L’Italia degli smartphone: siamo il paese più cafone d’Europa

L’utilizzo compulsivo dello smartphone regala all’Italia l’appellativo di “nazione più maleducata di Europa”. È quanto emerge dalla Global Mobile Consumer Survey 2016 targata Deloitte. Contestualmente all’aumento del numero di cellulari in circolazione, si registra un aumento esponenziale del tempo che gli italiani vi dedicano, persino nel cuore della notte, sottraendo spazio vitale a parenti ed amici. Il telefonino è molto amato ma è anche una delle cause di litigio più frequente, non solo tra le mura domestiche

Più dell’85% degli italiani possiede uno smartphone (dato che registra un incremento del 6% rispetto al 2015 e più del 10% rispetto al 2014), oggetto considerato dai più come ‘bene primario’.

Cominciamo da qui per analizzare lo scenario che si deduce dai dati appena resi pubblici da Deloitte provenienti dalla Global Mobile Consumer Survey 2016, facendo una doverosa premessa: si tratta di una indagine globale, i cui numeri hanno un certo peso statistico e quindi, di fatto, fotografano uno scenario tutt’altro che immaginario. 31 i paesi coinvolti (in tutti i continenti) nella seconda metà del 2016 per un totale di 49.500 intervistati (con questionari online di oltre 60 domande specifiche del mondo mobile). In Italia il campione era di 2mila persone (fascia di età compresa tra i 18 e i 75 anni), selezionato sulla base degli stessi riferimenti che Istat utilizza nei propri studi in termini di distribuzione della popolazione per area geografica, età anagrafica e genere, rendendo i dati esposti rappresentativi delle 5 macro-regioni italiane (Nord-Ovest, Nord-Est, Centro, Sud e Isole) e delle 6 fasce di età rilevanti (che vanno dai 18 ai 75 anni).

“I dati evidenziano che l’utilizzo compulsivo dello smartphone, valso al nostro paese l’appellativo di ‘nazione più maleducata di Europa’, è spesso causa di attriti e discussioni dentro e fuori le mura domestiche. La survey 2016 incorona l’Italia come il paese europeo in cui si litiga più spesso a causa del cellulare”, si legge nel report.

Il 27% del campione preso in esame ammette di essere ripreso dal proprio partner e persino dai propri figli perché “sempre attaccato allo smartphone”; da qui, il primato di paese europeo ‘cafone’, sempre con il telefonino in mano, in cui si discute più spesso proprio a causa sua. Seguono a ruota Polonia e Francia, rispettivamente con il 21% e 16% per quanto riguarda le discussioni tra le coppie; l’Olanda risulta il paese dove ci si arrabbia di meno in Europa, con i diverbi tra i partner che si limitano al 13%.

Fonte: Deloitte, Global Mobile Consumer Survey 2016, focalizzazione sull’Italia

I battibecchi si alimentano perché lo smartphone diventa fonte di distrazione ed evasione dalla vita reale, il mezzo con il quale seguire Vip e protagonisti dello show business (lo fa il 21% del campione italiano contro una media europea del 13%) che conferisce all’Italia un altro ‘bel primato’, quello di paese maggiormente dedito al gossip da smartphone!

Attriti e discordie nel bilanciamento tra vita privata e lavorativa

Il telefono aziendale, rendendoci potenzialmente rintracciabili 24 ore su 24, sta facendo in modo che la separazione tra vita lavorativa e vita privata non sia più così netta, causando una vera e propria invasione dell’una sull’altra.

Chi utilizza uno smartphone per lavoro non solo lo sfrutta a pieno negli orari di lavoro ma anche di notte ed in vacanza. Questo ciò che emerge dalle dichiarazioni delle persone intervistate: al mattino guardano immediatamente il cellulare (57%) e durante il giorno lo controllano oltre 200 volte (59%); dall’indagine si evince che le persone in carriera rappresentano l’80% degli italiani che dichiara di addormentarsi praticamente con il telefonino in mano e quando si alzano nel mezzo della notte rispondono alle email personali (64%) ma soprattutto leggono (76%) e rispondono alle email di lavoro (83%).

Fonte: Deloitte, Global Mobile Consumer Survey 2016, focalizzazione sull’Italia

E i dati ancor più allarmanti sono quelli che testimoniano come il controllo del cellulare nel bel mezzo della notte non sia una prerogativa solo delle persone in carriera ma riguardi buona parte della popolazione italiana: il 37 % della popolazione italiana interpellata nell’indagine controlla il cellulare nel bel mezzo della notte per vedere che ore sono (20%), leggere i messaggi di WhatsApp (15%) e controllare le email (9%).

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