Matteo.

Matteo Darmian.

Io il 16 Giugno, nella provincia Modenese.

Lui il 2 Dicembre, in quella Milanese.

Stesso anno, pieno di cambiamenti: il 1989.

Stesso nome, che ultimamente, nel bene o nel male, va molto di moda: Matteo.

Io uno svogliato studente fuoricorso dai millanta interessi, e dalla passione malata per Sport e Politica.

Lui terzino della Nazionale Italiana.

Lui da quattro anni giorno e notte a far innamorare le anime granata di Torino.

Io da un anno e poco più, una volta al mese, ad innamorarmi di una granata in particolare.

Ecco. Anno di nascita e nome proprio sono le uniche cose che mi accomunano a Matteo Darmian da Rescaldina; ma da un po’ di tempo a questa parte l’ho sempre sentito stranamente vicino.

Guardando le partite del Toro assieme ad Alice (la granata di cui sopra, ndr), i Mondiali di Calcio in Brasile, le imprese di Bilbao e del “Derby dopo 20 anni”, fino ad arrivare alle ultime vicende di calciomercato.

Calciomercato, appunto, che ha deciso che oggi, a 25 anni e mezzo, Matteo avrebbe guardato negli occhi il suo futuro, a testa alta.

Da oggi Matteo Darmian saluta Torino per andare oltremanica, in un’altra città operaia: Manchester, sponda United.

La squadra più tifata al Mondo, che ha fatto la storia del calcio.

Una squadra legata nella sfortuna al Toro, vittima anch’essa di un incidente aereo che decimò la squadra. E di una resurrezione sportiva solo dieci anni più tardi.

La squadra che ha annoverato tra le sue fila giocatori come Bobby Charlton, George Best, Eric Cantona, David Beckham, i fratelli Neville, Paul Scholes, Ryan Giggs, Cristiano Ronaldo, Wayne Rooney e tanti, tanti altri.

Da oggi Matteo guarda negli occhi il suo futuro, da una prospettiva che offre un panorama mozzafiato. Quello della storia del gioco.

Io, stesso nome e suo coetaneo, sono emozionato per lui.

Perché al netto di tutte le cose brutte che succedono in questo mondo sgangherato che è quello del Calcio, vedere un bravo ragazzo, serio e senza grilli per la testa, avere un’occasione del genere, è una di quelle cose che ti rimette un po’ in pace col mondo.

Sapere poi che si tratta di un tuo coetaneo, non più così giovane (calcisticamente parlando), è ancora più bello.

Divertiti, Matteo. Nulla di più.

Un altro Matteo.

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