L’ho letto fino in fondo perché volevo capire dove avrebbe portato la storia.
Laura Massera
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Cara Laura Massera
è uno strano rapporto quello che si crea tra chi scrive e chi legge. La scintilla non sempre nasce ed è giusto così.

Questo breve racconto per me è come un ritaglio di giornale, la cronaca di due vite che hanno in comune un’attesa. Potrei dirti che la mancanza di profondità, scavare nei pensieri del narratore e del vecchio, è voluta ma ti mentirei. Io, da goffa scrivi-scrivi, ho semplicemente cercato di narrare una storia nel modo più onesto possibile. 
Noi esseri umani, fatti di ragione e di completezza, cerchiamo sempre di trovare il tutto e la sua parte anche nelle vite che incrociamo per caso. Ci facciamo delle opinioni basandoci, spesso, solo su pochi elementi e con quelli imbastiamo la nostra verità.

Il narratore nel racconto ha costruito una sua verità osservando i gesti e i movimenti di un vecchio immobile nel suo angolo retto. Lui, il narratore, ha cercato di prendere parte, per noia o curiosità, a qualcosa che non gli apparteneva.

Quando scrivo non ho piani di lavoro e di pensiero. Quando scrivo, forse sbagliando, lo faccio solamente per passione non importunando nesun editor e nessuna casa editrice. Le cose che scrivo restano qui in questo impalpabile mondo virtuale.

Quindi, cara Laura ti ringrazio per avermi donato il tuo tempo come lettrice e di aver commentato il racconto. Le critiche aprono sempre nuove vie, nuove prospettive del tutto inaspettate. 
Mimma