Massignano, 1684 abitanti per una bellezza a due passi dal mare

Una perla del turismo nelle Marche ancora da valorizzare

Un piccolo paese di 1684 abitanti della provincia di Ascoli Piceno, a 264 metri di altezza su una collina che domina spiagge sabbiose e sassose ancora da scoprire.

Un’attrattiva costiera che non deve essere sfuggita ai possidenti investitori di un nascente, enorme resort con 4 piscine di cui due coperte. Massignano il cui nome ci riporta all’epoca Romana e al possedimento di un certo Massinius, sorge su un colle fra la Valdaso e la Valmenocchia, fra Montefiore dell’Aso e la costa.

Sono due le ipotesi sulla fondazione di Massignano. Una, pre-romana, vede i Piceni protagonisti, ma le tracce sono poche e confuse. La seconda, ci racconta di Massignano sobborgo dell’antica ed estesa città romana di Cupra Marittima di cui restano un magazzino, un acquedotto, grotte funerarie e impianti di ville. I resti antichi più facilmente visitabili sono quelli Castello di Forcella, datato dai documenti al 1168, di cui oggi rimangono una parte della torre ed alcuni ruderi.

La storia ci parla di una Massignano assalita e saccheggiata, contesa alternativamente fra Ascoli e Fermo. Di Massignano fa parte la bella frazione di Villa Santi a sud del borgo, lungo la Valmenocchia. Il nome della piccola località deriva dalla Chiesa dei Santi Felice e Adaucto.

L’imponente Chiesa che attrae lo sguardo di tutti gli automobilisti, risale al XVII secolo, ma fu ricostruita sui resti di una chiesa romanica del X secolo di cui oggi rimane soltanto l’abside.

Ma torniamo al paese. La storia di Massignano è caratterizzata dalla produzione di terracotta, e le produzioni artistiche e popolari costituiscono un’attrattiva del borgo. Tanto forte fu nel passato questa produzione artigianale che Massignano era definito il “Paese de li Cuccià”, ovvero dei vasai.

Fino agli anni ’30 del 1900 a Massignano erano attive sei botteghe artigiane con proprie fornaci per la produzione di ceramica al tornio, specializzate nella produzione di vasellame domestico.

Fra i personaggi storici illustri, Massignano può annoverarne uno fra i più straordinari delle Marche. Monsignor Giuseppe Callisto Gentili, Consigliere di Stato di Giuseppe II d’Asburgo-Lorena (imperatore del Sacro Romano Impero dal 1765), Nunzio Apostolico in Austria, agente a Roma del vescovo di Magonza. Un massignanese sempre in giro per il mondo (Monsignor Gentili morirà in Austria) che mai dimenticò il paese dei suoi genitori al quale si sentiva di appartenere. Il suo lascito alla Confraternita del Santissimo Sacramento è ancora oggi visibile e non può non affascinare il visitatore: una bellissima chiesa dedicata a San Giacomo Maggiore protettore dei Pellegrini di cui era devoto forse per il genere di vita che conduceva, e un Museo di Arte Sacra con oggetti preziosissimi a lui appartenuti.

Massignano può vantare anche un protagonista del risorgimento Italiano, quel Nicola Laurantoni, Patriota e Deputato della Costituente Romana del 1849 (Massignano, 28 luglio 1796 — Roma 4 luglio 1849) celebrato nella ricorrenza dell’Unità d’Italia del 2011.

Ai giorni nostri, nel campo dell’arte potremmo citare Maicol del duo Maicol&Mirco, la coppia del comics Italiano. Ma come non ricordare Cifone, al secolo Simone De Berardinis? Definito il più naïf degli artisti piceni, è un personaggio eccentrico ma vero, un artista precoce, che ha sempre mostrato capacità manuali uniche.

La nostra visita a Massignano inizia dal Museo della Terracotta. Il museo è strutturato in due sezioni. Nella prima, detta della “Terracotta popolare”, sono presenti alcuni dei manufatti più diffusi e caratteristici dell’artigianato massignanese. Nella seconda, quella dei “Fischietti e Pipe”, troviamo esempi dell’artigianato locale e di varie regioni italiane e fischietti provenienti da tutto il mondo.

