La #Grecia può essere salvata dai Paesi ‎#Brics

di Mario Bocchio

“La ‘troika’ dei creditori non è affatto motivata a fornire aiuti concreti alla Grecia, paese debitore”, così scrive la rivista canadese “Global Research”.
I Brics (acronimo utilizzato in economia internazionale per riferirsi congiuntamente a Brasile, Russia, India Cina e Sudafrica) potrebbero diventare una buona opzione per la Grecia sotto la pressione dei creditori occidentali.
A maggio il viceministro delle Finanze russo Sergej ‎Storchak aveva offerto ad Alexis ‎Tsipras di far diventare Atene il sesto membro dei Brics. Allora il premier greco aveva mostrato interesse, in quanto tale mossa avrebbe consentito alla Grecia di entrare nella Nuova Banca di Sviluppo dell’organizzazione.
“Lo scopo della banca è quello di mettere fine al predominio dell’Occidente nei mercati finanziari e di diventare uno dei principali istituti di credito. Forse la Russia e la Cina potranno fornire sostegno finanziario alla Grecia. Allo stesso tempo Atene conduce colloqui con gli altri membri dei Brics sulla possibile partecipazione del Paese nell’organizzazione. Le trattative proseguiranno durante il summit di Ufa del 9 e 10 luglio” ha commentato l’autore dell’articolo, diffuso dall’agenzia russa Sputnik e rilanciato via Facebook dall’Associazione Lombardia-Russia.

Il viceministro della Difesa greco Costas Isihos ritiene che se nel referendum che si svolgerà domenica vinceranno i sì per accettare le condizioni imposte, Atene si trasformerà in una colonia economica dell’Europa. Allo stesso tempo i creditori non sono affatto motivati ad aiutare veramente il Paese debitore e vogliono peggiorare la situazione già drammatica.
“I creditori non sono interessati alla ristrutturazione del debito e alla ripresa economica della Grecia. Vogliono spolpare il Paese, privandolo delle attività e delle imprese” scrive “Global Research”.
La Grecia conduce negoziati con la Ue e il Fmi sul suo debito per oltre 240 miliardi di euro, creato dopo il salvataggio di Atene dal default nel 2010 e nel 2012. Le previsioni dei creditori secondo cui le politiche di austerity avrebbero consentito alla Grecia di ripagare i debiti non si sono concretizzate. La delegazione greca il 26 giugno ha lasciato i negoziati con i creditori. Il 27 giugno l’Eurogruppo ha annunciato la fine delle trattative e che la durata del programma di assistenza è scaduto il 30 giugno. In Grecia da lunedì le banche sono chiuse e non riprenderanno le loro attività almeno per 6 giorni lavorativi.
Il debito della Grecia il 1 aprile 2015, secondo il ministero delle Finanze, ammontava complessivamente a 312,7 miliardi di euro.
Gran parte del debito, 184 miliardi, appartiene al Fondo europeo di stabilità finanziaria (Efsf — 131 miliardi di euro) e ai governi dei Paesi dell’eurozona, tra cui Germania, ‎Francia, ‎Estonia e ‎Slovacchia. Inoltre la Grecia deve 27 miliardi di euro alla Banca centrale europea e 21 miliardi di euro al Fondo monetario internazionale.

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