Gente di Carassai, turismo e prodotti di qualità, un paese che non dimenticherai

Carassai è il piccolo paesino marchigiano che può offrire una bellissima esperienza turistica, unica in tutto il Piceno.

Il borgo, con i suoi 1.138 abitanti (dato ISTAT 2011), si estende su tre rilievi collinari tra le vallate del fiume Aso e del torrente Menocchia, a 365 m sul livello del mare.

A 18 km circa dall’adriatico e quindi dall’autostrada A14 e a 50km dai Monti Sibillini, Carassai, che gode di un’invidiabile posizione ideale per ogni tipologia di vacanzieri, è raggiungibile dalla strada statale 16 da Cupra Marittima e da Pedaso.

Oggi conosciuto come Carassai, il paese ha cambiato nome diverse volte nel corso della sua storia. Nel Medioevo il suo nome era Castrum Guardiae, ma la popolazione lo chiamavo Carrascale o Carnassale. Il Castello di Carrascale è stato citata nei documenti insieme al Castello di Camporo entrambi sono stati distrutti nella prima metà del 14° secolo per essersi ribellati contro il dominio del papa all’epoca espresso nel territorio dalla Città di Fermo. Alcuni anni dopo, un solo Castello fu fatto ricostruire in una posizione mediana tanto da essere conosciuto nei documenti come Castrum Medium. Attualmente due antichi nuclei sono evidenti: uno di origine feudale, chiamato il “Castello Vecchio” e uno di origine medievale, chiamato il “Castello Nuovo”, costruito nel 15° secolo. Il Castello Vecchio è il più antico nucleo abitato, caratterizzato da strade tortuose , e ha il suo riferimento religioso nel Rinascimentale campanile della Chiesa di San Lorenzo. Il Castello Nuovo è, invece, caratterizzata da strade più grandi e diritte, contenute tutte all’interno delle imponenti mura fortificate del 14° e 15° secolo.

13 Motivi per visitare Carassai

I Camminamenti Militari — i camminamenti militari, edificati tra il Trecento e il Quattrocento, rappresentano il luogo più suggestivo di Carassai, sono in sostanza un passaggio semi sotterraneo per le truppe che ha preso la forma attuale quando, nel ‘500, fu autorizzata dalle autorità Fermane la costruzione di case a ridosso delle mura cittadine. Questi camminamenti probabilmente percorrevano tutto il perimetro del Castello Nuovo di Carassai e vedevano lungo il loro percorso imponenti torri rompitratta, e numerosi secondari accessi alle abitazioni. Oggi in molti si auspicano un loro ulteriore lavoro di recupero che ne aumenterebbe l’attrattiva creando in aggiunta un luogo ideale per manifestazioni di grande carattere culturale al riparo dalle intemperie.

Il Castello Vecchio — il Castello Vecchio è il nucleo più antico di Carassai che nel tempo è andato a costituire la Cittadella del Castello Nuovo. A pianta circolare, questo nucleo di abitazioni conserva un’atmosfera unica e un ambiente ideale per soggiorno turistico vacanziero. Qui non circolano auto e i pochi abitanti non trovano difficoltà, con la bella stagione, a mettere fuori i tavoli per il pranzo o la cena. I vicoli stretti creano molti passaggi all’ombra nelle calde giornate estive e le spesse mura medievali donano alle abitazioni una naturale protezione dalla canicola. Il luogo si presta, ma in parte lo è già, a un progetto di albergo diffuso o come dimora/laboratorio di artisti.

La Chiesa di San Lorenzo Martire — costruita nel 1424, si trova all’interno del Castello Vecchio il luogo più caratteristico del paese. All’interno avremmo trovato una giovanile opera di Vincenzo Pagani di Monterubbiano (1490–1568) Madonna in trono con il Bambino e i Santi Lorenzo e Luca, inquadrati sullo sfondo dei colli della Valle dell’Aso e un dipinto di scuola d’arte Pomarancio del 17°secolo, esposte ora nella visitabile chiesa Collegiata di Santa Maria del Buon Gesù. Una chiesa che per la sua importante posizione è divenuta l’emblema della comunità che aspetta di ritrovare con essa la sua coesione.

