Il Napoli implacabile nel gruppone scudetto, ma Sarri non ne vuol sentir parlare

E’ una bestemmia”. Higuain continua a fare gol a ripetizione e ringrazia il mister. E’ proprio vero l’aria è cambiata

Mai stato così bene Gonzalo Higuain, fa gol, è un trascinatore, è diventato il leader del Napoli. E’ stato Maurizio Sarri ad affidargli quel ruolo, a responsabilizzarlo, a puntare in particolar modo su di lui. Del resto Higuain lo dice anche abbastanza chiaramente: “Sto molto bene, faccio gol, ringrazio l’allenatore per questo”. Sarri stesso ha raccontato che è nato un buon rapporto: “Gli ho detto semplicemente che per me è l’attaccante più forte del mondo, per cui di giocare di conseguenza”. E’ curioso perché Sarri fino ad oggi non aveva mai gestito un campionissimo e a vederlo non sembra essere uno che si affida ai giocatori e basta. Anzi, è un tipo rigido, molto severo negli allenamenti, che chiede rispetto e dedizione. Non entro nei confronti con gli scorsi anni, soprattutto del periodo Benitez, prima di tutto perché è troppo presto per un bilancio del genere, e poi perché il campo della discussione è ancora ingombro di emozioni e umori. Giustamente e inevitabilmente il Napoli scappa dall’obbiettivo scudetto, vuole giocare senza troppi pesi addosso e Sarri non è uno che gradisce i riflettori più di tanto. “Lo scudetto è una bestemmia” dice. Non so per quanto potrà ripeterlo se il Napoli continua così.

Dopo processi, nervi tesi, 14mi posti e crollo verticale dei gol alla Juve esplode Dybala. Ora non resta che chiedersi: ha avuto ragione Allegri o piuttosto quelli che gli davano del testone? La questione è lunga

E adesso chi se lo prende il merito di questo ben di dio (un gol da fuori area, un assist a Mandzukic per il secondo gol, un rigore procurato ma sprecato da Pogba)? Mister Allegri o gli altri? Già perché ora dovremmo stabilire se Paulo Dybala, 22 anni tra tre settimane, ha fatto gol perché ha ragione Allegri gestendolo con la dovuta prudenza e impiegandolo col contagocce, cambiando e ricambiando di conseguenza tutte le possibili coppie e terzetti d’attacco della Juventus (Madzukic-Coman, Cuadrado-Mandzukic-Morata, Cuadrado-Mandzukic-Pereyra, Zaza-Morata e poi ho smesso di tenere il conto) o se hanno ragione tutti gli altri che ad Allegri danno/davano del testone perché trascurava il ragazzo e allora lui s’è deciso — anche piuttosto seccato (“Adesso parlo io!”) -, finalmente, a toglierlo dalla panchina.

Il Milan, Mihajlovic e la carta Donnarumma, 16 anni

La vittoria del Milan, contestato dai tifosi, sotto gli occhi del supervisore Berlusconi in tribuna ha rinforzato, per il momento, la panchina di Mihajlovic. L’allenatore ha puntato buona parte delle sue carte sul sedicenne Antonio Donnarumma in porta. Già passato ai raggi X in occasione del pareggio del Sassuolo. Apprezzabile il coraggio di puntare sul giovanissimo. Il risultato di stretta misura nasconde in realtà le solite sofferenze. Il Sassuolo, che è un’ottima squadra in salute, ha perso perché in dieci per l’espulsione del portiere in occasione del primo gol su rigore. E anzi in dieci ha pure pareggiato. Hanno segnato Bacca e Luiz Adriano e cioè gli acquisti principali dell’estate. Ma resta un Milan un po’ svirgolato, come i tiri che si vedono svolazzare verso la porta avversaria.

I fischi si possono ritorcere contro, Salah manda la Roma al primo posto. Giorni amari per Sousa e il fenomeno Fiorentina. Garcia double-face: disastro in Champions, al top in serie A

Ci si potrebbe scrivere un libro sulle reazioni del calciatore sottoposto ad attacco frontale. Potremmo persino sproloquiare sulla “dura legge dell’ex”, ma meglio evitare banalità. E però possiamo ignorarlo oppure girarci intorno ma sempre lì ricadiamo. Il forte sospetto è che la Fiorentina con una settimana di attacchi diretti a Salah e soprattutto con un’accoglienza a suon di bordate di fischi abbia praticamente fatto autogol, caricando a mille il giocatore più atteso. Quel Salah che avrebbe voluto tanto trattenere e che invece l’ha tradita e ha scelto il miglior offerente, come da legge di mercato o da scelta di vita (dipende). Una questione legale da contratti, clausole e cavilli, avvocati e commissioni Fifa si è così trasformata clamorosamente in un sinistro diagonale, micidiciale e altrettanto velenoso.

A Firenze ha vinto una Roma molto simile a quella del primo anno di Garcia, veloce, semplice, contropiedista. Salah e Gervinho infatti sono quelli che non solo hanno segnato, ma fatto più male con le loro folate a mille all’ora. Forse è una Roma da scudetto, forse no. Non lo dico per dribblare il pronostico, solo che assistiamo continuamente a una Roma double face, come lo è un po’, del resto, lo stesso Garcia, lo scorso anno Capitan Fracassa e oggi assai più guardingo e coperto, ben chiuso nella sua guardia. In Champions League è una Roma inguardabile, in campionato quattro vittorie consecutive hanno portato la Roma al primo posto. E senza vedere ancora i gol di Dzeko…

La Lazio e i gol ritrovati di Klose e Felipe Anderson

Abbiamo un bel dire che la Fiorentina non ne esce ridimensionata, ma tre sconfitte consecutive, di cui due in casa, fanno male. Mi è parso anche di cogliere i primi segni di nervosismo in Paulo Sousa, arrabbiato con gli arbitri. Però è anche vero che l’ammucchiata è totale, e che in due punti troviamo tutte le big o quasi, con la Juve che sembra stia tornando da dietro. Anche la Lazio sembra che stia ritrovando una certa costanza di risultati, sia in Europa League che in campionato. Soprattutto i gol di Klose e Felipe Anderson significano che i suoi principali uomini gol stanno tornando. L’8 novembre ci sarà il derby Roma-Lazio, il conto è apertissimo.

(rassegna stampa, bocca.blogautore)

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