Lana di pecora, una coibentazione amica dell’ambiente

Anche per l’isolamento termico e acustico possono essere scelte soluzioni sostenibili. Rispetto ai materiali ricavati dal petrolio, come poliuretano e polistirolo, le soluzioni derivate dai minerali (lana di vetro o lana di roccia) o dalle fibre naturali (fibra e lana di legno, lino, canna di palude, paglia, sughero) possono essere una valida alternativa da prendere in considerazione.

Sono molte le ricerche che si stanno sviluppando in questa direzione e uno dei materiali di cui si discute di più attualmente è la lana di pecora.

Ma come si ottiene questo tipo di isolante?

A seguito di un processo di filatura, le fibre lunghe della lana vengono separate da quelle corte; le prime vengono usate per lo più nel settore tessile, mentre le seconde sono importanti per il settore edile. La normativa attuale prevede poi che la lana sia trattata con prodotti che la proteggano dall’eventuale attacco di muffe, terme, acari e batteri. Il materiale, battericida e con scarsa carica elettrostatica, viene prodotto in rotoli e può essere inserito in elementi architettonici orizzontali o verticali per migliorarne le prestazioni coibentative. La fibra ottenuta dalla lana di pecora è totalmente ecologica e riciclabile e impedisce fastidiosi fenomeni di condensa, perché la lanolina rende la lana idrorepellente. Al contempo, riesce a mantenere costante il tasso di umidità degli ambienti grazie alle sue proprietà igrometriche.

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