Ho 33 anni e una laurea in sc. Biologiche. Dopo la laurea , non pensavo certo che il mondo del lavoro mi accogliesse a braccia aperte ma neanche che la mia laurea valesse quanto un pezzo di giornale qualsiasi.

Ci vuole poco per rendersi conto, che il mondo del lavoro per laureati e non laureati, offre le stesse opportunità.

Se non vuoi proseguire la tua carriera accademica perchè non ne sei convita o perchè quest’anno,non ė il “tuo turno per il dottarato” , nel frattempo che cerchi di capire cosa fare,se espatriare o meno, ti ritrovi a fare colloqui in cui il presunto datore , pretende di valicare il tuo spazio intimo perchè ti è stata data l’opportunità di andare a fare questo grosso colloquio per fare la segretaria in una baracca sulla magliana,

e lì

ti rendi conto di quanto sarà arduo trovare un lavoretto nel “frattempo che”, perchè tanto ci sarà sempre qualcuno disposto a far valicare il proprio spazio intimo e a dire “prego accomodatevi”

Tu che invece

ci tieni a delimitare, per te sarà molto più ardua, perchè a nessuno piace una persona che dice”Non le spetta sapere questa informazione”.

Ah, Ovviamente il tutto condito dal fatto che nel tuo Cv rigorosamente deve essere omessa la tua laurea,al più può essere presente quella triennale (che tanto si sa, non vale niente!) altrimenti risulti troppo qualificato e ambizioso e , a fare la segretaria non ci rimarrai mai per tutta la vita.

Alla fine di diverse peripezie ti ritrovi,finalmente, con il tuo primo contratto di lavoro , dove, per un eccesso di buonismo utilizzerò il termine sfruttamento.

Nel frattempo la frustrazione cresce in te, perchè tu non hai studiato per quello e non vuoi fare quello nella tua vita ma la TUA nazione non ti offre altro e, momentaneamente, ti pieghi e stai zitto anche di fronte alle più bieche e palesi prese per i fondelli dei grossi “manager” de noartri.

Nel frattempo mentre ti adatti a tutto ciò, ti guardi in giro sperando di trovare qualcosa che più si confaccia alla tua formazione scopri cosa? che la laurea non basta,ci vuole un bel master se vuoi avere delle opportunità di lavoro in più.

Mi chiedo allora, ma l’istruzione pubblica italiana mi ha formato per fare cosa? Sono io che non sono “abbastanza abilitata “o è l’italia che non è in grado di soddisfare le esigenze lavorative dei suoi giovani ?

La verità è che intanto tu, sei incastrato in questi lavori in cui te la intortano con la storia che se hai un fisso sei incentivato a produrre di meno così, il tuo tempo non viene assolutamente pagato,non gli viene dato un valore, ma intanto hai una sorta di stabilità, non ne vedi una via di uscita e probabilmente abbandonerai ogni tentativo di eventuali lavori nel tuo ambito perchè, diciamoci la verità perdi le speranze non ci credi più e poi, emigrare non è affatto facile e rimani così…nel limbo pensando che tuttosommato ti va bene così o, alla meglio hai “Tutta una vita davanti”.

la verità è che

L’italia è una nazione che sta morendo e in una nazione che deve portare i suoi giovani cittadini a omettere titoli di studi per lavori da 100 E. al mese( il caso maternità e famiglia ovviamente lo saltiamo) è una nazione che ha fallito è una nazione che non ci merita , non merita le sue giovani menti e i suoi giovani talenti, qualunque essi siano titolati o non titolati.

Una nazione che ti costringe ad andartene fuori perchè nessuno per te ha i soldi , ma per un altro forse, chissà (sì),che come alternativa ti offre lavori in cui a malapena puoi permetterti di andare al cinema una volta a settimana ha fallito.

Nel 2014 oltre 100000 italiani sono emigrati all’estero (principalmente giovani tra i 20 e i 40 anni; dati AIRE)

Ecco perchè penso che l’Italia non meriti il mio talento nè il mio nè quello di nessun altro. Tutti abbia un talento e più di uno ma non possiamo sprecarlo in una nazione che non ci vuole, non ci valorizza.

Grafico che rappresenta come la fuga di cervelli sia maggiore nelle nazioni con basso tasso di sviluppo economico
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