Difendere l’identità

L’identità è ciò che siamo per indole, eredità, storia e mentalità, frutto della natura e della cultura sedimentata nei secoli, il dna di una civiltà più l’esperienza che si è stratificata nel tempo. L’identità non è un fattore inerte, fossilizzato, ma si accompagna a un processo che chiamiamo “tradizione”: ove si trasmettono e si selezionano nel corso del tempo, di generazione in generazione, conoscenze, patrimoni, esperienze di vita.

Per affrontare il Nemico, lo Straniero e il Nemico, è sbagliato cancellare la propria identità, ritenendola un ostacolo e una chiusura. Chi lo fa coltiva due illusioni opposte: quella di rendersi accoglienti nei confronti dello straniero e dichiararsi aperti, senza confini né tabù, tolleranti e benevoli verso chiunque venga da fuori o si situi al di fuori di quell’orizzonte identitario. Oppure l’illusione opposta: quella di credersi superiori, perché mentre loro sono legati ancora alle loro identità, alle loro chiusure e alle loro superstizioni, noi siamo universali, agiamo nel nome dell’umanità e dei diritti umani, siamo cittadini del mondo, ci esprimiamo con la tecnica e il mercato e non con le armi e le religioni. Invece un’identità ci vuole per affrontare chi è differente da noi, chi è straniero, chi è ostile, chi ci dichiara guerra e compie azioni terroristiche. Affrontare vuol dire essere aperti sia al confronto che al conflitto. Gli incontri sono possibili tra identità diverse, non tra nientità.

(Marcello Veneziani)

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