Sardegna destinazione trendy in Brasile.

La Sardegna è la regione italiana che ha avuto il maggior incremento di turisti brasiliani nel 2015 (se non si considera lo strano fenomeno del Lazio, o meglio di Roma).

Trad. Sardegna, profuma di timo e rosmarino silvestre. http://www.aproximaviagem.pt/

Per noi non è una sorpresa : ce ne eravamo accorti la scorsa estate dall’ incremento delle richieste di preventivi per la Sardegna ricevute da un nostro cliente, una luxury DMC specializzata però sull’ accoglienza di turisti brasiliani in Toscana. Non solo hotel, ma anche ville e barche.

La Costa Semeralda è sempre stata, come Montecarlo o Capri, nel mirino della “crema della crema” dei Brasiliani. Le statistiche però adesso dicono un’ altra cosa: la Sardegna si distacca tra le mete alternative alle solite quattro regioni più visitate, e non solo per clienti vip o super ricchi, ma sempre più per tutti e per tutte le tasche.

I primi dieci mercati internazionali per la Sardegna sono tutti in Europa, o nei pressi , cioè la Russia, che è il bacino di turisti che più soffre, insieme al Medio Oriente e paesi del Golfo, che hanno registrato un crollo del 44 % di presenze (9.576).

Oggi leggiamo , dopo la visita del presidente della Cina, che la Sardegna punterà sul mercato del sol levante. Nella classifica dei mercati “long haul” il Brasile è il terzo bacino di traffico e rappresenta ancora il doppio delle presenze cinesi.

Il dettaglio dei flussi di turisti brasiliani per provincie conferma che il territorio di Olbia rappresenta quasi il 60 % delle presenze, mentre la provincia di Sassari registra una sensibile crescita.

Questo risultato non è frutto di alcuna attività promozionale, in linea con altre regioni e “sistema Italia” in generale , che purtroppo negli ultimi due anni sembra aver congelato l’ attenzione su questo mercato.

Di recente l’ ottima rivista locale Comunità d’ Italia ha intervistato l’ assessore al turismo della Sardegna, che dopo aver ben sintetizzato le attrattività dell ‘“Isola delle Meraviglie”, ha testualmente detto : “ Le comunità di Sardi in Brasile sviluppano un importante attività di prozione turistica regionale e sono i primi ambasciatori dell’ isola nel mondo”.

Non è il solo a pensarla così : lo stesso approccio è stato seguito da assessori al turismo di altre regioni in precedenti interviste sulla stessa rivista. Con tutto il rispetto e considerazione per chi mantiene vivo e coltiva questo legame con le comunità italiane all’ estero ( ne fa parte anche chi scrive ), non concordiamo con questo approccio ancora imperante che, quando si parla di Brasile, tende a porre il Turismo di ritorno al centro delle attenzioni.

Da una rapida ricerca sul web abbiamo trovato 5 associazione di Sardi in Brasile e nessuna sembra avere un site. Interessante invece leggere su questo blog ( che presenta un bel video della Sardegna !), che nel periodo dei grandi flussi migratori verso il Brasile (1876/1920) su un totale di ben 1.243.633 italiani, i Sardi furono solo 6.133 (0,5 %). Un target davvero esiguo di possibili viaggiatori (ed anche ambasciatori ) 100 anni dopo.

La vera domanda è COME sono arrivati quindi i turisti brasiliani in Sardegna ? Non parliamo di mezzo di trasporto, ma modalità di scelta ed acquisto del viaggio. Torniamo quindi ai fondamentali.

In Brasile quasi il 70 % dei flussi turistici è ancora espresso dal trade, verso il quale , anche senza il supporto istituzionale, i veri ambasciatori di una destinazione, sopratutto se meno conosciuta, sono DMC italiane (per lo più situate in una regione diversa ) ed hotel di lusso , che continuano ad investire su questo mercato partecipando a fiere o eventi B2B organizzati dal locale ufficio del gruppo di appartenenza, od incontrano i buyer brasiliani alla ILTM di Cannes od eventi similari.

E per il 30 % dei turisti che si organizzano il viaggio da soli ? Sarebbe interessante sapere dove hanno effettivamente prenotato, se alcuni tra i più importanti portali dedicati all’ isola hanno avuto maggiori richieste da questo mercato.

LA VERA DOMANDA è cosa trova un brasiliano se digita “Sardenha” su Google ?

Come già detto le destinazioni italiane, fuori circuiti tradizionali ,devono ringraziare OLTA, Wikipedia e sopratutto blogger di viaggi brasiliani (o portoghesi ), che pur indirizzando quasi sempre alle Olta affiliate, sono i veri ambasciatori per il popolo digitale (v. post che appare in terza posizione nella prima videata e relativo numero di visualizzazioni ).Blog non solo di viaggi ma anche di moda o life style, insieme ad effetti virali di selfie e gossip del calciatore famoso o della star internazionale di turno.

Il passaparola corre facile in Brasile, e questo vale anche per il trade, quando per es. l’ agenzia di lusso di São Paolo, stanca di promuovere proposte bike in Toscana, decide di portare i suoi clienti in Sardegna, stimolando l’ interesse ed emulazione da parte di altre agenzie.

Un altro esempio: Il buzz generato dal matrimonio di una famosa socialitè brasiliana con un italiano nell’ isola: le decine di invitati, sono i repeater di domani, accompagnati da nuovi amici, a loro volta nuovi “ambasciatori” di una destinazione , che ecco che si ritrova ad essere poi una delle mete trendy dell’ anno !

Le DMO che studiano bene statistiche e segnali dei mercati , devono capitalizzare su certi fenomeni, prima che l’ onda virale perda consistenza e nuove destinazioni di tendenza sorgano nel frattempo. Sarebbe interessante sapere se anche il segmento crocieristico , molto forte in Brasile , ha contribuito a questi risultati.

Per tornare al Brasile, l’ assessore nella stessa intervista ha citato la partecipazione della regione ad un’ iniziativa ENIT per i mercati BRIC (probabilmente si riferiva ad “Italy come to you”, nel lontanissimo 2011 ! ), mentre infine, e per fortuna, accenna anche ad un gruppo di studio dei suoi collaboratori dedicato al segmento lusso da questo mercato.

La Sardegna ha tutti i numeri per consolidare negli anni a venire questo interesse dei turisti brasiliani: c’è un grande spazio anche per il MICE, per il turismo sportivo o per nicchie come appassionati di archeologia od amanti del vino. Una grande opportunità per molti hotel indipendenti e fornitori vari , anche non del segmento lusso, che sappiano farsi trovare e riconoscere con proposte mirate ed accattivanti.

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