Torastra
Torastra passeggiava ai margini del bosco. Incontrò degli uomini che venivano dalla radura. Si avvinarono a lui. Erano suoi amici.
Vieni Torastra, vieni con noi. Abbiamo faticato e in compenso ci è stato donato del tempo. Vogliamo usarlo insieme, perché insieme è bello. Oh Torastra, tu che non ti sei mai unito a noi, tu che sei nuovo a ogni cosa, vieni con noi e noi ti mostreremo le meraviglie del nostro mondo. Che fai tu quando il sole ti tradisce Torastra? Come vivi quando l’oscurità regna? Come ti svegli al sopraggiungere del mattino? Vieni con noi Torastra, e conoscerai un’altra via. Vieni con noi, perché noi non te la vogliamo spiegare o narrare, noi te la vogliamo mostrare.
Torastra sentì che ciò che dicevano era bello e giusto, e si unì a loro in silenziosa gratitudine. Insieme vagarono un poco per la radura dove la luce del giorno splendeva e dorava il paesaggio.
Guarda Torastra! Il sole scende verso l’orizzonte! È il momento di andare.
E andarono lontano. A destinazione si ritrovarono circondati da molte altre persone. L’aria era pervasa da musica gioiosa. Si rideva. Si scherzava. Era un luogo lieto e tranquillo.
Ecco Torastra, afferra questo. È la tua prima volta e quindi ti sarà donato, ma noi tutti lo paghiamo, e a dire la verità, non abbiamo mai badato al suo prezzo. Avanti, fallo scorrere attraverso di te. Apri la bocca e bagnati la gola. Guarda come scorre: scorre facile e in quantità, scorre veloce tra le tue viscere, scorre dritto ai tuoi sensi. E insieme a lui scorre anche il tempo, che cambia velocità… No? È solo che non ne hai fatto scorrere abbastanza, continua con noi. Tieni, fallo scorrere in te, e tu scorrerai nel mondo. È buono Torastra? È un gusto nuovo per te? Noi vi siamo abituati e lo troviamo decisamente buono.
Il corpo di Torastra si ammorbidì. I suoi muscoli si distesero. Fare un passo era divenuta una gioia mai sperimentata. Le sue orecchie si rilassarono e i suoni si rilassarono con esse. Persino i suoi pensieri mutarono. Non sapeva se ora scorrevano più veloci o più lenti, più distinti o meno distinti. Non capiva cos'era diverso, ma erano diventati misteriosi e questo a lui piaceva.
Le bocche di tutti cominciarono a storcersi, a chi all'insù e a chi all'ingiù. C’era chi ballava e rideva sempre più e chi stava sempre più zitto e fermo. Ma i più ballavano e ridevano e Torastra ballava e rideva con loro. Si sentiva pervaso da una magia, beneficiario di un incantesimo, e trovava ciò meraviglioso.
E ora prendi Torastra, afferra questo. Inghiottilo d’un sol colpo. Dài prova della tua forza e resisti al fuoco che produce nella tua bocca. Doma questa sostanza, relegala nei tuoi budelli. E quando si contorce per uscire, esprimi la tua fermezza tenendola dentro, finché il suo fuoco non si spegne. Noi tutti la beviamo e ci sfidiamo a berla. E siamo felici perché in questa sfida non ci preoccupiamo di essere vincitori. Noi beviamo il fuoco e con le nostre membra lo soggioghiamo.
Vedi Torastra? Vedi come il confine tra i tuoi piedi e il terreno sfuma? Vedi come il tempo scorre veloce. Vedi come l’urinare e il masticare sono diventate gioie eccelse?
Tutte le persone Intorno a Torastra divennero chimere, prendendo le forme più strane e cambiando nelle creature più bizzarre e dai talenti più disparati. Tutti si erano trasformati in un magico e sorprendente serraglio, e Torastra si era trasformato con loro.
Eccoti Torastra! Ti piace sguazzare in questo nuovo mondo, vero? Libero dalla prigionia della stanchezza o del dolore, incurante del cadere o del domani.
Vieni formiamo un cerchio, c’è altro per te. Sei stato bravo a danzare con il fuoco che ti abbiamo donato ma il fuoco non esiste solo in forma liquida, noi ne consumiamo in molti modi. Guarda! Guarda il prezioso fuoco che ho preparato, bruciamolo insieme e aspiriamone a pieni polmoni la sua forza. Questo fuoco terrà il nostro cerchio unito perché questo cerchio si é unito per il fuoco.
