#LifeWorthLiving16

2K16, 2016, duemilasedici… quando enuncio date, inizio sempre con millenovecento (…) e non vorrei correggermi mai, tempus fugit amor manet.

Quindi, se l’anno prossimo, molto prossimo, tornerò a casa, oggi sono ancora nel 2016, pienamente impigliata nello strascico di quest’anno, che, a guardarlo bene, è (stato) grande, ma terribile.

the wand chooses the wizard Harry

E’ stato terribile perchè ha segnato molte perdite, di legami, di funzioni, di illusioni, di certezze. 
E’ stato grande perchè ha avviato cambiamenti radicali.

farewell, let’s meet on Mars
Mi manchi tu, Raffaella.

Anche con te, amica del cuore, non ho saputo affrontare il mio terrore nel confronto della malattia e della sofferenza, ho preferito (preferisco?) ricordarti così, al prezzo del silenzio e della lontananza.

Ma hai ragione tu, la vita va vissuta e non rimpianta. 
Una vita consapevole dell’energia che il solo ricordo di te arricchisce.

Magda

Dello stereotipo suocera-nuora, nulla è rimasto. Nemmeno tu. Ancora vivo a casa tua, nella quale ci hai accolto a braccia aperte. 
Ci manchi giorno per giorno, perchè la tua testimonianza di solido lavoro, vivido socialismo, memoria e testimonianza culturale della famiglia è dura da mollare. Per questo, con Fran&Ale abbiamo occupato la realtà: i tuoi manifesti sono ancora là.

Venire a patti con la lontananza e l’assenza, è una forma di resistenza che sto raffinando grazie a questi dolori, che attraverso e che lascio mi attraversino, perchè fanno parte della vita, e finchè c’è vita. Ciò dichiarato anche in empatia con Rosa e Rosella, che nel 2016 hanno subito due lutti così vicini e importanti, da stordimento emozionale, da annichilimento esistenziale… ma saremo resilienti, sempre.

Il 2016 è (stato) l’anno del ritorno di trauma.

#ThatsMyFault

l’hashtag che ho coniato dal 24 agosto in poi. 
La consapevolezza che quei terremoti, percepiti ‘come se’ fossero il nostro, ma obiettivamente valutati come ‘non siamo noi epicentro’ (è forte, traumatico, ma manca l’urlo della terra col suo portato di morte) è una dannazione acquisita, una sfaccettatura della mia identità, un tatuaggio dell’anima che vorrei nascondere, ma che è talmente evidente che si trasforma in rughe e occhiaie, sorriso talmente ebete, da essere straniante.

#ThatsMyFault (Inviato Speciale Radio Rai 10 settembre 2016, 15'22'’- 16'48'’)

Terremoto + terremoto professionale.

Con un andamento ondulatorio, ho dato/subito l’ennesimo strappo alla mia identità professionale: sono tornata ad essere una *semplice* docente, con la chiusura, definitiva, della stagione dei comandi 448.

Comandi‽

Non sono più a servizio del mio territorio, non spendo più le mie competenze per il sistema amministrativo scolastico, non sono in ‘posizione di comando’, non più ‘canary in a coalmine’, ma, finalmente, fortunamente, felicemente nella migliore scuola della mia città (sicura, rigorosa e innovativa) con una funzione che mi calza a pennello, l’Animatrice Digitale, e che può mettere a frutto ciò che so/so fare/so insegnare in molteplici modi… sono grata al 2016 per questa fortuna, sono pronta ad accogliere e fare miei tutti i cambiamenti che si presenteranno in questa nuova avventura, ad maiora proseguendo dal 2017!