La Chiesa Collegiata di Santa Maria del Buon Gesù — una chiesa a tre navate, che nella forma attuale risale al 1788. La Chiesa venne eretta però nel XV secolo (era di dimensioni molto ridotte) per l’influsso della predicazione di S. Giacomo della Marca. La chiesa è in stile rinascimentale e barocco. Al suo interno troviamo: una tela del Boscoli rappresentante la crocifissione (1601) e affreschi sulle volte dello stesso autore e del Ripanelli; una scultura lignea di arte abruzzese raffigurante la vergine col Bambino (sec. XV); una pregevole Cantoria in legno con organo a canne e il Coro in noce; la Fonte Battesimale in legno, semi-esagonale, con intagli di G. Morelli di Montegiorgio e la doratura di Contadini di Macerata (sec. XIX). Curiosità: Carassai vanta ben 5 differenti confraternite: Sant’Antonio, Sacro Cuore, Madonna del Buon Gesù, Santa Monica e del Santissimo Rosario.

Lavatoi Pubblici — i lavatoi pubblici sono un’attrattiva del paese dotata di poca visibilità ma di grande presa affettiva sulla popolazione, soprattutto di età avanzata. Realizzati nei primi del Novecento con decorazioni al piombo, i lavatoi sono i lavabi in travertino dove un tempo le donne del paese si recavano a lavare i panni. Un tipo di bucato quello, molto rispettoso dell’ambiente realizzato com’era con sapone fatto in casa. Le donne, come ricordano alcuni, vestite di nero e dalle gonne multistrato, erano solite sfregare la biancheria con vigore, cantando oppure raccontandosi le novità del paese. Oggi i Lavatoi Pubblici sono stati restaurati.

Il portale del palazzo nobiliare di Boffo da Massa — Secondo la tradizione popolare, questa è la casa di Boffo di Massa, Signore di Carassai tra 1382 e il 1387. Boffo fu un noto signorotto del Fermano, vissuto nel corso del Trecento. È ricordato come un personaggio spavaldo e audace, più volte dipinto come arrogante e poco incline agli ideali cavallereschi. Ebbe comunque fama di uomo coraggioso e di certo fu tenuto in grande considerazione dai suoi contemporanei. Le sue conquiste, i suoi soprusi, angherie e voltafaccia erano noti in tutti i castelli del sud della Marca ma anche in Toscana. Non è un caso che abbia scelto come sua base Carassai. Un tempo conosciuto come Castrum Guardie, il paese doveva essere abitato da valorosi uomini, soldati e mercenari, abili nel mestiere delle armi.

Oratorio di Santa Monica — Si tratta di una piccola chiesa datata 1699, presente in Piazza Matteotti, in stile tardo-barocco. Recentemente ristrutturata, è diventata un piccolo scrigno di interessanti tesori d’arte, tele e tavole ancora in corso di attribuzione. La chiesa presenta nella parte superiore della sua facciata una curiosa stella di David, stella a sei punte probabile testimonianza di una presenza ebraica nel comune che vede in via Garibaldi la possibile ubicazione del suo quartiere.

Fonte di Camporo — La fonte di Campone, con la piccola chiesa della “Madonnetta”, sono forse le ultime testimonianze toponomiche dell’antico castello di Camporo, un insediamento che esisteva già nel 1063, distrutto durante gli assedi avvenuti nel 1325 e nel 1363. La piccola chiesa sta conoscendo in questi giorni un restauro architettonico, e speriamo presto abbia seguito quello della fonte.

Il Museo Civico Archeologico Antiquarium — questo museo ospita reperti che sono stati raccolti, attraverso gli anni, nel territorio comunale. Lapidi e urne testimoniano una importante presenza romana come quella della Gens Flavia. Questo antiquarium aspira al titolo di Museo che forse permetterebbe il rientro di importanti reperti rinvenuti nel territorio carassanese e conservati ora altrove. L’appello è anche a tutti coloro che detenessero illegalmente reperti in casa, una loro riconsegna in forma assolutamente anonima permetterebbe un ampliamento delle sale, una crescita di interesse e la creazione magari di un posto di lavoro.

