Love Storage: le scatole degli ex che diventano tendenza

PensavoAiCazziMiei
Feb 23, 2017 · 3 min read

Navigando nei meandri di internet, ho scovato una nuova iniziativa nata proprio l’ormai compianto giorno di San Valentino. Love Storage. Non troppi giri di parole “Le scatole degli ex. Quelle in cui mettiamo tutti gli oggetti che ci siamo scambiati durante due mesi, tre anni, una notte insieme.” Cinque oggetti da scegliere e fotografare per poi scrivere il ricordo. È geniale! E immediatamente tornano alla mente come saette durante una tempesta estiva tutte le scatole degli ex, tutti quei micro oggetti che a forza e con molte lacrime tutti abbiamo richiuso in esse. Biglietti del treno persi o mai presi, collanine, libri, biglietti di concerti, citazioni, vestiti, poesie, braccialetti e mille altri ancora.

Pensando bene, mi sono resa conto che è una pratica così potente da essere approdata anche nel cinema. Nel nuovo film di Trainspotting, una delle immagini più eloquenti è proprio di Renton, che tornato nella sua casa adolescenziale, estrae da delle vecchie scatole i suoi ricordi e il suo vecchio vinile di Iggy Pop. Ed è proprio in quel momento, quando vediamo il contenuto di vent’anni fa, che un battito al cuore ci fa emozionare.

È sempre stato il gesto, il vero potere. Chiudere gli oggetti nella scatola dei ricordi. Aprirla. Rinchiudere un oggetto per toglierlo al dolore di vedere un tempo che è finito, che non torna; o, se torna, è sicuramente differente. Per fare spazio ad un nuovo amore, per cancellare un errore. Riaprirla è la consapevolezza dell’amor per i ricordi.

L’altra sera prima di coricarmi a letto, ho chiesto al mio fidanzato “E tu, hai mai fatto una scatola degli ex?” Da uomo poco sensibile e pratico, mi ha risposto “Nooo”, ovviamente. Qualcosa, però, si è acceso nella sua testolina e dalla riluttanza iniziale, indaga: “ …e tu?”

Certo che ne ho fatte. Per ex fidanzati, per ex amiche, per ex-nonpiùex-ancora ex fidanzati. Ricordo molto bene la prima scatola, l’insicurezza e il dolore; l’emozione, poi, di riaprirla con Lui qualche anno dopo. La riscoperta, le nuove consapevolezze e gli altarini svelati. Certo, ora è nuovamente chiusa e sepolta, così come Lui, ma questa è un’altra storia. Ricordo anche l’ultima scatola degli ex, il senso di liberazione verso me stessa e la fine delle inquietudini. Il senso di rinascita nel far sparire agli occhi le catene.

Perché, in fondo, è proprio questo il senso: liberarci di ricordi per fare spazio a nuovi, per alleggerire il cuore. E la bellezza è tutta nell’aprirle a distanza di anni, rileggere i foglietti di carta, le lettere mai spedite, ascoltare i cd rigorosamente masterizzati.

Quindi, grazie a Love Storace e grazie a quegli amori finiti che ora ci fanno sorridere e ricordare. Grazie per averci ricordato il potere di chiudere un ricordo in una piccola scatola. Io sto già scegliendo cinque oggetti, e voi?

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