I bambini con le barche devono giocare, non morire.

In prima pagina su tutti i quotidiani italiani oggi articoli e foto di migranti che muoiono annegati nel Mediterraneo. I barconi della salvezza sono,ancora una volta, barconi della morte. Trafficanti senza scrupoli continuano ad accumulare denaro bagnato dal sangue di tante vittime innocenti.

In occasione del G7 che comincia il 26 maggio , Unicef Italia ha chiesto a tutti i suoi Comitati provinciali di sensibilizzare i bambini e i ragazzi su questo dramma. Mario Coviello, presidente del Comitato Provinciale di Potenza, con Giuseppe Russo e Anna Maria Giambrocono, ha raccolto questo invito.

Secondo le ultime stime dell’UNICEF non meno di 200 minorenni sono morti dall’inizio del 2017 lungo la pericolosa rotta del Mediterraneo Centrale che va dal Nord Africa all’Italia: in media, più di un bambino al giorno. Questi dati vengono lanciati in occasione del vertice G7 che ha luogo a Taormina, in quella Sicilia divenuta simbolo per la crisi dei rifugiati e migranti in Europa. Tra il 1° gennaio e oggi oltre 50.000 rifugiati e migranti sono arrivati in Italia via mare, con un incremento del 44% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Fra loro sono circa 5.500 i minorenni non accompagnati e separati (+ 22% rispetto al 2016). Il 92% di tutti i minori giunti in Italia via mare hanno affrontato questa durissima prova da soli.

Justin Forsyth, Vicedirettore generale dell’UNICEF, ha dichiarato:«Un numero record di 26.000 bambini non accompagnati e separati è arrivato in Italia lo scorso anno, ma se il trend attuale continuerà, questo dato sarà ampiamente superato nel 2017. Non è un record di cui andare fieri, ma un monito del nostro fallimento collettivo nell’assicurare a questi bambini rifugiati e migranti sicurezza e benessere

La preside Carmela Cafasso dell’Istituto Comprensivo Don Milani di Potenza, scuola amica dell’Unicef, ha autorizzato Coviello e i suoi collaboratori a tenere tre incontri oggi con gli alunni della scuola media e della scuola primaria di Vaglio di Basilicata. I docenti coordinatori Dutto e Carucci, con la preziosa collaborazione di tutti gli insegnanti e dei bidelli, hanno raccolto i ragazzi e, con l’aiuto di lavagne interattive multimediali, il professor Coviello ha raccontato con video, poster e materiale cartaceo il lavoro dell’Unicef nel Mediterraneo con la guardia costiera italiana. Il presidente ha sottolineato che, mentre si tengono gli incontri a Taormina,bambini, volontari e personale della Guardia Costiera Italiana danno vita a un’iniziativa simbolica sulla spiaggia di Sant’Erasmo, a Palermo: la messa in acqua e il salvataggio, da parte dei bambini, di numerose barchette di carta per ricordare le migliaia di bambini che rischiano la loro vita nel Mediterraneo e per lanciare un messaggio ai leader del G7 affinché intervengano per proteggere questi bambini.

Con lo slogan “ I bambini con le barche devono giocare, non morire”, dopo aver ascoltato con un cartone animato la storia della piccola Malak, siriana profuga di 7 anni che in mare ha perso la mamma, igli alunni della scuola primaria di Vaglio hanno costruito con carta bianca e colorata tante piccole barchette. Sulla fiancata hanno scritto lo slogan e il loro nome e poi posato per la foto che accompagna questa nota.

Con tutti gli alunni e i docenti della scuola media il professor Coviello ha letto e commentato il documento che un gruppo di ragazzi, riuniti dall’Unicef, hanno scritto ai grandi della terra in occasione del G7 di Taormina . «È giusto che i leader del G7 si incontrino in un posto così simbolico e significativo per quella che è diventata una delle più grandi crisi del nostro tempo- ha detto ancora Justin Forsyth. Questo è il loro momento per dimostrare una leadership concreta che adotti un piano di politiche efficaci per aiutare a garantire sicurezza ai bambini rifugiati e migranti.»

Prima del Summit del G7, l’UNICEF ha incontrato gli sherpa degli Stati del G7 nelle loro capitali, chiedendo di sostenere la leadership dell’Italia e di adottare i 6 punti dell’Agenda d’Azione dell’UNICEF per proteggere i bambini rifugiati e migranti:Proteggere i bambini rifugiati e migranti, in particolar modo quelli non accompagnati, da sfruttamento e violenza;Porre fine alla detenzione dei bambini richiedenti lo status di rifugiato o migrante;Tenere unite le famiglie, come migliore mezzo per proteggere i bambini e dare loro il riconoscimento di uno status legale;Consentire ai bambini rifugiati e migranti di studiare e dare loro accesso a servizi sanitari e sociali di qualità;Chiedere di intraprendere azioni sulle cause che spingono a movimenti di massa di migranti e rifugiati; Promuovere misure che combattano xenofobia, discriminazioni e emarginazione nei Paesi di transito e di destinazione.

In questo documento i ragazzi chiedono integrazione e non solo accoglienza per gli immigranti, una pace vera e durevole per tutti, per tutti istruzione,diritto alla salute,dialogo.

Partendo dal documento, che è accompagnato da una lettera dei ragazzi a papa Francesco, i ragazzi hanno discusso, con l’aiuto di video dell’Unicef di parità di trattamento, delle spose bambine e delle ragazze rapite e stuprate da Boko Haram, hanno potuto vedere ragazzi come loro che in Siria, Pakistan vivono in campi profughi. E anche i più grandi, e la foto qui sotto lo racconta, hanno voluto con fogli di quaderno a righi e a quadretti, con fogli bianchi, costruire piccole, fragili barchette di carta per gridare: basta massacri. Facciamo qualcosa subito.”

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