Castello Medioevale di Rocca Montevarmine

Rocca Monte Varmine, un castello completamente conservato come probabilmente avete visto solo sui set cinematografici! Si trova a 4 km da Carassai e risale al XIV secolo, con resti del X secolo è dotato di possenti mura e un’alta torre con merli ghibellini, arciere e caditoie. Si possono osservare all’interno, il cortile e la Chiesa di San Pietro. Il Castello era una grossa fattoria fortificata, un Castello di guardia, non una abitazione signorile. Rocca Monte Varmine è l’unico castello in tutto il Piceno che si conservi intero e perciò di particolare interesse storico. Nel secolo scorso vi è stata rinvenuta la “Bombardella manescà” datata 1341: la prima arma da fuoco maneggevole conosciuta. Rocca Montevarmine si trova nel comune di Carassai ma è proprietà del comune di Fermo

Chiesa di Sant’Angelo in Piano

La chiesa è di chiara origine monastica e la sua costruzione è da collocare attorno all’anno mille (957). Alcuni documenti, seppur più tardivi di due secoli, attestano che vicino alla detta chiesa vi era un monastero. Il primo documento che traccia una sommaria descrizione della chiesa, risale al 1574. Il vicario del Vescovo di Fermo Felice Peretti, poi Sisto V, annota: “questa chiesa si dice fosse stato un monastero, sito nella pianura del fiume Aso; richiama molta gente poiché grande è la devozione degli abitanti del luogo. E’ una chiesa grande e molto bella e ha anche una chiesa sotterranea”. L’importanza nella storia di questo luogo è confermata dalla scoperta di una fornace romana per la fabbricazione di mattoni.

I Giardini Pubblici — I giardini pubblici di Carassai rappresentano uno dei luoghi più ameni che il piccolo paese della provincia di Ascoli Piceno possa offrire. Un luogo ideale per le famiglie, che soprattutto nella bella stagione, offre una stupenda passeggiata fra alberi secolari, cespugli odorosi, prati verdi e fioriti allo sciacquìo discreto della fontana pubblica con il personaggio più amato dai paesani: Luisella. In verità si tratta di una statua raffigurante una giovane nereide, ninfa delle acque marine (e non una creniade ninfa delle fontane) per via di un recipiente ricavato da una valva che porta sul capo. E’ “d’uopo” percorrere i viali del giardino in senso antiorario gustando i gelati dei due bar del paese o con un trancio di pizza.

Il Cimitero Rurale di Rocca Montevarmine — Fino ad oggi un luogo dimenticato, Carassai possiede anche un piccolo cimitero dalla particolare attrattiva romantica, dall’atmosfera ossianica e decadente. Nei pressi di Rocca Montevarmine questo piccolo cimitero ospita sepolture a terra degli ultimi abitanti di questa località. Intercettando i giusti finanziamenti questo cimitero potrebbe tornare a più dignitosamente a svolgere la sua funzione senza pesare più sulle finanze del comune andando a rappresentare l’ultima dimora esclusiva per danarosi trapassati.

Personaggi Carassanesi di ieri e di oggi

Stupisce come Carassai, pur non essendo oggi fra i luoghi più conosciuti e popolati d’Italia, possegga un gran numero di personaggi illustri. Fra i più noti del passato dobbiamo ricordare senz’altro Cesare Macchiati (1597–1675) medico personale della Regina Cristina di Svezia nota in Italia per aver dato vita ad un circolo letterario di grande importanza: l’Accademia dell’Arcadia. Fra i personaggi più recenti ricordiamo Monsignor Lavinio Virgili (1902–1976), musicista e compositore direttore della Cappella Musicale di San Giovanni in Laterano, la Basilica Papale.

A parlarci di storia locale, personaggi piceni e prossimamente anche di cambiamenti climatici sono due studiosi Carassanesi autori di molte pubblicazioni, Luciano Pallottini e Settimio Virgili.

