ANCORA TU… NON DOVEVAMO VEDERCI PIU?

Ancora tu, non mi sorprende lo sai?
Ancora tu, ma non dovevamo vederci più?
Ehhh già, ci scappa proprio da ridere.
Perché vedi, uno fa una fatica della Madonna ad arrivare secondo in classifica e cosa vince?
Vince un free ride contro i Campioni d’Italia in carica al primo turno dei play off e, se c’è una logica (ma ho la vaga, vaghissima sensazione, che in questo campionato la logica non sia proprio sempre rispettatissima) contro la squadra più in forma della seconda parte del campionato, e quella che, tutto sommato, gioca il basket migliore della serie A: tale Scandone Avellino, sponsorizzata Sidigas.
Ancora tu quindi. E forse era davvero meglio non vedersi più. O comunque il più avanti possibile.
Invece è Reggio Emilia-Sassari. Come l’anno scorso.
Con il vantaggio del fattore campo.
Con una posizione di classifica migliore.
Con la bella in casa.
Con due partite in meno, perché la serie, anziché essere a 7 (e tante grazie) è a 5 (visto che almeno il primo turno, quello dove i palasport saranno più freschi, si gioca a 5. Quando diventeranno dei forni crematori, a 7. Oh, ma poi vogliamo andare alle Olimpiadi eh!)
Ancora tu, quindi…. L’incorreggibile. Perché Sassari, in fondo, un po’ incorreggibile lo è… E pure Reggio!
Incorreggibile perché il suo stile non cambia. Piuttosto cambia la squadra due volte in stagione, rende la sua guida tecnica un turnstile (porta girevole, per i diversamente anglofoni), tanto che alla fine ci metti il direttore sportivo, Federico Pasquini, che però è anche allenatore, e questi giocatori li ha scelti lui (due volte) e quindi ci sta che lui sia stato visto come l’unico che potesse raddrizzare la barca che non stava proprio galleggiando speditamente verso i porti sicuri dell’alta classifica.
E insomma, alla fine, tra un casino e l’altro i Campioni d’Italia settimi ci sono arrivati, finendo tutto sommato decentemente la regular season.
Più che altro, quello che va detto, è che contro Reggio Emilia, il Banco Sardegna ha disputato le due partite più belle della stagione e, contestualmente, i biancorossi due delle più brutte. Certamente quella in Sardegna è decisamente annoverabile come tale. Quella in casa…. pure! Ma all’interno di una sparatoria con poco raziocinio e tanto talento, Sassari la stava per regalare.
Ora, mi limito a sottolineare alcuni aspetti, sinteticamente. Tanto alcuni li vado ripentendo da mesi, quindi…
- Se Reggio la gioca chi ce l’ha più lungo… ehm, sorry, a chi ha più talento… beh saranno cinque lunghe partite e non è detto che finisca come i tifosi biancorossi si aspettano.
- Se Reggio pensa di fare le corse ogni due giorni, andando a mille all’ora, beh, vedo abbastanza favoriti il buon Kaukenas e il buon Lavrinovic che alle venerande età di 39 e 35 (ne compie 36 a novembre), ma con le ginocchia usurate e un’autonomia ridotta, non so quanto possano resistere ad andare a 1000 all’ora ogni due giorni, nonostante Rimas detenga il record interplanetario delle Caprette. Soprattutto perché se Reggio passa, ha una serie lunghissima, potenzialmente difficile, contro un avversario fisicamente impegnativo. Occorrerebbe quindi una certa oculatezza nella gestione tattica della serie.
- L’ultima gara ha insegnato a Reggio che se Logan lo si fa iniziare con tiri in ritmo, poi segna anche quelli “ignoranti”, quindi, magari, essere concentrati fin dal primo minuto è importante.
- Le parole stanno a zero. Commenti, post, interviste. Tutto bellissimo. Frega zero. Si parla in campo, da ora più che mai.
- Reggio ho come la sensazione abbia bisogno come il pane delle scariche di Aradori e Della Valle (difficile questa qua eh?). Però è così. Contro Bologna, nel quarto periodo, la partita (inguardabile. Ma per fare una bella partita occorrono due squadre. E mercoledì in campo ne ho vista solo la metà di una delle due…) è stata aperta come una scatoletta di tonno quando il remake de LaFacciaCattiva è andato en fuego. Perché, prima, nonostante l’intensità e la rabbia di papà Rimas e la poesia (oltre che i falli) di Darjus si è rimasti in equilibrio.
- Vediamo com’è questo Derek Needham. Al di là del valore del giocatore, che scopriremo in queste settimane, mi interessa la strategia che vi sta dietro. Innanzitutto rilevo il fil rouge che lega Reggio alla Germania. Chikoko l’anno scorso. Needham quest’anno. Evidentemente per Reggio un mercato di riferimento è proprio quello teutonico. Inoltre valuto la tendenza da parte del front office reggiano a cercare di mettersi in casa forze e gambe fresche per il rush finale dei playoff e contemporaneamente “ammassare corpi” che possano eventualmente rivelarsi utili per gli anni successivi (la team option credo abbia questa finalità). E’ una strategia, rispettabilissima. Per il giocatore è una win-win situation. Se fai bene hai il contratto garantito per l’anno prossimo in un club iper ambizioso come Reggio. Se fai male, ti sei fatto comunque vedere, e l’anno prossimo un contratto lo trovi da qualche parte. Diciamo che Reggio Emilia fa curriculum. L’impatto sulla squadra? Boh… Mi aspetto poco. Questo gruppo ha degli equilibri tutti suoi, con giocatori dalle caratteristiche tutte loro e una chimica sospetta. Non credo sarà Needham quello che metterà le cose a posto. Toccherà ai soliti spospetti mettersi lì e disputare un mese (e passa) da leoni.
Concludo con un….
Disperazione gioia mia
Sarò ancora tuo, sperando che non sia follia
Originally published at sportfromthecouch.com on May 6, 2016.