Faccio l’Avvocato e nessuno può dirmi di smetterla…

MI sono trovata a fare l’avvocato per una strana congiuntura che non sto qui a dirvi. Non ero nata per fare questo. Non ho avuto la vocazione. MI piaceva il diritto penale, questo sì; ma in generale il diritto pubblico, ero una strana idealista, a quell’età. Non sono di quelli che SONO avvocati; no, io FACCIO l’avvocato. E’ il mio lavoro.


Ma mi ricordo di averlo fatto con passione ed emozione. Ricordo il primo pomeriggio nello studio del mio maestro. Ricordo le prime ricerche di giurisprudenza, sulle banche dati pezzottate che i clienti senegalesi mi portavano in cambio di qualche controllo all’ufficio stranieri Ricordo la prima perquisizione, la prima convalida di arresto, la prima volta al carcere, quell’interrogatorio notturno dallo strano sapore, le notti a studiare, il piacere della sfida, la prima assoluzione, il peso di certe decisioni, tutte le sconfitte, una per una, quelle bruciano per sempre e non te le scordi. Ricordo le prime lacrime delle mogli, i dialoghi a gesti con certi africani, il freddo maledetto di quel carcere, le spontanee dichiarazioni di un imputato che mi fecero pensare, nella notte di quell’udienza in aula bunker: “ecco, questo è un uomo.”

Colleghe, a voi un uomo ha mai dedicato un atto d’appello? A me sì. Ed è stato uno dei regali più belli che io abbia mai ricevuto. Ecco, faccio l’avvocato, ma fare l’avvocato è la mia vita.

E nessuno, dico NESSUNO, può invitarmi a smetterla.


Avv. Valentina Restaino