Prodotti tipici

L’attività produttiva principale di Carassai è rappresentata da vino, olio d’oliva e frutta. Carassai non solo ha conservato il paesaggio, l’arte e la storia, ma ha anche custodito gelosamente i segreti di una antica tradizione culinaria, basata su ingredienti semplici e naturali.

Fra i primi sono famosi sono i vincisgrassi, i tajuli e i taccù. La cucina di Carassai offre inoltre i piatti della tradizione del territorio quali le pappardelle al ragù d’oca, le creme fritte e le olive all’ascolana. Di grande importanza la diffusione nel territorio fin da metà ottocento del pesce fritto ad opera di commercianti Carassanesi.

Il fristingo è il dolce tipico di Natale fatto dalle massaie carassanesi con fichi secchi, mandorle, noci, farina, zucchero e cacao.

La buona cucina carassanese e marchigiana può essere comodamente degustata presso i quatto Ristoranti presenti, tutti con svariati anni di attività e fedelissimi alla tradizione culinaria locale:

  • Ristorante Il Panorama 0734.930985
  • Ristorante pensione Marchetti 339.1283898
  • Ristorante Agriturismo il Monticello
  • La Cicala Agriturismo

Parlando di dolci vengono in mente le produzioni artigianali dei noti produttori del posto. Famosa è la torta di ricotta, i brutti e buoni, i funghetti di Offida, i castagnacci, le crostate, i ciambelloni i famosi maritozzi eccezionali da gustare con nutella e panna.

Perché ne possiate apprezzare la bontà ecco i riferimenti:

  • Martinangeli e Concetti di Pignotti Franco & C. (0734 930015)
  • Pasticceria Porrà Zefferino (0734 930058)
  • Pasticceria Porra Bruno (0734 930915)
  • Il forno di Ada di Lanciotti (0734 930540)

La produzione tipica Carassanese di punta è certamente la Salsiccia Regina, la stessa che è protagonista nella seconda decade del mese di agosto della rinomata sagra della salsiccia alla brace, frequentatissima dai turisti italiani e stranieri che soggiornano sulla costa adriatica e nell’entroterra piceno.

Dal lontano 1972, la Polisportiva locale, al fine di autofinanziarsi, organizza la celebre manifestazione che è passata dal classico “un panino e un bicchiere di vino” a un vero e proprio pasto completo dove però la protagonista è sempre lei, “sua maestà la salsiccia”. La salsiccia di Carassai è unica nel suo genere poiché nel macinato di carne di maiale, viene aggiunta anche quella proveniente dalle preziose cosce posteriori che costituiscono il prosciutto.

La salsiccia Carassanese è figlia di una lunga tradizione di lavorazione della carne suina e viene ottenuta selezionando accuratamente pancetta, prosciutto, spalla, filetto dosando salatura e speziatura fino ad arrivare alla cottura tramite il calore della brace di legni aromatici.

Ebbene nel paese della salsiccia, da più di 50 anni esiste il salumificio Federici, artigiano dell’insaccato di qualità, fornitore ufficiale della Sagra della Salsiccia. Gli insaccati sono realizzati con carne di suino italiano certificato come suino pesante, nato, allevato e macellato in Italia da cui viene prodotto il ciauscolo, l’unico in tutto il piceno che può vantare il marchio IGP. L’Azienda Federici è l’unica rimasta di una storica tradizione norcina Carassanese.

Salumificio Federici

Carassai vanta una grande superficie vitata e diversi produttori di vino i cui prodotti sono facilmente disponibili nei Ristoranti di tutto il territorio. Vanno segnalate le produzioni di Offida Passerina Docg, Offida Pecorino DOCG, Marche Rosso IGT, vini in grado di varcare i confini della penisola per arrivare persino nella lontana Cina.

  • Le Canà
  • Collevite
  • Vinicola Carassanese
  • Montevarmine
  • Vini Polini
  • Dianetti

Arte e Artigianato

Un piccolo paese come Carassai possiede una buona produzione d’arte e di artigianato artistico.

