E tu, che t’aspetti da tua madre?
massimo b.
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Caro massimo b. hai aperto un capitolo doloroso per chi, con il tempo, ha dovuto accettare i limiti dei propri genitori. Hai ragione, loro non avevano gli strumenti per aprire un dialogo vero con i figli. Forse un dialogo non lo hanno nemmeno cercato perché alcune generazioni avevano altro a cui pensare.

Quando ero piccola loro erano già troppo vecchi per comprendere e affrontare i problemi che pone un figlio adolescente. Mai un abbraccio o una carezza, mai un’attenzione sui miei desideri. Il vuoto assoluto.

Da ragazza ho sofferto molto per il senso di incompletezza che mi trasmettevano, ma per fortuna sono riuscita a sopravvivere. 
Col tempo ho compreso che l’eccessiva severità, con cui mi hanno cresciuta, era solo frutto della loro fragilità ed io per crescere ho dovuto necessariamente tenerli lontani.

Quello che sono oggi lo devo a pochissimi incontri fortunati e alla mia innata curiosità. La vita ci riserva sempre un’altra possibilità.

Oggi mia madre ha novant’anni, è malata, e solo nell’ultimo anno ho iniziato a dirle: ti voglio bene. Far uscire dalle mie labbra queste semplici parole mi è costato fatica. Però lei ne è felice, lo vedo dal luccichio dei suoi occhi, dalle mani tremanti che stringono le mie.

Ci son voluti quasi conquant’anni per sentire l’affetto di mia madre eppure oggi sono felice di aver avuto la possibilità e la forza giusta per farle capire quanto le volessi bene.

Un abbraccio
m