La bandiera Ue come simbolo: tante stelle che ruotano intorno a un vuoto

Il problema di fondo a cui è chiamata l’Europa è decidersi tra due modelli culturali che oggi si confondono ma che sono incompatibili. L’Europa non ha risolto infatti il nodo cruciale della sua esistenza, oscillando tra due concezioni dell’Europa che conducono ad esiti radicalmente diversi: da una parte c’è la l’idea COSMOPOLITICA dell’Europa come gradino verso la globalizzazione, come luogo di passaggio per lo Stato Mondiale, insomma come tappa intermedia per giungere poi alla società mondiale. Dall’altra parte c’è l’idea COMUNITARIA dell’Europa come risposta alla globalizzazione, come nascita di un’Europa delle identità culturali delle europee, nel quadro di un mondo multipolare, differenziato in aree geoculturali o in civiltà, come sostiene Samuel Hungtinton.

Si tratta non solo di due filosofie diverse, ma anche di due modelli di comportamento diverso, di due strategie, due modi di vivere e di crescere assai diversi. C’è chi vede nell’Europa il processo disintegrativo della nazioni in vista delle comunità-pianeta e chi invece vede nell’Europa il processo integrativo della nazioni, in vista di un’Europa-civiltà. Personalmente propendo per la seconda ipotesi che più evoca la responsabilità di un processo educativo europeo e di una cultura specificamente europea. Tutto questo sorge dalla considerazione che manca, prima ancora che una politica, una cultura europea.

La debolezza dell’Europa si coglie simbolicamente dalla sua bandiera: tante stelle che ruotano intorno a un vuoto. Quel buco della bandiera europea è l’assenza della cultura europea. Pensare l’Europa vuol dire soprattutto pensare quel vuoto che abita il cuore della sua bandiera.

(Marcello Veneziani)

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