
Blockchain, cosa ne frena l’utilizzo da parte delle aziende
La blockchain sta sempre più facendosi spazio all’interno dell’industria come possibile soluzione a una serie di criticità, come la trasparenza della filiera o le frodi giusto per citarne due possibili applicazioni.
Resta però un fatto: nonostante sia sulla bocca di tutti non sono tante le società che hanno iniziato ad adottare la Blockchain all’interno delle loro attività (almeno in Europa). Il motivo? Deloitte lo ha chiesto a oltre un migliaio di professionisti appartenenti a grosse aziende a livello globale, scoprendo che la principale barriera nell’utilizzo di questa tecnologia sta nella mancanza di regolamentazioni.
Non solo, la mancanza di una reale conoscenza della tecnologia lascia anche dubbi sulla sua effettiva capacità di influire sui processi giustificandone l’ investimento.
Indipendentemente da questi ostacoli, comunque, resta di fatto che per quasi la metà degli intervistati (il 43%), la Blockchain rappresenta una delle “5 principali priorità strategiche” e il 45% sarebbe propenso a partecipare a un consorzio dedicato. Realtà di questo tipo già esistono sul mercato, come quello creato all’inizio di quest’anno da una trentina di operatori, tra cui comScore, GroupM, IAB Tech Lab, IBM, IPG Media Brands, Integral Ad Science e Publicis.
Un mercato in crescita
Secondo uno studio internazionale effettuato da Market Reports Center gli investimenti in ambito Blockchain sono destinati ad aumentare sensibilmente nel prossimo futuro. La società di ricerche ha stimato che il mercato della blockchain a livello globale, valutato lo scorso anno 708 milioni di dollari, arriverà a valere 60,7 miliardi di dollari nel 2024.
Insomma, sembra chiaro che anche in Europa le aziende presto inizieranno ad investire in ricerca e sviluppo per portare i propri processi interni e il proprio business nel futuro.

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