Ecco, tocca a te. Prendi la fiamma e mostra la tua forza ospitandola dentro di te. Accoglila a fondo, fino a riempire il tuo essere. Attento! Il fuoco brucia e alle volte è troppo forte. E’ agitato e scalcia, cercando di uscire dal tuo petto. Senti come scalcia! Ma tranquillo, ti abituerai al suo bruciore. Vedi? La seconda volta va già meglio.
Senti l’effetto di questo fuoco? Senti come rimescola le tue emozioni? Ridi, ridi Torastra, che i tuoi pensieri si sono fatti leggeri. Non serve pensare quando si ride!
E Torastra rideva. Rideva insieme ai suoi compagni. Rideva e domava il fuoco. Esso era l’unica luce che splendeva in quella buia notte.
Balla, canta, nutriti. Scorri con noi. Non è bello stare insieme? Non sono forse incredibili i doni che rubiamo al fuoco? Non sono magiche queste nostre sfide?
Che ti succede? I bordi si fanno scuri? Tranquillo, è il tempo che accelera. Guarda come avanza! Continua ancora un po’ e vedrai che riuscirai persino a trascenderlo.
Torastra, hai visto? il mattino ci ha sorpresi, e con lui viene il dolore, ma non temere, fa parte del gioco. Anche qui si cela una sfida. Restiamo ancora insieme. Il fuoco ci ha bruciati, la senti questa sensazione? Nella pancia, nella testa e nei muscoli siamo stati arsi. Ma la battaglia continua, stai con noi, domiamo il fuoco e guariamo insieme dal suo lascito. Vedrai, il tempo da cui ieri siamo fuggiti oggi guarirà tutto. Su, su, narriamoci le storie di cui ieri siamo stati partecipi, divertiamoci ricordando. Vedrai, la memoria che ieri abbiamo offuscato oggi ci intratterrà. Vedi quanto è successo, quanto è accaduto? Tanto è accaduto.
Stai male eh? Non trovi particolare nuotare anche in questo? Guardati intorno. Non ti senti parte di un mondo surreale? Sì ci stiamo lamentando del disagio che proviamo ma in realtà ci stiamo divertendo, ci divertiamo a nascondere il divertimento. Ma siamo insieme.
Visto Torastra? È tutto passato. È stato bello. Abbiamo beffato il sole insieme ed abbiamo vinto. A presto Torastra!
A quali magie Torastra aveva assistito. Il mondo che gli era stato svelato gli era gradito. Ne era inebriato. La sua curiosità di certo non era stata saziata. La sua coscienza era stata condotta in nuovi luoghi, mai esplorati. Luoghi che non solo erano magici ma anche lieti e festosi. Sì, Torastra vi sarebbe tornato. E così fu.
Torastra guarda! Abbiamo ottenuto dell’altro tempo. Siamo pronti ad usarlo, vieni. Usa anche tu il tuo con noi. Oggi andiamo in un altro luogo a farla in barba al sole, e ci saranno delle nuove persone con cui sfidare il fuoco e scorrere nel tempo. Vieni con noi.
Aspetta! Non sei più un novizio ormai. Prima di cominciare, dài un poco del frutto del tuo lavoro, e potrai sfidare nuovamente le fiamme. Tranquillo, il prezzo non è elevato, e vedrai, più volte troverai chi e disposto a farti dono del fuoco.
A Torastra non servivano le rassicurazioni, come gli altri non badava veramente al prezzo e donò un poco del frutto del suo lavoro.
Ancora una volta Torastra scorse con loro, domò il fuoco, si trasformò in chimera, trascese il tempo e si svegliò bruciato al mattino per poi trascorrere il giorno guarendo. Anche questa volta rimase strabiliato da questa magia.
Ed ogni volta che Torastra aveva del tempo, lui ora lo spendeva in questo nuovo mondo incantato.
Una notte però, invece di essere uno di quelli con la bocca storta all'insù si ritrovò ad appartenere al gruppo di quelli con la bocca storta all'ingiù. Fino ad allora non si era mai domandato come stessero i domatori del fuoco tristi, nella sua allegria non se n’era mai curato ed ora, per qualche motivo, si ritrovava ad essere uno di loro.
