Il Turismo in Italia nel 2018 : ennesimi record e criticità di sempre.

Banca d’ Italia ha appena pubblicato i dati provvisori del turismo internazionale in Italia nello scorso anno. Commentare certe statistiche è diventato ripetitivo, e quindi lasciamo parlare sopratutto i numeri .

In sintesi : continua il trend più che positivo, anche se con una crescita meno espressiva rispetto al 2017 , che aveva registrato sull’ anno precedente + 11,8 % per gli arrivi e + 7,6 % per la spesa . Per la prima volta gli arrivi superano l’ asticella dei 60 milioni ( già raggiunta per ISTAT nel 2017) e la spesa il traguardo dei 40 miliardi di euro. Lieve peggioramento della permanenza media.
Una bella notizia è che per il secondo anno consecutivo l’ Italia ha registrato una crescita maggiore di Francia e Spagna . Nel prossimo barometro della UNWTO , il Bel Paese continuerà al 5 posto per arrivi e forse anche per la spesa , recuperando una posizione rispetto al Regno Unito .
Fin qui le note positive , mentre caratteristiche dei flussi e relative criticità sono quelle di sempre.

Ad iniziare dalla forte prevalenza dei flussi dall’ Europa . Ottimo trend di Regno Unito e Spagna e leggero calo della Svizzera. Molto bene anche il Nord America, male il Giappone e tutta l’ Asia , visto il solito mistero dei Cinesi …che “ancora non si vedono ” !

Stesso trend per quanto riguarda la spesa dei turisti stranieri con Germania ed USA che superano rispettivamente i 7 e 5 miliardi di euro. Lieve calo anche per la Russia ( non proprio in linea con quanto pubblicato in questi giorni da press release e media). Di nuovo la clamorosa assenza della Cina che è ancora molto lontana per l’ Istituto di Via Nazionale .

La strada verso la tanto sospirata destagionalizzazione sembra sempre più in salita come dimostra l’ accresciuto peso del terzo trimestre per tutti gli indicatori.

Anche rispetto alla distribuzione sul territorio di flussi e spesa nessuna novità di rilievo, salvo certi fenomeni che fanno dubitare dell’ attendibilità di questi dati , come l’ inispiegabile drammatico calo della Calabria.( NDR i dati definitivi pubblicati in dta 11 aprile correggono questa ed altre storture ).

Il Lazio (o meglio Roma ) continua a svettare su tutti , mentre per avere il dettaglio di Milano ed altre primarie città destinazione bisognerà aspettare qualche altro mese.

Nonostante la buona performance delle due Isole , il Sud continua ad essere la Cenerentola del turismo internazionale in Italia, come oramai si ripete fino allo sfinimento nei convegni e presentazioni varie .

Tra le altre informazioni degne di nota il fatto che secondo le rilevazioni di Banca d’ Italia il fenomeno Airbnb non sembra ancora sortire grandi effetti .

In conclusione di questa rapido flash, ed a proposito di criticità, l’ ennesimo sfogo sulle statistiche del Turismo in Italia .

I numeri di Banca d’ Italia ( come quelli di ISTAT ) sono ancora scaricabili su fogli Excel . Per essere letti ed interpretati , devono essere completati con formule che calcolino differenze , pesi , dimensioni varie …ed a volte anche i totali ! Anni luce di distanza da quanto prodotto regolarmente da altre destinazioni .

A parte le differenze macroscopiche tra le due statistiche ufficiali , ancora non si vede all’ orizzonte alcuna effettiva volontà di rivedere criticamente certi numeri , come i nostri concorrenti stanno facendo attraverso utilizzo di big data ed altre fonti.

Se abbiamo capito bene l’ introduzione del nuovo software di rilevazione annunciato a Gennaio dal MIPAAFT ( e che era già previsto nelle 50 Azioni del Piano Strategico Nazionale ) riguarda soltano i dati ISTAT di arrivi e presenze negli esercizi alberghieri ed extra alberghieri , e non quelli su consumi e/o comportamento dei turisti a destinazione.

Ci auguriamo che la pubblicazione dei dati ISTAT diventerà più tempestiva e più completa, anche perchè la prevista introduzione di un codice unico identificativo ed il controllo di fenomeni distorsivi come l ‘abusivismo porteranno sicuramente benefici anche in termini quantitativi.

Anche quello che in ENIT chiamano cruscotto ( e che ancora non si vede ) continuerà ad essere basato sui dati tradizionali di ISTAT e Banca d’ Italia , con tutte le rispettive incongruenze, che nessuno sembra interessato a mettere in discussione. Insomma siamo ancora lontani da quello che dovrebbe essere l’output statistico necessario per uno sviluppo mirato dei mercati e per la migliore gestione di opportunità o minacce.

Il gap con la concorrenza più diretta è evidente sopratutto per quanto riguarda la spesa che , a nostro modesto avviso, continua ad essere del tutto sottostimata, nonostante la sua acclarata (e da secoli !) importanza per l’ economia nazionale.

A Novembre sapremo di più sul SuperIndice annunciato da UVET . Ben venga, ma può l’ iniziativa di una seppure importante azienda privata sostituirsi a quanto dovrebbe produrre chi governa il settore ? Sarà come nel caso della spesa dei turisti asiatici , dove anche le istituzioni preferiscono usare i dati parziali e spesso ‘interessati” di parte di carte di credito od aziende che operano nel tax free shopping , invece che quelli ufficiali di Banca d’ Italia ?

Nel frattempo non ci resta che brindare ai record, che per fortuna, e nonostante tutto, continuano ad arrivare, e sperare in un futuro migliore per il Turismo e per le sue statistiche.