Hey Bionda

“Gianna Nannini si trasferisce? Avesse mai mosso un dito per i diritti civili… bye” dice Aurelio Mancuso.
Carlo Gabardini dichiara “Noi continueremo a lottare anche affinché tu possa e voglia tornare, un giorno stupendo”.
La notizia è che Gianna Nannini ci spiazza, tutti quanti: in un colpo solo fa coming out e dichiara che presto sposerà la sua compagna Carla in Inghilterra poiché “Non ci sono leggi, in Italia, che mi garantiscano cosa succederebbe a mia figlia Penelope se andassi in cielo” dice la Nannini “In Inghilterra, invece, sono rispettata nei miei diritti umani di mamma”.
Sui social — su Facebook in particolar modo — si rincorrono i tanti, tantissimi commenti recriminatori nei confronti della cantante “Se magari ti fossi impegnata un po’, l’Italia sarebbe meno retrograda” oppure “Dov’eri questi anni, dove? Vuoi andare? Vai“.
Come questi tanti, tantissimi altri, più o meno violenti da parte di fan più o meno accaniti.
Dal tono dei post, dei messaggi, sembra quasi si sentano traditi.
E forse in parte è vero. Chi quotidianamente spende il suo tempo, la fatica, la passione nel cercare di impiantare e continuare una rivoluzione culturale quando un personaggio pubblico toglie le tende un pò si sente più solo e da quel momento la partita si complica. Come a contrario ci si sente più forti quando un personaggio pubblico fa coming out, ci si sente spinti, sostenuti, sorretti in una partita quotidiana che sfianca anche i più lucidi di noi.
Ha ragione Gabardini a dire che in tema di diritti dobbiamo occuparcene tutti “ma chi gode di visibilità un pò di più”, ma è altresì vero che c’è un piano di realtà.
L’Italia ad oggi non ha strumenti legislativi che permettono alle famiglie omogenitoriali di tutelare i propri figli da eventi paranormativi. L’Italia con la legge Cirinnà ha infatti S C E L T O di non istituire un matrimonio egualitario con diritti e doveri analogamente alle coppie eterosessuali, ma un matrimonio di serie b senza alcuna forma di tutela per i minori.
La Nannini è un personaggio pubblico, una cantante, si, ma è prima ancora
una D O N N A,
una C O M P A G N A ,
che per A M O R E della sua donna e di sua figlia ha bisogno e vuole tutelarsi e tutelare tutta la sua famiglia.
Gianna Nannini ha 60 anni e non possiamo biasimarla se non si fida e non affida la sua famiglia ad uno stato che ha fatto divenire un disegno di legge in cui si parlava di minori e di famiglia, una legge in cui si parla di “specifiche formazioni sociali” e che non sembra esprimersi e a normare a breve in materia di stepchild adoption.
Buon viaggio Gianna, e buona fortuna a te, a Carla e alla vostra Penelope; noi qui continuiamo a giocarla questa partita e se vorrai giocare con noi saremo pront* ad accogliervi a braccia aperte.
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