Torastra! Che fai seduto, fermo e con la bocca in giù? Il liquido scorre in te ma tu non scorri con lui. Sei triste eh? Mi dispiace ma anche se noi ci provassimo non potremmo esprimerti empatia, perché noi scorriamo, e invece tu stai fermo. Suvvia, consolati, anche questa è una sfida. Quando facciamo scorrere il fuoco in noi, noi scorriamo come le correnti in un mare. E rimestare le proprie emozioni ti porta in tante acque diverse, spesso acque cattive. Cos'è infondo un po’ di dolore? Siamo giovani noi Torastra, a noi piace il dolore, ci incuriosisce, ci stupisce e ci accende. Non come i vecchi, che stanchi di averne provato tanto non ne cercano più.
Insomma, non eri in fondo già triste prima? La tristezza non viene mica dal fuoco, esso rende solo più forti le cose. Sei tu che hai dato tale forza alla tua tristezza invece che ad altro.
Haha! Torastra non si dà pace. Guardate! La sua prima notte da triste. Ce ne saranno tante altre e ci farai l’abitudine. Ma non è forse più bella e sopportabile la tua tristezza quando il tempo scorre così veloce? Su, altro fuoco! Vuoi superare la tristezza? Allora accelera il tempo. Si sa, egli guarisce tutto.
Accelera, accelera! Magari riesci a raggiungerci e a scorrere di nuovo con noi, accelera! Torastra! Che fai? Attento a non farti sfuggire il fuoco! Non lasciarlo uscire da te! Domalo!
Oh, povero Torastra… da triste non aveva più la forza necessaria. Il fuoco gli è uscito di bocca portandosi via un pezzo di lui.
Il dolore che Torastra provò quando il mattino lo sorprese fu immensamente spiacevole. Sarà pure stata una sfida interessante e nuova, sopravvivere a quel disagio, ma Torastra avrebbe felicemente scelto di non dover fare quest’esperienza.
Cosa aveva sbagliato? Perché tanto dolore in quella notte? Aveva sbagliato qualcosa. C’era qualcosa che non capiva. Doveva tornare a nuotare in quelle acque e approfondire la sua esperienza.
E così, Torastra ingannò il sole tante volte ancora, in tante altre notti di fuoco. Alcune più piacevoli, altre meno. Però ora lui osservava bene gli altri e parlava molto con loro. Cercava di capire se loro provavano quello che lui provava o se invece sapevano qualcosa che lui non sapeva. Questo nuovo mondo era proprio come un mare e Torastra si sentiva ora alla deriva. Era forse diverso il loro giocare col fuoco? Scoprivano qualcosa che lui non scopriva nel mutare il tempo? Ottenevano poteri che lui non otteneva dalle chimere in cui si trasformavano?
E se invece tutti vivevano la pratica come la viveva lui? Cosa c’era in questa pratica? Perché era tanto perpetrata? Per Torastra essa era ancora una cosa relativamente nuova, ma gli altri la praticavano da tempo. Se per loro era stata soddisfatta la curiosità e non avevano trovato nulla in più di lui, perché vi ritornavano con tanta dedizione? Perché non si raccoglievano in altre pratiche al calar delle tenebre?
Dopo tante notti e tanto cercare Torastra capì.
Fu in una notte come tante, la sua chimera stava danzando in modo sfrenato e d’un tratto, senza preavviso, si dissolse. Il fuoco gli saltò fuori dal petto e Torastra smise di scorrere ritrovandosi di colpo fermo. Ma la sua bocca non era storta in nessuna direzione, non rideva e non piangeva. Restò fermo e aspettò. E man mano che attendeva il tempo ritornava a scorrere lento e i suoi pensieri cessavano di essere misteriosi. Più restava fermo e lasciava che il fuoco lo abbandonasse più capiva cosa stava succedendo.
Restò fermo e capì. Si guardò intorno e capì. Vide arrivare il mattino e comprese.
Il giorno seguente, dopo che il sole iniziò la sua discesa e prima che il fuoco impedisse ai suoi amici di ascoltarlo egli gli parlò.
