Unioni civili, il cardinale Bagnasco detta le regole al Parlamento italiano. Lo Stato tace. Papa Francesco pure.

Il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha pensato bene d’intervenire nel dibattito sulle unioni civili dettando al Parlamento italiano le regole da seguire nelle votazioni sul ddl. Cirinnà. “Ci auguriamo”, ha dichiarato il prelato a margine di una messa celebrata per la giornata del malato, “che il dibattito in Parlamento e nelle varie sedi istituzionali sia ampiamente democratico, che tutti possano esprimersi, che le loro obiezioni possano essere considerate e che la libertà di coscienza su temi fondamentali per la vita della società e delle persone sia, non solo rispettata, ma anche promossa con una votazione a scrutinio segreto”. Si tratta dell’ennesima ingerenza della Chiesa di Roma nelle vicende politiche dello Stato italiano. Un’ingerenza che purtroppo molti parlamentari non hanno respinto al mittente, come invece avrebbero dovuto fare. Stupisce che ad evidenziare la scorrettezza dell’intervento di Bagnasco nella discussione sulle unioni civili non sia stato tanto lo Stato italiano quanto un collega dello stesso cardinale, monsignor Nunzio Galantino, segretario della CEI, il quale con molta saggezza ed equilibrio ha deciso di non interferire nelle vicende politiche del nostro paese: “Ho fatto una scelta: mentre è in atto il dibattito parlamentare per rispetto delle istituzioni e del confronto politico, indipendentemente dal fatto che avvenga o meno nei modi giusti, preferisco fare silenzio e aspettare le decisioni del Parlamento, anche perché mi sembra che la situazione sia molto fluida se non proprio incerta”. Stupisce ancora di più il silenzio di Papa Francesco sulle esternazioni di Bagnasco. Un silenzio, il suo, che inevitabilmente si traduce in assenso … Continua a leggere su Metapolitica Blog: http://www.metapolitica.ilcannocchiale.it