Sacrosanto il garantismo, ma la questione M5S si pone

Per degli individui che si ritengono democratici e liberali il garantismo rappresenta un valore non negoziabile. Ieri, Matteo Renzi ha deciso di dettare — in un certo senso — la linea del Partito democratico sul caso Raggi: non attaccarla, noi siamo garantisti. Verissimo, sono d’accordo; anche se non iscritto al Pd mi ritengo — almeno ultimamente — vicino alle posizioni del partito, in particolare a quelle del suo segretario. Quindi, il garantismo è sacrosanto anche per la mia credenza politica.

La questione del sindaco di Roma è un po’ diversa, però. La Raggi è la punta dell’iceberg di un sistema “debolmente democratico” , quello del Movimento 5 Stelle prettamente governativo. Un partito, più somigliante a una setta di finti puri e buoni che tenta — attraverso battaglie demagogiche — di arrampicarsi nella via del potere. Uno dei cavalli di battaglia dei grillini è quello del giustizialismo: loro non sopportano essere definiti in questo modo, ma i fatti parlano chiaro: quanti esponenti politici sono finiti nel bel mezzo della gogna grillina per un avviso di garanzia? Troppi. Ora, è chiaro a tutti che governare comporta dei rischi e dei costi e uno di questi è proprio quello del rischio “inciampo giudiziario”. Praticare l’opposizione è estremamente semplice (basta urlare) ma il governo reale è tutt’altra storia. Ormai da mesi ci rendiamo conto dell’incapacità amministrativa del Movimento 5 Stelle; tra strafalcioni, confusione interna, fazioni varie e guai giudiziari.

Ora, il tema che torna centrale è quello dei due pesi e due misure. Un classico a 5stelle: l’avviso di garanzia raggiunge un esponente di un partito tradizionale? Allora è certamente un criminale, un politico che va radiato da qualsiasi pubblico ufficio. Altra variante: l’avviso di garanzia raggiunge il grillino di turno? Allora è sicuramente l’attacco dei poteri forti alla purezza grilloide, ovviamente il futuro dell’esponente politico — sulla base del nuovo codice etico — lo scriverà il sultano Grillo. Quante contraddizioni in casa dei puri e buoni. Il garantismo è sacrosanto ma qui è una questione di opportunità politica ed onestà intellettuale. Almeno statevi zitti.

P.S: Raggi mica ti devi dimettere, è il m5s (tutto) a dover fare mea culpa. Honestà!

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