2016 : un anno cruciale per il Turismo in Brasile.

In Brasile si dice che l’ anno nuovo comincia soltanto dopo il carnevale.

In effetti il paese vive una sorta di “anestesia collettiva” che va dal primo giorno dell’ anno fino appunto all’ apoteosi del rito di carnevale, che normalmente cade a fine febbraio od inizio di marzo.

Quest’ anno il carnevale era “basso” all’ inizio di Febbraio.

Situazione ritenuta ideale da chi pensa al lavoro, alla produzione ed al reddito, meno per chi privilegia vacanze, riposo e divertimento, o per altri come gestori di locali, venditori di cocco ed abbronzanti sulla spiaggia.

In generale per il brasiliano il periodo che va dal 1 gennaio a carnevale è periodo di ferie, di orario estivo, di calore assurdo ed i buoni propositi od intenzioni varie possono aspettare fino al mercoledì delle ceneri, anzi visto che ci siamo,meglio al lunedì successivo.

Il 2016 in Brasile è quindi “iniziato”l’ altro ieri ed il cielo è alquanto nuvoloso, e non scordiamoci che è un anno bisestile, nel bene o nel male.. sarà un anno cruciale per il paese e per il suo Turismo.

L’ ex presidente Lula, guru politico ed “emblema dell’ immaginario collettivo del nuovo mercato emergente Brasile” è ben lontano da quello che Obama definì “He is the man”, adesso ha il fiato sul collo della magistratura, e sulla sua delfina l’ attuale presidente Dilma pesa addirittura una richiesta di impeachment.

La difficilissima situazione politica, gli scandali che stanno paralizzando il paese,la svalutazione del real e gli indici economici disatrosi sono alla ribalta del mondo, un poco meno purtroppo il recente enorme disastro ambientale della San Marco, ma ecco che… nell’ anno bisestile… arriva Zika!

Come sarà quindi il 2016 per il Turismo brasiliano ?

Da sempre se provate a digitare in un motore di ricerca le parole “Turismo” e “Brasile”le prime risposte sono sempre legate al turismo incoming, al Brasile come destinazione esotica, l’ Amazzonia, Rio de Janeiro, caldo, spiagge carnevale e samba, etc etc.

Il Brasile, pur con un offerta ricchissima ed un territorio continentale, riceve soltanto 6, 5 milioni di turisti internazionali, mentre le stime del turismo in uscita parlano di circa 10 milioni di brasiliani che viaggiano all’ estero.

Negli ultimi dieci anni l’ industria del turismo, le compagnie aeree, le destinazioni hanno iniziato a guardare con attenzione al mercato Brasile come promettente fonte di viaggiatori outbound.

Ovviamente la crisi economica, la svalutazione del real ed il clima di incertezza hanno pesato sul turismo outgoing dal Brasile, ma è bene ricordare che, nonostante la forte flessione dell’ ultimo trimestre, in base ai dati pubblicati da varie destinazioni il 2015, sembra aver retto bene almeno in termini di arrivi, mentre permanenza media e spesa sono diminuiti.

I dati fino a novembre pubblicati da Banca d’ Italia confermano questo trend anche per l’ Italia con addirittura un aumento del 12 % negli arrivi.

Sul perchè il mondo del turismo non dovrebbe scordare il mercato emissivo Brasile e continuare ad insistere nella promozione e divulgazione, preferisco scrivere in seguito, perchè…. Il 2016 è l’ anno olimpico !

Come ciclicamente avviene in base alla quotazione reale (o controllata) della moneta locale, l’ attenzione si sposta di nuovo sul turismo incoming.

Rio de Janeiro ed il Brasile intero aspettano fiumi di turisti internazionali, sopratutto di Americani consapevoli di quanto il dollaro così forte renda economica la destinazione anche durante le Olimpiadi.

Per loro e per altri turisti internazionali è stata addirittura prevista l’ esenzione temporanea del visto (non capisco perchè debba valere solo quando ragioni di sicurezza dovrebbero spingere al contrario.. e non sempre!).

Ma che fatica: “piove sempre sul bagnato”. Nonostante la città olimpica stia prendendo altra forma, i lavori per le Olimpiadi sembrano procedere senza grandi ritardi, stanno aprendo come funghi nuovi,( ed anche lussuosi) hotel, ecco che arriva Zika a rovinare tutto!

Il governo, sotto minaccia di scacco reale, non sta lesinando sforzi ed investimenti per combattere quella che la stessa PresidentA Dilma ha chiamato al femminile “ mosquitA”.Speriamo bene.

Poi oggi apro il giornale e leggo che ieri sera una turista argentina è morta accoltellata durante un assalto nella spiaggia di Copacabana : non vedo ancora la notizia sui media internazionali.

Che dire ? Chi vive qui è un po’ abituato a convivere con questo tipo di criminalità, ma quanto la notizia spaventerà chi stava pensando di venire a trascorrere qualche giorno a Rio e non solo per vedere i giochi ?