Se pensate ad una Massignano capace solo di produrre terrecotte di uso quotidiano vi sbagliate. Appena giunti a Massignano vi accoglieranno due pezzi unici di straordinaria fattura. Si tratta delle due statue di San Pietro e Sant’Antonio da Padova collocate nelle due nicchie della Chiesa pievana di Santa Maria della Misericordia. Osservatele bene, e lasciatevi trasportare in un’epoca di grande dedizione al lavoro e immensa devozione, ma non andate troppo indietro con il pensiero, pensate che il bimbo in braccio a Sant’Antonio fu realizzato utilizzando come modello tale Giuseppe Crescenzi nel 1866.

Altra tappa della nostra visita a Massignano è la Chiesa di San Giacomo Maggiore, dove sono esposte la Campana del 1235 che secondo la tradizione suonò autonomamente la notte della traslazione della Santa Casa; la tavola della Vergine adorante il Bambino di Vittore Crivelli, il grande valore della quale è attribuibile alla pregevole fattura e all’interesse per l’autore, Vittore Crivelli (Venezia 1440 — Fermo 1501), vicino allo stile pittorico del più importante fratello Carlo. Un’opera sicuramente significativa nella storia dell’arte, per la particolare raffigurazione della Madonna adorante il Bambino, un’invenzione tutta del Vittore; il Crocefisso Tonacellato e Miracoloso, è un’opera lignea, scolpita e dipinta da ignoto scultore marchigiano. La Chiesa di San Giacomo Maggiore conserva altre pregevoli tele del secolo XVII e XVIII tra cui “L’adorazione dei pastori” del Ricci.

Il Museo Parrocchiale “San Giacomo” rappresenta il proseguimento della visita alla chiesa di San Giacomo. II Museo realizzato nel 1996, raccoglie principalmente il grande lascito di Monsignor Callisto Gentili, preziose opere d’oreficeria, varie tele, calici, pissidi e altri oggetti rari e di prestigio. Fra gli oggetti meritevoli di nota: un Piviale di manifattura Ungherese, ricavato da una coperta dello stesso Gentili del sec. XVII, tessuto in bavella di seta e ricamato in seta policroma; un Ostensorio Raggiato in Argento di Raffaele Antonelli del secolo XVIII, che ebbe a Fermo la sua bottega di argentiere. Nel 1791, per la Compagnia del SS. Sacramento di Massignano eseguì questo preziosissimo ostensorio in argento, sbalzato e cesellato con ornati in Princisbecco; una Croce Penitenziale Processionale in legno e madreperla del 1796, firmata da Fra’ Francesco Maria di Massignano.

Una sezione esterna del Museo Parrocchiale è dedicata alla produzione massignanese di figure di presepe della terracotta popolare. I vasai, o figuli, massignanesi del primo novecento non utilizzavano stampi ed ecco perché le figure conservate nel museo, di grande espressività e con i volti degli abitanti del luogo, rappresentano pezzi unici e rari.

Nella piazza principale si ergeva un Convento Agostiniano di cui è rimasta la torre, adattata poi a Torre Civica, realizzata in stile neoclassico dall’architetto Interlenghi di Massignano che la portò a termine nel 1842. Proprio in questa Torre Civica è conservato un affresco, “Madonna e Santi”, datato al secondo quarto del 1400 e attribuito, finora genericamente alla Scuola Marchigiana. Si tratta di una Madonna con bambino, San Giovanni Battista e San Donato.

Suggeriamo di perdervi nei vicoli di Massignano alla ricerca dei Palazzi signorili: Palazzo Faviani, in via Cavour, con portale in cotto del sec. XV e notevole iscrizione sull’architrave. Palazzo Santini del sec. XVIII; Palazzo Tassoni del sec.XV, si dice dello stesso Tassoni della famosa Cedrata. Palazzo Teodori, in stile neoclassico di fine settecento. Palazzo Laurantoni, casa natale del patriota Nicola Laurantoni, con targa deposta in occasione del 150° dell’Unità d’italia

Fra gli eventi che si organizzano ogni anno a Massignano, vogliamo ricordare il “Concerto di Natale”; la “Rassegna di Pipe e Fischietti” nel mese di giugno; “Pizza e Birra al Mare” la prima settimana di luglio; la “Festa Medievale” della prima domenica di agosto; la famosissima “Sagra della Frittella” del 14 agosto; la “Festa della Trebbiatura e Fiera di Villa Santi”, l’ultima domenica di agosto e la “Processione della Madonna del Soccorso” la seconda domenica di settembre.


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