Squadra instabile. Disperazione, gioia, amarezza: la Roma schock (De Rossi e Pjanic super) si butta via

Otto gol e Champions appesa a un filo. Garcia ha i giocatori ma non la squadra.

L’ottovolante. La disperazione, l’euforia, la gioia, l’amarezza. La Roma avrebbe potuto andarsene da Leverkusen con una vittoria e il secondo posto in tasca, resta invece ultima in classifica. Facendosi ovviamente un sacco di domande, e senza aver ancora capito nulla di se stessa. La Roma è una squadra grande e mediocre al tempo stesso. Certo facendo la media, soprattutto in Champions…

Otto gol egualmente divisi ci dicono che è stata una partita molto divertente, ma la Roma ha buttato via una clamorosa vittoria. Avrebbe potuto essere anche una brutta sconfitta, ma dipende sempre da che lato si guardano le partite. Alla fine di un match che le ha portato via un pezzo di vita la Roma si ritrova praticamente con nulla in mano. E la qualificazione sempre più lontana, complicata. Si è capito solo che la Roma è una squadra fortemente instabile. Che soprattutto in Champions League non riesce a trovare la sua strada, che sbanda, è psicologicamente fragile.

Inutile ripercorrere le fasi di una partita divertentissima per chi se l’è goduta senza un coinvolgimento diretto, ma da infarto per chi tifa quei colori. Stupiscono molto quelle amnesie totali, quelle assenze a inizio partita (né più né meno come Borisov), la squadra che sublima direttamente dallo stato solido a quello gassoso. Gli sbandamenti difensivi all’inizio e alla fine lasciano quasi senza parole, il secondo gol subito più che un errore generale è quasi un autogol. Ma al tempo stesso è straordinaria la capacità di trascinamento di De Rossi, la spinta d’orgoglio che ha saputo dare alla squadra in un momento di depressione totale, e poi la classe di Pjanic con quelle punizioni che sono quasi dei rigori (siamo già a quattro quest’anno, miglior specialista d’Europa), l’imprevedibilità eccezionale di Gervinho che però mi sembra anche il simbolo di una squadra che non ha ordine, che improvvisa, che punta sui singoli. Orgoglio, classe, spunti da campione, ma niente che tenga legato inieme tutto ciò. La Roma ha i giocatori, ma non ha una squadra.

Rudi Garcia, che si ritrova con una squadra sulla soglia dell’eliminazione, non riesce a dare una spiegazione plausibile, cerca di camuffare la situazione con un falso ottimismo di facciata. La realtà è che in campionato tiene un certo livello, anche se ancora non ha incontrato molti grandi avversari, mentre in Champions League non vince mai, soffre dannatamente e rischia il fallimento.

(rassegna stampa, bocca.blogautore)