7.10

Una volta lessi che per essere un buon scrittore, non devi aver paura di scrivere le tue paure di più profonde. Di dominarle, di parlarne come se fosse un pregio e non un difetto. Ebbene, le scriverò.

Ho paura del buio. Ma non quel buio che c’è in camera tua, prima di addormentarti. Parlo di quel buio nero, quello che ti avvolge la pelle come una fredda coperta, ricoprendoti di brividi lungo il corpo facendoti tremare. Quel buio in grado di farti sentire tremendamente solo e vulnerabile. Quel buio che probabilmente precede la morte. Ho pure paura della morte. Il grande punto. Ho paura a pensarci, il solo pensiero che un giorno non guarderò il mondo con i miei occhi tremendamente grandi. Ho paura di scoprire che c`è dopo questa vita. Ho paura di sentire le mie forze abbandonarmi e sentire freddo, non aver più la forza di sussurrare qualcosa. Ho paura di provare dei sentimenti per qualcuno. Quella paura fottuta di dipendere da qualcuno che non sia io. Quella paura di provare qualcosa solamente perché la paura di perderla é più forte del resto.

Ho paura di arrendermi. Dire una volta per tutte: basta, non reggo. Ho paura che un giorno dovrò dire addio a mio nonno. Ho paura di non riuscire a raggiungere nulla nella mia vita. Ho paura che un giorno il mio amato cielo stellato mi crolli in testa e mandi il pianeta terra a farsi fottere. Ho paura di me stessa. Della noncuranza che ho per alcune cose molto serie. Ho paura di non riuscire ad uscire da questo tunnel nero chiamato adolescenza. Ho paura di fare l’amore. (l’ho già fatto, ma ho un blocco.) Ogni qual volta che vado vicina al farlo mi fermo. Mi sento sporca, così lascio li il poveretto a farsi problemi esistenziali che non esistono, perché in realtà é un problema solo mio.

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