Da sempre a chi mi chiede se Rio è pericolosa, rispondo “sì ma basta stare attenti “ e poi chiudo rapidamente con qualcosa tipo “Rio si ama e non si discute” perchè davvero per chi, come il sottoscritto ne ha comunque fatto una scelta di vita, è meglio non aprire un dibattito che sarebbe più che giustificato.

Per tornare al Brasile come mercato per il turismo outgoing, anche qui le nuvole sono più che dense e in questo caso la “Zika” si chiama IRRF, una tassa del 25 % che pesa sulle rimesse bancarie all’ estero dal 1 gennaio 2016.

È una storia senza fine, che si trascinava da anni, che è stata oggetto di vari interventi delle associazioni di categoria e sembrava risolta a fine dicembre con una riduzione al 6,38 % ( pari a quanto applicato sulla spesa con carte di credito all’ estero ), poi a seguito del cambio del ministro della Fazenda ( Economia ) l’ accordo con il Minsitro del Turismo è saltato.

Questa spada di Damocle pesa sul trade e quindi sul potenziale del turismo outgoing e lo scenario disegnato è di forte recessione nell’ industria ed in tutto il suo indotto , chiusura di agenzie di viaggi, dimissioni in massa : una vera tragedia.

Si aspettava appunto il dopo Carnevale, ma ad oggi ancora niente: i tempi sono lenti in Brasile, la burocrazia è incredibile e la classe politica è completamente assente, distratta da altri serissimi problemi, quando non dimostra tuta la sua incompetenza od impossibilità di favorire lo sviluppo del Turismo.

Chi già lavora con il mercato Brasile sa bene di cosa stiamo parlando e di quanto si debba tifare perchè questa assurda nuova imposizione sia evitata od almeno ridimensionata.

Interesante notare che questa tassa non vale per corsi di lingua( uno dei segmenti di nicchia che più cresce negli ultimi 5 anni ) o per trattamenti sanitari all’ estero : e qui sicuramente la creatività dei brasiliani darà il meglio.

Non è ancora chiaro cosa sucederà su acquisti via OLTA, mentre alcune agenzie sono risucite ad ottenere una sospensione del provvedimento da tribunali regionali .

Il già nutrito dibattito “agenzie di viaggi versus OLTA“ si arricchisce e diventa davvero complicato capire cosa succederà in base al regime fiscale, sede dell’ azienda e trattati per evitare doppie imposizioni tra paesi.

Il 2015 è stato un anno di molte trasformazioni nell’ industria del Turismo in Brasile, caratterizato da fallimenti di tradizionali importanti tour operator, ma anche dal rafforzamento di chi già era grande, dal consolidamento di grandi gruppi e dalla diversificazione degli investimenti in vari segmenti distributivi.

Così il colosso CVC , dopo aver comprato un altro big player come il Gruppo Rextur Adavance, ha inglobato Submarino, una delle top OLTA locali, Flytour e Gapnet si sono fuse a fine dicembre per diventare Innovation Travel , adesso la seconda realtà del mercato.

Altri grandi player internazionali come TUI continuano a guardare con attenzione ed investire in Brasile.

Dietro all’ escalation di Azul, divenuta in dieci anni la terza compagnia aerea brasiliana, c’è il successo di un grande visionario, un americano naturalizzato brasiliano, che, insieme a partner cinesi… è anche dietro alla nuova TAP.Quindi il Brasile( con un “aiutino” internazionale) va alla conquista della casa madre Portogallo, sempre che il governo non blocchi come sembra la privatizzazione della compagnia aerea.

Potremmo citare molti altri casi che dimostrano la “vitalità” e l’ importanza di questo mercato e del suo Turismo sia in entrata che in uscita, e come…. è proprio nei momenti di crisi che il trade trova la forza di reinventarsi e ripartire più forte.

I Brasiliani sanno come passare atttraverso le crisi, svalutazioni improvvise, blocco da un giorno all’ altro dei depositi bancari, inflazione galoppante : ne hanno già viste tante e sono sopravissuti alla grande.

Nel 2015 le compagnie aeree sono state costrette ad offire promozioni per per voli internazionali mai viste prima nella storia dell’ aviazione commerciale in questo mercato.

Viaggiare è diventato qualcosa di irrununciabile per i Brasiliani, uno status symbol alla portata di molti, magari si paga in 24 rate…. ma si parte !

A marzo ne sapremo di più, vedremo le prime statistiche sugli arrivi di brasiliani in destinazioni estere o analisi più realistiche sulle previsioni di arrivi internazionali.

Nonostante tutto, nonostante zika , la IRRF, l’ insicurezza delle strade di Rio, e sopratutto nonostante l’ incuranza verso tutti questi aspetti vitali nello sviluppo del Turismo da parte delle istituzioni demandate e della politica, il Brasile è ancora un mercato di 200 milioni di abitanti e con enormi potenzialità di crescita. Stay tuned !

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