
Sykes, Baz e la lite su Twitter
Il litigio fra Tom Sykes e Loris Baz, compagni di squadra del team Superbike Kawasaki, è finito su Twitter. Domenica 2 novembre Sykes ha perso il titolo mondiale Superbike perché Baz si è rifiutato di eseguire un ordine di scuderia e far passare il compagno nella gara di Losail, in Qatar. Poi i due si sono messi a litigare sui social e il team Kawasaki non ha fatto niente per cercare di gestire la situazione. In fondo a questo post potete leggere la “conversazione”, qui vorrei cercare di capire come si è arrivati al punto in cui due compagni di squadra non sarebbero mai dovuti arrivare: danneggiare se stessi e il loro team, che poi non ha fatto nulla per rimediare.
Baz fatto una cazzata e la squadra è giustamente infuriata con lui, ma nel mondo delle corse non è stato il primo caso di ordine di scuderia non rispettato e non sarà l’ultimo. Se far passare un compagno di squadra sia sportivamente “corretto” è un tema di cui si è sempre discusso e non ci sono pareri unanimi, ma un team ha tutto il diritto di tutelare i propri interessi e i piloti devono (o dovrebbero) dimostrarsi professionali nei confronti dei loro datori di lavoro.
Tutta colpa del telefonino?
E allora perché un pilota di talento (Baz lo è) decide di fare qualcosa che va contro l’interesse del suo team e giorni dopo è ancora convinto di aver fatto la cosa giusta? Paolo Gozzi, che segue la Superbike da anni per la Gazzetta dello Sport , ha provato a spiegare il perché dell’atteggiamento di Baz:
Io ho una mia teoria sul perchè Baz abbia deciso di fare la cosa sbagliata. I piloti di oggi vivono col telefonino sempre in mano e sono continuamente sollecitati dai messaggi che gli arrivano via social da amici e da perfetti sconosciuti. E’ chiaro che il tifoso ha una visione parziale della situazione e il professionista dovrebbe saperlo. “Non dare strada a quello stronzo di Tom”, immagino che gli saranno arrivati migliaia di messaggi di questo tono. E lui ha accontentato la platea. Non mi è piaciuta neanche la reazione Sykes, ovviamente. Non aveva alcun bisogno di farsi coinvolgere nella polemica innescata dal ragazzino che gliela aveva combinata grossa. Era dalla parte della ragione, e avremmo capito tutto pure se non ci avesse messo bocca. Rispondendo per le rime dopo una notte d’inferno ha fatto capire che gli bruciava enormemente e così ha dato ulteriore soddisfazione al bullo.
Kawasaki, se ci sei batti un colpo
Il litigio ha avuto un forte eco anche sui mezzi di informazione che solitamente non si occupano di Superbike e di motori mentre la Kawasaki, sull’episodio, non è intervenuta in nessun modo: non potendo rimediare alla figuraccia in pista avrebbe dovuto (almeno) imporre la rimozione di quei tweet. Sarei curioso di leggere i contratti che firmano i piloti per vedere se c’è scritto qualcosa in merito alla comunicazione, perché qualcosa c’è scritto, giusto? Invece l’unico comunicato del team il giorno successivo è stato l’annuncio dell’ingaggio di un nuovo pilota al posto di Baz (che aveva già firmato un contratto per correre in Moto GP la prossima stagione), il britannico Jonathan Rea.
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Le puntate precedenti
Ma come si è arrivati al litigio su twitter? L’ultima prova del mondiale Superbike, il campionato del mondo delle moto derivate dalla produzione di serie si corre sul circuito di Losail, in Qatar. Si giocano il titolo il Tom Sykes (Kavasaki) e Sylvain Guintoli (Aprilia) divisi da soli dodici punti in classifica. Per recuperare lo svantaggio Giuntoli deve vincere tutte e due le manches, a Sykes basta arrivare due volte secondo per mantenere due punti di vantaggio. Guintoli sta per vincere gara 1 e Sykes lo insegue, a due giri dalla fine c’è Baz, che riceve dal team l’ordine di far passare il compagno di squadra e cedergli il secondo posto. Così facendo Sykes manterrebbe sette punti di vantaggio su Guintoli prima di gara 2, invece Buz non rispetta l’ordine e Guintoli si presenta allo start dell’ultima manches con soli tre punti di svantaggio. Ciò significa che Sykes dovrà per forza stare davanti al rivale.

La foto del podio della prima manches racconta tutta la storia: Syzes, il primo da destra, ha il sorriso tirato di chi ha appena visto accadere una cosa incomprensibile, Buz, il primo da sinistra, ha un espressione beffarda, soddisfatto della “marachella” e non cambierà idea dopo gara 2.
Guintoli va in testa anche nella seconda manches e si capisce subito che Sykez non ne ha per tenere il suo passo. Fra il pilota dell’Aprilia e quello della Kawasaki c’è la Honda Jonathan Rea, che sa già di correre con Sykes il prossimo anno. Ma lasciarlo passare è inutile, anche il secondo posto non basterebbe, il pasticcio è già stato fatto qualche ora prima. L’ultimo giro porta in trionfo Guintoli, che vince il suo primo titolo mondiale sfilando il titolo di campione del mondo proprio a Sykes.
Buona notte professionalità
Quello che è successo dopo lo sappiamo: Baz con una coda di paglia lunga così scrive il primo tweet. Tra le righe spiega di non aver aiutato Sykes perché aveva già ricevuto ordini di scuderia in un altro gran premio e perché ha dichiarato il francese: “Io sono buono con chi è buono con me”
La risposta piccata di Sykes e la lite continua