Amici. Ho vagato insieme a voi in questo mondo a cui anch'io, come voi, mi sono abituato. Ho danzato con voi e ci siamo sfidati a domare insieme il fuoco in tutte le sue varie forme. Ci siamo trasformati nelle creature più disparate e abbiamo storto le nostre bocche nelle più diverse direzioni. Abbiamo trasceso il tempo insieme, chi più e chi meno, e abbiamo vissuto insieme i postumi di questo gioco, narrandoci i suoi momenti migliori.
Quello che voglio dirvi è che, come me, siete stati ingannati. Siete stati ingannati da chi domava il fuoco prima di voi. Essi vi hanno fatto pensare che fosse una buona cosa spendere il proprio tempo, duramente guadagnato, esplorando questo mondo. Avete guardato loro, più grandi di voi, immergersi in questi mari e dare prova di forza. Siete stati incuriositi da questa nuova magia e vi siete tuffati in essa, ritrovandovi circondati da amici che nuotavano con voi. Eppure quando ciò smise di essere cosa nuova, quando avevate già dimostrato forza, quando avevate ormai sperimentato ogni trascendenza che questo mondo offriva, quando avevate da tempo preso il posto di quelli più grandi di voi, istruendo i più piccoli, vi siete ritrovati a continuare questa pratica, intrappolati nella sua abitudine.
Il fuoco vi ha ingannati. È lui che consuma voi e non il contrario. Egli accende grandi falò di persone ogni notte. Pensavate di esservi emancipati dal sole, il grande fuoco, e di averlo ingannato. Ma in verità ogni notte bruciate voi stessi per evitare di sentirne la mancanza. È egli vi ha ingannato e vi consuma senza sosta.
Buttate alle fiamme il vostro potere, il vostro tempo e il frutto del vostro lavoro. Immerso nel vostro mare io ho guardato il cielo, e tra le stelle ho visto le sommità delle meraviglie che non avete costruito con il tempo che avete deciso di non usare. Voi non usate più il tempo, infatti preferite trascenderlo. Ma dov'è la vita se non nel tempo? Non può forse essere più bello rallentare il suo scorrere piuttosto che accelerarlo?
In queste torbide acque in cui nuotate avete portato con voi i più bei valori: la fraternità, l’amicizia, la gioia, il riso, l’amore, la forza, l’emancipazione, la curiosità. E ora pensate che essi siano legati a questo mare, pensate che per continuare a goderne dobbiate rimanere immersi in queste acque. È questo l’inganno del fuoco. Egli non vi ha dato questi valori, siete stati voi a cederglieli. Ed ora lui ve li vende e voi vi sentite felici di comprarli.
Non ho visto nessuno di voi ottenere qualcosa di reale nel perpetrare la pratica. Le vostre sfide restano sempre uguali. Le chimere in cui vi trasformate sono sempre le stesse e i loro poteri svaniscono sempre al mattino. Nessuno di voi è diventato immune al fuoco. Nessuno di voi ha imparato a scegliere in che verso storcere la bocca. Nessuno di voi ha trasceso la tristezza.
Io vi sono grato per avermi insegnato a danzare nel fuoco con voi, a trasformarmi in chimera e a bruciare e rinascere come una fenice. Io vi ringrazio perché ciò ha ampliato il mio spirito. Ma questo niente che voi comprate viene venduto ormai a un prezzo troppo alto per me.
Il fuoco è chiassoso e fa urlare le nostre emozioni. Ma io voglio sentire in maniera precisa e chiara la mia gioia, non voglio che venga solamente urlata.
E io voglio conoscere la mia tristezza e il mio disagio, se anch'essi vengono urlati io non posso che mettermi la mani sulle orecchie.
Vi amo tutti fratelli miei, ma stanotte non mi unirò a voi. Stanotte lascerò che l’oscurità mi circondi e non accenderò nessun fuoco. Rimarrò nella tenebra e non farò uso di nessuna fiamma. Perché voglio vedere il buio con chiarezza per scoprire se anche lì si nasconde un mondo e una via.
Non temete amici miei, se avrò fortuna verrò da voi e ricambierò il favore, mostrandovi ciò che avrò trovato. Però ora devo lasciarvi. Non possiamo più stare insieme, non nello stesso modo. Perché voi scorrete mentre io cammino.
Seguito dallo sguardo di tutti Torastra se ne andò via, lontano dal falò e verso il buio del bosco.
Email me when Luca Sassoli de Bianchi publishes or recommends stories