Come la “design ladder” ci aiuta a ripensare il design

Una scala come modello di design

A volte abbiamo la sensazione che sia ancora molto diffusa una concezione del design* visto come decorazione, da aggiungere semplicemente alla fine di tutto per fare le cose “belle”.

In realtà ci sono vantaggi molto concreti nell’implementare il design molto più a monte, sin dalle prime fasi in cui un prodotto/servizio viene concepito, anche interagendo in maniera più estesa con l’intera organizzazione.

Il Danish Design Centre (DDC) ha cercato di formalizzare questa visione sviluppando la Design Ladder che valuta la maturità di una compagnia dal punto di vista del design. Lo schema è questo:

E il modello prevede questi quattro gradini:

1. Non-design

Il design è una parte trascurabile o assente nello sviluppo del prodotto/servizio, e qualsiasi attività di progettazione non viene svolta da designer professionisti. Le decisioni sul design sono basate sulle opinioni estetiche personali di coloro che si trovano operativamente coinvolti in quel momento. I punti di vista degli utenti finali sono raramente presi in considerazione.

2. Il design come decorazione

Il design viene usato esclusivamente per abbellire, in termini di estetica, stile o forma, un prodotto/servizio alla fine del suo sviluppo. Può essere frutto del lavoro di un designer, ma può essere anche il risultato del contributo di altri dipendenti.

3. Il design come processo

Il design diventa un “metodo”, integrato nei processi e nelle fasi iniziali dello sviluppo di un prodotto/servizio. La ricerca della soluzione finale è guidata dal problema che si vuole risolvere e incentrato sull’utilizzatore finale, e fa uso delle competenze di professionisti in diverse aree.

4. Il design come strategia

Il design è parte integrante della strategia. C’è quindi collaborazione tra designer e management/proprietà, per ripensare agli obiettivi e contribuire all’innovazione del modello operativo. Non solo il design viene implementato in ogni fase dello sviluppo, ma influenza anche la vision aziendale e gli obiettivi strategici futuri.

Capire dove ci si posiziona in questo semplice schema può essere utile per ridefinire l’idea che abbiamo di “design”.

La ricerca “The Economic Effects of Design” (2003) ha dimostrato una forte correlazione tra impiego/gestione del design e migliori risultati economici in diversi ambiti, particolarmente marcata per le imprese che stanno più in alto sulla scala, in corrispondenza dei gradini 3 e 4, dove il design viene integrato in modo più estensivo.

L’obiettivo a cui tendere dovrebbe quindi essere quello di arrivare a curare tutte le fasi aziendali con una stessa filosofia di fondo, per accompagnare le idee dalla loro concezione, durante tutto lo sviluppo del prodotto/servizio finito, fino al lancio e all’intero ciclo di vita sul mercato.

E voi su che gradino vi trovate?

* Parliamo di design nel suo senso più ampio: grafico, industriale, esperienziale, funzionale, ecc.