AAA lavoro onesto cercasi

Lei è troppo qualificato per questo lavoro.

Lei è un laureato, non credo che possa fare al caso nostro.”

Lei ha una laurea e un master, probabilmente ci lascerà non appena troverà una posizione lavorativa migliore, non credo sia il caso di puntare su una figura come la sua.

Mi spiace ma quella posizione non è più aperta, adesso stiamo facendo le selezioni per i venditori di contratti per operatori telefonici e di energia elettrica”.

Queste sono solo alcune delle risposte che ho ricevuto nel corso della maggior parte dei colloqui di lavoro che ho sostenuto nell’ultimo anno. Ridicole, brutte, tristi e stupide. Risposte con le quali, sia con quelle ricevute personalmente che quelle riferitemi dai miei amici e conoscenti, potrei scrivere un libro.

Il mese scorso un amico, mi ha raccontato la sua esperienza relativa ad un colloquio con una casa editrice. Posizione ricercata: responsabile comunicazione e organizzazione eventi per la presentazione dei prodotti editoriali.

Un colloquio breve, durante il quale si è parlato di soldi una sola volta: per dire che prima dell’eventuale assunzione ci sarebbe stato un non meglio precisato periodo di prova ovviamente gratuito. Il direttore, quando gli è stato chiesto “Quale tipo di inquadramento fosse previsto, in caso positivo, alla fine del periodo di prova” ha detto “Tu inizia a lavorare, poi vediamo se noi vogliamo lavorare con te e se tu vuoi lavorare con noi.”

Tale risposta mostra la palese mancanza di voglia di mettere le cose in chiaro e di creare un rapporto di lavoro serio che potesse soddisfare entrambi. Un rapporto di lavoro non si può basare sul “POI VEDIAMO”.

Quante volte sul web si trovano annunci che nascondono qualcosa di poco pulito. La prima cosa strana in questi casi, tutti quelli che mi hanno raccontato un’esperienza simile si trovano d’accordo, è che sul citofono c’è sempre un nome diverso rispetto a quello scritto nell’annuncio. Quasi sempre la posizione richiesta è già stata assegnata e l’unica disponibile è quella che prevede la vendita di contratti per compagnie telefoniche oppure dell’energia elettrica. Lavori onesti, ma non corrispondenti all’offerta pubblicata.

Offerte truffa come una truffa sono le offerte di lavoro che non prevedono retribuzione, un orario preciso e non specificano tutte le garanzie del caso.

Tutte queste vicissitudini mi hanno ricordato quella campagna di sensibilizzazione per il rispetto dei lavori creativi, #coglioneNo, che raccontava le brevi storie di alcuni professionisti ai quali veniva detto che l’unico compenso per il loro lavoro sarebbero stata l’esperienza acquisita. È successo a tutti almeno una volta, ma questo non vuol dire che sia giusto. Un lavoro deve essere retribuito sempre. Va bene fare la cosiddetta gavetta, magari con stage curriculari che non (sempre) prevedono retribuzione ma utili per acquisire quella esperienza ricercata (spesso pretesa eccessivamente) dalle aziende, ma i termini di un rapporto di lavoro devono essere sempre ben chiari ad entrambe le parti in causa.

Chiunque cerchi di approfittare del bisogno di lavorare delle persone, soprattutto dei più giovani, è solo disonesto.

#Articolo36 della Costituzione italiana:

Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa.

La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge.

Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi”.

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