Non in difesa dei Nobraino

Sono molto addolorato per quanto sta accadendo intorno a un post dei Nobraino.

Un post tremendo e davvero infelice. Che voleva esprimere un’idea e ne ha data una opposta, ma soprattutto ha avuto l’unico risultato di dare un immediato voltastomaco a chi leggeva. Da qui le polemiche, le proteste, il continuo nascere di nuovi post di condanna e insulto alla band. Fino alla comunicazione, da parte di Roy Paci, che il gruppo verrà tolto dal cartellone del concerto del Primo Maggio a Taranto.

Io penso che quel post sia tremendo e davvero infelice, lo ribadisco. Penso che quanto sta accadendo sia diretta conseguenza di questo, che sia l’ennesima dimostrazione di come i social network siano strumenti molto delicati e potenzialmente molto pericolosi, se usati con leggerezza e scarsa intelligenza.

Penso che sia assurdo che i responsabili (o il responsabile, che sembra essere Nestor Fabbri, chitarrista del gruppo), una volta capito di aver commesso un errore molto grave, abbiano deciso di modificare il testo originale di quel post, invece di cancellarlo e di postarne uno in cui chiedere scusa. Chiedere TANTO scusa. E’ un secondo, gravissimo, errore.

Si sommano dunque due cose diverse e altrettanto brutte: la prima riguarda l’incapacità di esprimere il proprio pensiero. Si è scelta l’arma difficile, spesso a doppio taglio, del cinico sarcasmo, si è ottenuto di passare per dei disgraziati deficienti. La seconda riguarda invece l’incapacità di gestire gli strumenti di comunicazione che si hanno a disposizione. Chi pensa di essere superiore a questi meccanismi e alle loro regole, si sbaglia.

Entrambe le cose credo, a mio parere, fanno pensare a una estrema presunzione. E la presunzione spesso fa molto male a chi ne è affetto. E’ un bruttissimo difetto, di cui sarebbe il caso di liberarsi al più presto. Chiedere umilmente perdono per i propri errori, mi sembrerebbe l’inizio di una “terapia” in tal senso.

Dopo aver detto questo, vorrei però aggiungere un’altra riflessione. Qualcuno di coloro che oggi augura a un gruppo di musicisti la fine della carriera, se non di peggio, ha avuto la curiosità di leggere l’articolo che si accompagnava a quella frase così stupida e orribile? Io temo di no. E come mi addolora vedere quella frase, mi addolora vedere tanta rabbia scagliarsi contro i Nobraino.

Perché anche noi, che giustamente restiamo basiti e schifati da una frase come quella, non ci facciamo qualche domanda in più e cerchiamo di capire un poco di più di quello che vediamo, invece di partire subito lancia in resta?

Quell’articolo (leggetelo, è qui) esprime in modo chiaro e coerente una posizione molto critica nei confronti delle politiche europee, chiede di fermare la criminalizzazione dei migranti, dà conto di un appello di venticinque eurodeputati per promuovere un “Mare Nostrum” europeo. Leggere quell’articolo aiuta a comprendere quanto quell’orribile post di ieri sia stato capace di ribaltare, nella percezione di chiunque, il pensiero di chi scriveva.

Non voglio dire, nella maniera più assoluta, che questo diminuisca la gravità degli errori che ho evidenziato. Mi sembra solo che sia il caso di riflettere sul senso delle critiche e delle proteste contro quanto avvenuto. Chi ha scritto quella frase ributtante, non voleva mancare di rispetto ai morti nel Mediterraneo, ma condannare l’indifferenza con cui tali morti vengono archiviate.

Insomma, chiedere scusa sarebbe ancora necessario, da parte dei Nobraino, per quanto qualsiasi atto in questo senso arriverà comunque in clamoroso ritardo.

Evitare di lanciare campagne di boicottaggio sarebbe secondo me altrettanto utile. Proviamo a ricordarci che le cose sono sempre un po’ più complesse di quanto sembrino.

EDIT: Nel pomeriggio è arrivato il messaggio di scuse del chitarrista Nestor Fabbri. Posso dire che lo trovo assai convincente, per quanto tardivo. Spero vivamente che sia letto con attenzione anche da parte di chi oggi ha messo in scena una crocifissione, invocando ostracismi di ogni genere e tipo. Il messaggio lo trovate qui.

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