“Suite200 — l’ultima notte di Ayrton Senna”

Arrivo in ritardo lo so, ma questo libro e il suo autore, meritano parole di elogio.

@GiorgioTerruzzi, (con il quale anche se solo per pochi minuti ho avuto il piacere di parlare in occasione di un reading presso @ADPLOG di #Torino) con questa piccola opera, vincitore del #PremioBancarellaSport, ci fa entrare nella testa di un mito dello sport facendocene conoscere segreti e paure ma anche sogni, speranze e desideri.

#Suite 200 — l’ultima notte di Ayrton Senna, (edito da @66thand2nd ) è un gran bel libro, da consigliare non solo agli appassionati di motori e Formula 1 ma a tutti quelli che amano le storie dalle sensazioni forti e gli uomini che hanno saputo, volenti o nolenti, lasciare un segno indelebile nella storia.

Il libro si apre con una citazione del grande Lucio Dalla: “Dov’eri quando è morto Senna? Prova a fare questa domanda a chiunque. Ciascuno ti risponderà un luogo, un momento preciso.”

Infatti è così, tutti ricordano quel preciso istante come fosse ieri, quasi come fosse morto uno di famiglia. Io avevo solo 11 anni, probabilmente pochi per rendermi conto sin da subito del peso e della gravità dell’evento, ma ricordo perfettamente il silenzio che calò nella cucina di casa mia quando io e mio padre guardammo quelle terribili immagini alla tv.

#Senna non era un semplice sportivo, un pilota come gli altri un uomo come tutti. I suoi comportamenti, il suo vivere al limite e mettersi sempre alla prova, la sua fede, le sue idee, le mille sfaccettature del suo carattere lo hanno reso un personaggio andato ben oltre i confini del mondo dell’automobilismo.

Sabato 30 aprile 1994, vigilia del gp di Imola, San Marino. Ayrton Senna, come sempre, ha deciso di soggiornare nella suite 200 del Hotel Castello di Castel San Pietro, in provincia di Bologna. Terruzzi torna in quello stesso albergo, in quella stessa stanza per ricomporre i pezzi del puzzle. Tra quelle quattro mura il pilota brasiliano trascorre un’ultima notte all’insegna dei ricordi e delle riflessioni. Attimi di felicità ma anche di profonda tristezza, bilanci di una vita con molti alti e bassi, pensieri e tormenti in merito alla sua famiglia, (soprattutto per quanto riguarda il rapporto con il padre) e alla sua carriera.

Non poteva di certo essere una notte facile quella visto quanto accaduto nei due giorni precedenti. Nel corso delle prove del venerdì l’incidente occorso al suo amico e connazionale Rubens Barrichello, salvatosi per miracolo. Il sabato di vigilia invece la morte di Ronald Ratzenberger, sfortunato pilota austriaco che proprio in quella stagione esordiva in Formula 1, che perse la vita alla curva Gills Villeneuve.

Ayrton rimase talmente colpito da quei fatti da pensare addirittura di non correre il giorno seguente. Alla fine decise di farlo portandosi in auto la bandiera austriaca, ritrovata poi tra i resti della sua monoposto, da sventolare in caso di vittoria per dedicare quel momento a Ratzenberger.

@GiorgioTerruzzi entra nella mente di #Senna per raccontarci come tutto è iniziato, i suoi pensieri, dubbi, timori e speranze. Un viaggio che copre l’arco temporale di una notte ma che dura in realtà una vita intera tra passato, presente e futuro di un uomo forte in pista ma allo stesso tempo molto fragile nella vita quotidiana e nei rapporti con le persone che lo circondano.

Un libro molto toccante ed interessante scritto con un stile che appassiona e ci fa venire voglia, parola dopo parola, di scavare sempre più in profondità nel carattere e nella vita di Ayrton Senna e ci spinge a sperare, purtroppo vanamente, che il finale della storia possa essere diverso da quello che conosciamo.

P.S. Non l’ho ancora fatto, anche in questo caso sono in ritardo, ma non vedo l’ora di leggere il nuovo libro di @GiorgioTerruzzi, “Grazie Valentino”, una lettera aperta a @ValeYellow46 , campione amato praticamente da tutto il mondo. Sono sicuro che anche in questo caso, i lettori non resteranno delusi.

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