I crimini dell’Isis contro il patrimonio culturale dell’umanità

di Mario Bocchio

Non solo le nuove minacce d di conquistare Roma. Non solo il pericolo concreto degli italiani convertiti all’islam che emergono come tra i più pericolosi aspiranti terroristi. Non solo gli ultimi sviluppi della costante spirale di terrore innescata dal terrorismo islamico e dalle folli idee del Califfo, tra decapitazioni e barbarie varie.
I terroristi del sedicente Stato islamico dell’Isis attentano anche al patrimonio culturale dell’umanità.
L’ultimo scempio è la distruzione della Statua dei Leoni di Palmira, in Siria. È stata Irina Bokova, capo dell’Agenzia culturale dell’Unesco, a far sapere della demolizione del gioiello.
Circa il 20 per cento dei 10 mila siti iracheni e siriani sotto il controllo dell’Isis sono stati distrutti.
“Alcuni sono stati devastati in maniera tale che non restano neanche i sassi”, ha affermato la Bokova.
Logico temere — e perciò stare in ansia — per quello che potrebbe succedere in Libia, se i miliziani del Califfo dovessero prendere possesso dei luoghi dove si trovano i resti di città romane come Sabrata e Leptis Magnae.
“Le distruzioni degli artefatti archeologici da parte dell’Isis — ha aggiunto la Bokova -, non hanno precedenti nella storia contemporanea”.
Per quanto riguarda la Statua dei Leoni di Palmira, Maamoun Abdelkarim, direttore delle antichità siriane, ha spiegato che praticamente è andata del tutto distrutta: “Il Leone di Al-Lat era un pezzo unico, alta 3 metri, pesava 15 tonnellate, risaliva a 2100 anni fa e non ne resta nulla, è il crimine più serio che finora hanno commesso contro l’eredità di Palmira”.
“Possibile che questi crimini contro il patrimonio culturale dell’umanità avvengano nell’indifferenza generale e restino impuniti? Possibile che questi barbari che odiano l’arte e devastano le vestigia della nostra antichità non possano essere fermati? Possibile che nessuno abbia il coraggio di denunciare l’islam e Maometto a cui i terroristi si ispirano nel perpetrare questi crimini?”. Fino a quando gli interrogativi che Magdi Allam ha lanciato al mondo intero tramite il suo profilo Facebook, rimarranno senza risposte esaustive?

Show your support

Clapping shows how much you appreciated Mario Bocchio’s story.