Coppia: Mi piace il non mi piace.
A proposito dell’amore e dei rapporti oggi.
Bauman scriveva in Amore liquido (2003), analizzando come si sia modificato l’amore ai giorni nostri, come sono emerse l’incapacità, l’indisponibilità a vivere un rapporto umano vero che, in quanto tale, non può non essere anche un rapporto intessuto di conflitto, di difficoltà, d’impegno, perché il soggetto resiste.
Invece ai giorni nostri si desidera una serie di scambi di oggetti che non ci resistano; gli oggetti quindi, per buona parte, hanno preso il posto dei partner umani con i quali ci si doveva impegnare.
Continuo io chiedendo, è come se la donna, soggetto ormai fintamente e finalmente riconosciuta socialmente sulla scena pubblica non avesse ancora ricostruito in base al suo ruolo di soggetto sociale e politico, un eguale ruolo di soggetto nel rapporto umano di coppia, un ruolo di soggetto ancora da ridefinire nel quotidiano e tornasse. ad essere oggetto nella coppia, perché lì il rapporto non si è evoluto, anzi risente della crisi dei rapporti umani come definita da Bauman. E dunque uomo e donna diventano oggetti l’uno all’altro per incapacità di riconoscerne soggettività nel privato.
È un’oggettività di tipo diverso rispetto al passato, un oggettività da non ruolo. O da ruolo negato. Da assenza di riconoscimento della soggettività altrui.’Sia per l’uomo che per la donna.
La stessa cosa per l’uomo, che vede intorpidire i suoi due ruoli esclusivi, di comando, insieme privato e pubblico, e reagisce con la cosa che ha fatto da sempre, aggressività, violenza.
Un non rapporto umano diventa la coppia, che si riduce ad essere in vita solo come scambio di oggetti che non resistano.
Non è tanto e solo patriarcato, è qualcosa di più, è incapacità di amare, di reggere un rapporto, l’impegno, il conflitto, l’alterità.
Vale per l’uomo.
Vale per la donna.
L’uomo nei casi estremi reagisce con violenza, la donna con distacco dalla coppia, rifiuto crescente della maternità di coppia e solitudine.
Entrambe scelte estreme, entrambe sconfitte estreme.
Scrive Franzen:
«le tendenze narcisistiche della tecnologia al problema dell’amore reale. La mia amica Alice Sebold parla di “sporcarsi le mani amando qualcuno”. Si riferisce al fango che inevitabilmente schizza sullo specchio della nostra vanità. (…) Prima o poi, per esempio, vi ritroverete coinvolti in un orribile litigio, e vi usciranno di bocca cose che non vi piaceranno affatto, che distruggeranno la vostra immagine di persona buona, gentile, rilassata, piacevole. Emergerà un lato più autentico di voi stessi, e d’un tratto sarete catapultati nella vita vera. (…) Il vero io di un individuo non potrà mai piacervi da cima a fondo. Ecco perché un mondo fatto di cose che ci piacciono è sostanzialmente una menzogna. Però è senz’altro possibile amare da cima a fondo il vero io di un individuo. Ed ecco perché l’amore rappresenta una minaccia esistenziale per l’ordine tecno-co nsumista: perché smaschera la menzogna» di noi stessi verso gli altri che ci fingiamo.
Accettare il non mi piace, cercarlo, conviverci, affrontarlo, risolverlo nella mediazione creativa, come la chiamano nella psicologia delle relazioni, e costruire insieme questa è la via per i rapporti veri e per fuggire dalla dolce menzogna dei nostri tempi. Che anche se dolce sempre menzogna è.
Senza rapporti veri non c’é società. Comunità. Ma solo somme di individualità per forza di cose narcisistiche, che cercano specchi, uguali non l’alterità e le diversità.
Un fallimento umano, sociale, etico e antropologico che ci coinvolge uno ad uno, da combattere con tutte le forze.
Ecco perché da oggi mi piace il non mi piace.