Da segnalare il laboratorio dell’estroso Maurizio Virgili, l’artista ha scelto di lavorare per amore dei luoghi proprio a Carassai in un atelier circondato dall’atmosfera tranquilla di stretti vicoli dove le auto non arrivano, dove si è soggetti ad ogni passo alle suggestioni della storia e della natura grazie alle viste protese sulla Valdaso e i Monti Sibillini.

Rinomate da svariati decenni le Ceramiche Artistiche di D’Abramo e Ubaldi (0734 930626) con produzioni artistiche di ceramica tradizionale dell’ascolano con cottura in forno proprio e pittura e smaltatura manuale.

Artistiche a loro modo sono le produzioni del Liutaio Carassanese Fabrilio Talamonti che realizza artigianalmente chitarre classiche, antiche, barocche e romantiche di preziosa fattura e restauro di strumenti antichi.

Liutaio Fabrilio Talamonti

Prettamente artigianali le lavorazioni del legno del Mobilificio Rastelli (0734 930510)

Industria

L’industria Carassanese non ha mai conosciuto uno sviluppo considerevole, questo ha permesso la conservazione del territorio anche se a discapito dello sviluppo dell’economia locale. Le poche industrie presenti però hanno resistito bene a duri anni di contrazione economica. Si annoverano aziende specializzate nella lavorazione delle materie plastiche, nella termosaldatura e nella stampa, come la G-Kappa Gadget,

le produzioni calzaturiere del Tomaificio Nichol’s (0734 930830), le tornerie metalliche della Giesse Meccanica Di Giangrossi Stefano (0734 919027).

Turismo

Carassai invita il turista e il vacanziere al piacere del “dolce far niente”, al godimento del tempo che si dilata, alle intriganti suggestioni dell’antico e del mutevole spettacolo che la natura ci offre. A riscoprire la pienezza dei piccoli gesti, e i sapori della cucina di una volta.

Carassai si trova a quindici minuti d’auto dalle spiagge sabbiose e dorate del mare Adriatico, (Riviera delle Palme, San Benedetto Del Tronto, Grottammare), e a 20 minuti dal Parco Nazionale dei Monti Sibillini.

In meno di un ora si trovano le bellissime città storiche di Ascoli Piceno, Fermo e Offida e il parco nazionale dei Monti Sibillini.

Le strutture di soggiorno del territorio sono:

  • Il Monticello Agriturismo
  • Dolce Miele Bed and Breakfast
  • Lavanda Blu Bed and Breakfast
  • B&B Castello Vecchio 333 3579404
  • Appartamenti per vacanze Bizzarri Ivana 339 6735132
  • La Casa del Vecchio Mulino
  • La Cicala Agriturismo

Eventi

  • Fiera Sant’Angelo (6 maggio)
  • Festa di San Barnaba (11 giugno)
  • Sagra della tagliatella con la papera (agosto)
  • Sagra della Salsiccia alla brace e Rassegna di Rock band emergenti Trocka Festival (agosto)
  • Festa del Voto (ultima domenica di agosto)

Conclusione

Carassai ha conosciuto nel passato uno spopolamento a vantaggio delle città della costa ma in questi ultimi anni il fenomeno è contrastato da una tendenza inversa. A Carassai si vive bene, tornano i pensionati originari di Carassai, gli stranieri per il basso costo degli affitti, e la disponibilità di immobili in vendita.

È in questo contesto che la nuova amministrazione guidata dal Sindaco Vincenzo Polini, intende partire con una serie di iniziative di medio lungo termine, quali la riqualificazione urbana e dei punti di interesse turistico culturale, volte alla promozione del territorio e delle attività economiche in esso presenti.

L’amministrazione invita i privati a risiedere nel paese e nuove aziende ad insediarsi, sollecitando soprattutto quelle che volessero identificare il loro brand con un’impronta territoriale molto caratterizzata. Turismo di qualità, produzioni tipiche agroalimentari, vini tipici, oliva tenera, sono tutte attività che beneficerebbero del marchio Carassai.

Info

Carassai in mappa

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