#DigitalFlow
facebook.com/DigitalFlowAQ
C’è funzione e funzione

Tuttavia, non ho solo subito alterne *fortune* dovute a decisionalità altrui. Quante porte ho chiuso, nel 2016! 
Una è stata quella di *referente* per le tematiche dell’handicap e dei bisogni educativi speciali, collegate all’innovazione digitale, ho svolto con enorme piacere gli eventi formativi del progetto Crescere nella Realtà Aumentata giunto a conclusione, nel 2016, presso il nostro CTS. Il coordinamento continua a lavorare sulle tematiche indicate dal MIUR, senza prevedere forme innovative di intervento. 
Quindi, non metto più zampini progettuali, sbam.

#CresceRA

Una è stata quella di consulente CLIL per il CLA e per le reti di scopo che perseverano nella linea gestionale del MIUR, controproducente in termini metodologici e impoverita nella strategia di finanziamento, bandi, ancora bandi, bandi rifritti e progetti riscaldati… Insomma, si è capito che chiudo a doppia mandata ogni collaborazione suicida, chiudo bene questa porta, salutando cortesemente le amiche che sono (state) mie complici, levandomi qualche sassolino…

Un’altra porta ben serrata è stata quella di contrattista UnivAQ per i Laboratori di Lingua Inglese a Scienze della Formazione Primaria, della crucialità dei quali per il sistema formativo iniziale, si intuisce, ad esempio dalla mancata attribuzione di codice materia (cioè, in parole povere, chi svolge il contratto, può essere ‘dottore’ esperto in laqualunque_inglish ma raramente in quella bestia rara della gottodidattica in età precoce).

#FutureTEaCHers

Ora che ci penso, tutto questo si sta rivelando una porta in faccia alla provvisorietà e alla miopia di un ‘mercato del lavoro culturale’ ingeneroso e veramente poco stimolante, immaturo nell’innovazione perchè assalito da esperti di facciata e sirene segnaposto rampanti…
Questo non significa che ho abdicato alle mie passioni, anzi… essere *competente* significa anche, e soprattutto, praticare ciò che predico, e non ho più voglia/tempo/energie per rammendare ciò che non ha stile.
Quindi, per concludere, ho scientemente deciso di non ri-buttarmi nella roulette dei ‘contrattini universitari’, di non collaborare più a monitoraggi/ricerche che siano ricerca e creazione di contenuti originali mascherate da ‘incarichi’, incartamenti burocratici imbellettati per sembrare progetti pilota, di non partecipare a ‘gruppi di lavoro’, ‘cabine di regia’, ‘incontri di staff’, ‘commissioni’ popolate e coordinate dalla povertà intellettuale ed organizzativa…

#LingueLA

Il tempo liberato dalle bambole pettinate e dalle manovalanze burocratiche appiccicate a quelle (poche) ore di effettiva funzione docente/formatrice/progettista, sarà da me generosamente devoluto alla cura del mio benessere culturale, alla coltivazione delle mie passioni, allo sviluppo di progetti intriganti, insomma, ad un 2017 worth living

In termini di bilanci, il 2016, come il classico bicchiere, mi sembra assolutamente mezzo pieno, perchè tante sono state:

le esperienze positive
le persone incontrate
le avventure condivise
le delusioni attutite
le occasioni colte
le sorprese inaspettate
le pietre miliari
le parole valorizzate
le diversità abbracciate
gli energie affini
le competenze propagate
le città godute
le memorie preservate
le identità rafforzate
le resilienze ricaricate
le convivialità celebrate
le competenze riconosciute
le innovazioni attivate
le amicizie rinsaldate
le certificazioni ottenute
le magie apprezzate
le fatiche superate
l’arte goduta
la bellezza riscoperta

che mi viene da pensare… 
Forse gli anni che passano diventano davvero stepping stones che ci consentono di saltellare, schivando bordate e opponendoci ad un forte vento retrogrado, e in questo leggero ma consistente andare avanti, mettere tutte le energie per rendere questa vita, tutta, degna di essere vissuta.

Coming soon… #LifeWorthLiving17

CC-BY-NC-SA Claudia Valentini 2016 [LaMaestrA.it]
 .:. Claudia Valentini Medium .:.