Da Expo 2015 al Giubileo Straordinario : nessuna lezione per il Turismo in Italia ?

Non sono affatto un fan di Vauro, ma questa vignetta mi è sembrata la più adeguata ad introdurre l’ argomento, senza alcuna connotazione politica.

Su Expo2015 abbiamo già dato in vari precedenti post.

Sono ormai passati tre mesi dalla chiusura, la sbornia celebrativa è quasi finita, i gufi o gli “exporealisti” stanno avendo soddisfazioni postume nel leggere il numero degli ingressi serali, il valore medio dei biglietti ed altre evidenti prove che, putroppo, come da pochi previsto, è mancato fortemente il contributo dei turisti stranieri.

In sintesi credo che Exp02015, senza considerare risultati economici improbabili per questo tipo di eventi, sia stata un successo dal punto di vista politico e di immagine per l’ Italia.Per i Milanesi e per i turisti italiani sopratutto, ma anche per gli stranieri che l’hanno visitata, Expo è stata un’ottima opprotunità di svago ….ed un ottimo scenario per i selfie.

Certo rimangono ancora alcuni “dettagli”come il futuro dell’area espostiva, il bilancio finale, un po’ di chiarezza sui numeri, oggigiorno sempre più maltrattati e non solo da chi avrebbe il compito di farne tesoro, ma anche da giornalisti specializzati e non, che spesso si limitano a riprodurre comunicati stampa e dichiarazioni estemporanee del politico o esperto di turno, senza preoccuparsi troppo dell’ attendibilità dei numeri dichiarati.

Sono un inguaribile romantico, e sogno che prima o poi, a prescindere dal risultato delle elezioni di sindaco a Milano, sia fatta davvero chiarezza e siano confrontati risultati con quelle famose aspettattive ( immutate dal dossier 2007 !) che fissavano una percentuale pari al 30 % di stranieri.

D’altra parte non posso scordare quanto qualche mese fa l’ex pr digitale di Expo 2015, stanco delle mie domande ( e provocazioni) sulla provenienza dei visitatori, dopo aver più volte ribadito quel famoso 30 %, mi rispose con un tweet del tipo ” E che ne so( non testuale ) i biglietti non sono nominativi “ !

Credo quindi che rimarremo in balia delle supposizioni, dei comunicati autocelebrativi dell’ assessore di turno del comune dell’ entroterra di una regione del sud o delle stime di qualche camera di commercio, ed ogni tanto di qualche gufo che magari analizzando i dati di un ‘istituzione secondaria” come Banca D’ Italia… fa presente che non sembra che le cose siano andate poi così bene.

Un contributo fondamentale sarebbe sapere se ci sono davvero sospesi di pagamenti dall’ estero, o meglio leggere i veri risultati delle vendite all’ estero dei rivenditori ufficiali, ma queste sono aziende private… e quindi mettiamoci l’ animo in pace.

Tra tutte le migliaia di dichiarazioni pro e contro Expo2015, quella che più mi è piaciuta è datata maggio 2014 e viene da lontano.Speriamo che sia davvero così per una città come Milano che davvero merita di crescere nel ranking delle città più visitate dai turisti stranieri.

Di nuovo, non si tratta di praticare il “gufismo”, ma solo di ricordare come certe analisi dovrebbero essere ponderate e propedeutiche davvero a disegnare politiche e strategie della promozione della destinazione Italia.

Una corretta e realistica analisi dei risultati di Expo2015 dovrebbe servire sopratutto per evitare errori del passato, correggere il tiro e dimensionare di conseguenza tempo e risorse da dedicare ai prossimi grandi eventi per approfittarne al meglio le relative potenzialità.

E qui veniamo al punto.

L’ intervallo tra la chiusura di Expo e l’ apertura del Giubileo Straordinario è stato molto corto, e quindi nei postumi della sbornia celebrativa siamo passati subito a roboanti progetti ed iniziative mirate ad unire i due grandi eventi in un filo immaginario che esalta l’ apoteosi del turismo italiano nel biennio 2015/2016.

A quasi due mesi dall’ inizio del Giubileo iniziano i primi “cori”, i titoloni sul flop di turisti a Roma nei mesi di dicembre e gennaio, sottolineati da stupore e sorpresa.

Ma dov’è la sorpresa ? Censis sei mesi fa stimava addirittura 33 milioni di turisti ! Non so se davvero il Giubileo 2000 abbia consuntivato 25 milioni di “pellegrini”, ma la macchina organizzativa allora messa in atto ed il passaggio del millenio erano un’ altra cosa.

Sin dalla proclamazione del Giubileo Straordinario si sapeva che per avere la misericordia non era necessario andare a Roma e che le porte sante sarebbero state aperte in tutto il mondo.La chiesa stessa non ha messo in campo nessuna massiccia operazione mediatica o commerciale attraverso Opera Romana Pellegrinaggi, diocesi, nunzi , diocesi e strutture varie.

In Brasile il paese più cattolico al mondo, non se ne parla proprio, nè sui media, nè nell’ ambito del trade turistico. A settembre 2015 nello stand ENIT alla fiera ABAV era presente con un suo spazio Roma Turismo, ma nè alla fiera , nè al workshop B2B al Circolo Italiano di São Paolo è stato dato risalto al Giubileo, il cui logo era comunque esposto negli spazi espositivi di due importanti tour operator italiani specializzati nell’ incoming dal Sud America.

C’è chi parla di effetto “Bateclan”, ed ora si aspetta Pasqua, ma non credo che le cose cambieranno e direi agli albergatori romani ed altri fornitori di servizi di mettersi l’ animo in pace e pensare ai flussi regolari di turisti dimenticando l’apporto atteso dal Giubileo.

Ma allora se questo “flop” interessa Roma, perchè continuiamo a leggere di iniziative, convegni, investimenti di altre regioni per approfittare di questi presunti flussi ? Non sarebbe il caso di prendere atto che il Censis o chiunque abbia stimato gli stessi ha toppato completamente o la macchina è inarrestabile e bisogna continuare ad alimentare queste inutili iniziative ?

Quanto sono costate ed a cosa sono servite iniziative similari che presupponevano che Expo2015 avrebbe portato turisti non solo a Milano ma anche ad altre regioni italiane ?

Ecco perchè l’ analisi di cosa è veramente successo per Expo dovrebbe far riflettere chi sta letteralmente sprecando risorse per promuovere convegni , mostre o magari un tratto di qualche chilometro di una presunta ramificazione della “via francigena “ ( probabilmente si trattava di una deviazione fatta dal crociato, dal santo o dal pellegrino famoso di turno per andare a trovare un’ amico od una zia !).

Più in generale non credo che il turismo religioso debba essere una delle priorità di regioni, distretti , dmo o di quella che sarà la futura ENIT, in quanto spesso si tratta di un turismo povero e di poco effetto per il territorio.

Infine se proprio si deve continuare su questa strada, non ci resta che aspettare qualche start up che lanci una app per gli albergatori contare i “turisti pellegrini virtuali”!

A proposito di app, e a conferma di quanto sopra detto,è bene ricordare che la chiesa già ci ha pensato per gli eventi di questo Giubileo che possono essere seguiti virtualmente da tutto il mondo…..

…..che se continua così sarà Straordinario anche per la superficialità o miopia di chi progetta, promuove ed amministra il Turismo in Italia.