fatto 24,1%). L’impressione dall’esterno è che De Magistris goda di un ampio prestigio personale, e sia in grado di attirare sia opinioni di sinistra delusi dal Pd, sia simpatizzanti grillini (non è un caso che il M5s abbia fatto poco da quelle parti). Per lui si prospetta un vero e proprio trionfo.

Roma: davvero difficile immaginare che Virginia Raggi non conquisti la vittoria al secondo turno. Un po’ per l’ampio margine sul rivale Giachetti (35,3% a 24,8%), un po’ perché l’impressione è che gli elettori di Meloni che andranno a votare al secondo turno sceglieranno più la candidata grillina piuttosto che quello di centrosinistra.

Bologna: il 40% del sindaco uscente del Pd Virginio Merola è un risultato (a detta di molti nel centrosinistra) deludente, ma che comunque dovrebbe garantire la vittoria al secondo turno contro il leghista Borgonzoni (22%).

Quelle difficili:

Torino: il sorpasso sul filo di lana del M5s sul sindaco uscente del Pd Fassino rende molto difficile prevedere chi sarà il prossimo sindaco, in una delle città in cui il risultato sembrava più scontato. Non avendo seguito particolarmente la campagna elettorale in questa città, faccio davvero fatica a fare un pronostico. Dico con poca convinzione Fassino, un candidato in grado di attirare voti moderati.

Milano: qui la sfida, a differenza di Torino, è quella di attirare consensi dall’area “grillina”, rimasta fuori dal ballottaggio. Ad occhio, nessuno dei due candidati ha un profilo particolarmente attraente per gli elettori “anti-sistema”. È a questo punto che potrebbe farsi sentire l’appoggio a Parisi della Lega di Matteo Salvini, che potrebbe attrarre nell’area del centrodestra il voto degli “anti-renziani” duri e puri. Quindi, con tutte le prudenze del caso, pronostico una vittoria di Stefano Parisi. Quindi, vincerà Sala.

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Originally published at lucalottero.wordpress.com on June 6, 2016.