I bei tempi andati…

A chi rimpiange tanto il passato, ricordo che il passato, quello dell’Italia con la Lira, senza Europa, ha visto solo un boom economico e ci fu negli anni ’60 poi dopo il ’68 fu tutto un susseguirsi di inflazione, svalutazioni monetarie, manovre economiche lacrime e sangue, stragi, attentati, gambizzazioni, scioperi, rapimenti, Brigate Rosse, NAR, scandali continui, ecc.
I politici di allora, mentre facevano apparire che tutto andava bene, nonostante l’inflazione a due cifre, le studiarono tutte per far rimanere a galla un Paese insignificante sotto il profilo politico e monetario, facendo prestiti su prestiti e compromessi politici di ogni genere.
Ricordo l’assurdità delle file in banca per prendere i Marchi per andare a studiare in Germania, le file alla dogana, i controlli dei bagagli…

Il lavoro si trovava spesso dopo anni di disoccupazione e rigidamente dietro la logica della raccomandazione, si nasceva e moriva sempre nello stesso posto, non cambiando mai contesto sociale, l’imperativo e il massimo delle aspettative era: casa di proprietà, che ti legava indissolubilmente e un territorio, auto di proprietà, figa di proprietà. Prendere un aereo era cosa da ricchi, conoscere lingue straniere da “eccentrici”, nella mia provincia già eri visto strano e considerato “frocio” (a proposito, indovinate un po’ come stavano i gay ai tempi e cosa voleva dire essere omosessuale in provincia? Se non rischiavi la vita, poco ci mancava) se non ti esprimevi con la cadenza dialettale e sfoggiavi un italiano vario e corretto.
Ci vuole il coraggio a rimpiangere certi periodi e dire che allora si viveva meglio di oggi, disorientando i giovani, facendo credere loro chissà cosa. Credo che non solo non si ha memoria storica, ma si è anche sicuramente in malafede.

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