Il boom del Turismo Italia tra trend, cruscotto.. e previsioni.

Sarà l’ ennesimo anno record per il Turismo in Italia (e nel mondo). Finalmente il MIBACT pubblica alcuni dati sul trend, ma come finirà il 2017 ?

Il turismo va alla grande. La pubblicazione dei dati del primo semestre e qualche previsione sull’ estate ha confermato quanto già si sapeva ed ha scatenato il solito delirio mediatico con una nutrita condivisione delle accattivanti infografiche.

È merito della governance e della promozione, forse ENIT e regioni hanno trovato la strada giusta per collaborare nonostante l’ esito del referendum sul Titolo V ? Era scontato per via dei noti problemi di altre destinazioni mediterranee ? Il meteo ha aiutato ? Si vabbè , ma i nostri concorrenti hanno fatto meglio ?

Non importa, godiamoci e celebriamo il momento magico, ma qualche riflessione è necessaria.

Va dato merito allo sforzo della Direzione Generale del MIBACT e di ENIT per questa “prova tecnica di cruscotto di monitoraggio” . Mancano ancora sintesi, ufficialità ed univocità dei dati… e qualche previsione a finire .

Troppe informazioni, troppe fonti, da quelle più tradizionali a quelle nuove come Airbnb, che è stata “sdoganata” addirittura per sottolineare incremento del turismo rurale. In alcuni casi come per la crescita dei visitatori dei borghi invece non è citata alcuna fonte, mentre dati su ombrelloni , lettini e treni storici lasciano un po’ il tempo che trovano. Sono citati i dati di 8 su 21 regioni, e le altre ? Mancano la Lombardia (quella che vuol diventare la numero1 in Italia) ed Il Lazio !

Quanto è utile sapere dell’ incremento dei turisti online per Gaeta o San Vito del Capo, se non si parla di Roma, Firenze o Venezia ? E poi quegli “Stranieri Organizzati” del monitoraggio ENIT relegati in coda allo studio : quando daremo la giusta considerazione all’ effettivo contributo del trade sul totale dei flussi ?

Ci sembra infine un po´fuori luogo parlare di segnali di “destagionalizzazione” per Settembre , che da sempre disputa con Giugno il terzo posto nella classifica annuale delle presenze dei turisti stranieri.

Il cruscotto dovrebbe avere almeno i tre indicatori chiave della performance : arrivi , pernottamenti /o presenze e spesa… anche per facilitare il “copia in colla” dei dati pubblicati da parte dei poveri giornalisti. Gli indicatori dovrebbero essere unici, definitivi e coerenti tra di loro, senza quelle differenze abissali che contraddistinguono le due fonti ufficiali statistiche del Turismo in Italia, e delle quali abbiamo più volte detto.

Poi ovviamente sarebbe bello vedere nel cruscotto che verrà ulteriori dati come effetti sull’ indotto, su consumi e livelli occupazionali, oltre ad altri importanti indicatori quali coefficienti di riempimento degli hotel rispetto all’ offerta o indici di “capacità di carico” delle varie località.

Le altre destinazioni fanno anche previsioni.

La Francia ha fretta di cancellare il risultato negativo del 2016 e parla di 88/89 milioni per anno in corso , rilanciando l’ obbiettivo, già anticipato tre anni fa , di 100 milioni per il 2020.

Prima dell’ attentato di Barcellona, la Spagna celebrava un incremento dell 11,6 % nel primo semestre, e prevedeva una crescita intorno al 9 % per il terzo trimestre.Tutti dati consultabili regolarmente attraverso bollettini trimestrali ( Coyuntur o Ficha de Coyuntura ). I giornali spagnoli parlavano del possibile sorpasso sulla Francia con 84 milioni di turisti stranieri (come se questa dovesse rimanere ancorata al dato dell’ anno scorso! ).

Visit Britain pubblica regolarmente gli ultimi dati disponibili , sulla base dei quali aggiorna poi il forecast 2017 (anche se i dati non sembrano rispecchiare quelli UNWTO). In questi giorni anche London & Partners, il CVB della città ha dichiarato l’ obbiettivo di 40 milioni nel 2025, mentre il Brasile ha fissato ambizioso progetto di triplicare i flussi incoming entro il 2022 , e così fan tutte o quasi ..meno l’ Italia !

Ogni tanto gonfiare il petto fa bene all’ autostima della Destinazione, dei suoi abitanti, addetti ai lavori, stakeholder vari ed investitori potenziali nell’ industria del Turismo. In Italia siamo troppo timidi e modesti, o non crediamo all’ importanza del forecasting ?
“Chi prevede è signore del giorno“ Johann Wolfgang Goethe.
Siamo a metà Settembre, come finirà il 2017 per l’ Italia ?

Ovvio che si debba partire dal dato finale del 2016 . Il dato definitivo di Banca d’ Italia sugli arrivi internazionali è stato pubblicato a Marzo, e recepito nel barometro della UNWTO. L’ Italia è al terzo posto in Europa con 52,4 milioni di turisti stranieri.

Recenti pubblicazioni di uffici studi, associazioni di categoria, università e banche fotografano fino al midollo i dati relativi ..all’ A.D. 2015, ma non si cimentano con proiezioni o previsioni a breve- medio termine.

Al meglio delle nostre conoscenze l’ unica stima è quella dello Studio Trip del Ciset di Venezia (datato Ottobre 2016 ) che però parla di 64,8 milioni di arrivi per il 2017 (+4,1 % su stima 2016 di 62,3 milioni).

Nonostante la differenza con il dato di Banca d’ Italia/UNWTO, questa stima del Ciset per il 2016 è stata recepita anche nel Piano Strategico del Turismo (PST), pubblicato ad Aprile. Lo stesso studio è stato pubblicato a Gennaio anche nel sito dell’ Osservatorio Nazionale del Turismo, che poi a Maggio, ha preso atto del dato definitivo, e ben inferiore, di Banca d’ Italia.

Il PST ha l’ obbiettivo temporale del 2022 ma non include previsioni per gli anni a venire , se non riportando una stima di crescita di “oltre il 3% degli arrivi in Italia per gli anni 2016–2018 (la fonte è sempre il Ciset).

Non è una stima troppo cautelativa, visto come vanno le cose ?

Senza aspettare i prossimi studi , eventi e fiere del turismo di fine anno, proviamo noi, con un po´di sano ottimismo, a fare una previsione degli arrivi di turisti stranieri in confronto con i nostri due principali competitor.

Abbiamo preso come base il dato di Banca d’ Italia (+ 7,5 % fino a Maggio ),la crescita evidenziata da UNWTO ed altre destinazioni per il primo semestre, e quanto si legge sui consueti trionfanti bollettini di Ferragosto delle amministrazioni territoriali , che quest’ anno sono ben più entusiastici degli anni passati.

Se continuerà la buona stella che ci ha assistito finora, qualunque essa sia, ci sono tutti i presupposti perchè quest’ anno l’ Italia superi anche Francia e Spagna (l’ultima volta è stata nel 2007) ! Stiamo parlando di crescita percentuale , perchè in termini quantitativi il gap è ancora consistente ed ormai incolmabile …a meno che non crediate alle statistiche di Eurostat .

Si accettano scommesse.

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