INCIPIT

Bip bip bip

Il suono del monitor che mi culla, l’ambiente è bianco, etereo. Surreale, perché è dove si vede il massimo dolore baciare la più grande speranza.

Bip bip bip

Ritmico, saturazione buona, pressione apposto.

Nessuno invecchia in terapia intensiva. Si vive o si muore al massimo. O si rinasce. O si muore per una seconda volta. Il tempo si perde. È mattina? Pomeriggio? Sabato? Natale? Difficile a dirlo.

Biiiiiiiiiip!!!!!!! La sveglia!!!!!!

Cristo santo!

Ancora un secondo le immagini di una vita lontana, passata, una vita sbiadita di una me che non mi sembro io. SVANITE.

Si parte anche oggi. Colazione, caffè , un’altro caffè. Doccia, denti, jeans, maglietta e via.

Chi sono?

Una tirocinante di medicina generale. “Ohhh dottor che bela putela la ga (che bella ragazza ha — a volte seguito dal “ è sua figlia?)”

Una guardia medica. 3 a.m. “ Buonasera, sto male da cinque giorni. Ho la tosse, può venire a vedermi?” -”Scusi, l’ha vista il suo medico?” -”Eh no, lui non viene a casa. Voi dovete venire.”

Una sostituta. “Il medico è assente per ferie. Per le necessità potete contattare il sostituto dott. Cicciopasticcio al numero…”

Per i più una signorina. “Signorina ho bisogno della nimesulide”. “Signorina mi può fare il certificato di malattia”. “Signorina mi serve l’impegnativa per andare dall’Ortopedico”

Per ogni volta che mi chiamano dottoressa passeranno altre venti che mi chiameranno signorina. Tant’è.

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