Fare promesse e mantenerle
Un addio da manuale. Proprio così vorrei che fosse il mio. Ho visto fare e sentito dire cose che mai avrei immaginato. Ho avuto l’opportunità di lavorare con una persona che ha una visione del futuro difficilmente comprensibile con gli occhi del presente. Ma tutto risulta molto chiaro e lineare adesso.
Quando sono arrivata al Pi Campus semplicemente il Pi Campus non esisteva. Era nella mente di un visionario. C’era una villa fantastica immersa nel verde, un’azienda molto promettente che si era appena trasferita su una collina dell’Eur con l’intento di colonizzarla. E quando Marco me lo diceva mi veniva quasi da ridere. E’ iniziato tutto lanciando hard disk dietro le spalle insieme a Walter, che tanto il loro contenuto era online, al sicuro.
La brama di “scalare” era alimentata ogni giorno dalla piscina a due piani che faceva da padrona, allora come oggi, nel giardino del vicino. “Volete la piscina? Arriviamo a fatturare XY”. Questo ci diceva Marco. Qualche anno e tre ville più tardi, ecco spuntare anche la piscina. La cosa più significativa, lavorativamente parlando, che ho imparato da Marco è: fare promesse e mantenerle.
Non basta dirlo, devi farlo. E onestamente posso dire che la maggior parte di quello che dice, lui lo fa, anche se lì per lì sembra incredibile, specialmente se sembra incredibile. Più la sfida è alta, più ti guarda con quella luce negli occhi e poi come per magia, poco tempo dopo, tutto si avvera. Marco spinge le persone a tirare fuori il loro potenziale ma solo se sono disponibili a mettersi in gioco. Non è semplice come potrebbe sembrare, è una sfida da rasentare la pazzia e quando riesci in quello che prima ti sembrava impossibile, allora è li che inizi a godertela. Fino alla sfida successiva.
E poi c’è Isabelle. Per me è stata un’amica, un consigliere, un paciere. Una persona che si prende cura delle altre persone anche se non è richiesto. Andavamo in palestra in pausa pranzo, arrivavamo sempre all’ultimo secondo per la mole di lavoro, perdevamo tempo a cercare parcheggio finché un giorno lei ha detto: “Facciamo venire la palestra da noi”. E dopo un po’ ecco Carmelo a tenere lezioni di spinning e bike a disposizione per un’ora due volte alla settimana nel giardino dell’ufficio. E poi è arrivato tutto il resto. Una palestra inclusa nella seconda villa, 15 minuti di massaggio una volta a settimana, lezioni di pilates e tante altre attività per tenersi in forma.
C’è un’altra persona che voglio citare qui, perché è parte integrante del Pi Campus nonché cofondatore, mio capo e compagno di spinning in tutti questi anni di avventura: Gianluca. Abbiamo lavorato insieme per tanto tempo, ognuno ha imparato a comprendere pregi e difetti dell’altro. Lui è la persona che ci ha permesso di gettare hard disk al vento. L’ideatore della tecnologia alla base di Memopal, una delle persone più ingegnose e padrone dello scibile umano che abbia conosciuto. Io l’ho sempre visto come lo Steve Wozniak del Pi Campus.
Del PiCampus, più di tutto, di mancheranno le persone. I miei fantastici colleghi, quelli che sono stati miei colleghi in passato, gli startupper con la luce negli occhi e la voglia di spaccare i culi. Ognuno di loro mi ha lasciato qualcosa che ha contribuito a fare di me quella che sono adesso.
Nonostante tutto, anche se sono qui ai saluti finali, sappiate che sono davvero felice di essere stata partecipe di tutto questo mentre prendeva vita. Il Pi Campus è l’esempio evidente del fatto che se sai dove vuoi andare e lotti con tutte le tue forze per raggiungere il tuo obiettivo, ce la puoi fare. Ma ricorda la cosa più importante è: fare promesse e mantenerle.

