Non siamo contenti ma non ci sentiamo sconfitti: la risposta è nella buona domanda che noi ci eravamo posti prima del voto

Bologna, 7 giugno 2016. Nicola Pedrazzi (Città Comune con Amelia) ringrazia i suoi elettori e riflette sul ballottaggio Merola/Borgonzoni

Rubo qualche riga al pensiero che voglio esprimere per ringraziare i 220 bolognesi che domenica scorsa hanno messo la loro voce nelle mie mani. Non sono risultato eletto in Consiglio comunale ma questo non sminuisce la responsabilità che avverto verso ognuno di voi, la vostra importanza. Non dimenticherò la fiducia che ho sentito crescere attorno alla mia persona e farò il possibile per dare forma e forza politica ai vostri sentimenti.

Per quanto riguarda il ben più importante quadro politico cittadino, è superfluo ribadire che noi di Città comune con Amelia non siamo contenti. Non possiamo esserlo: e non perché, in questo contesto, i 4897 consensi raccolti dalla nostra lista siano pochi in assoluto, ma perché sono meno di quanti ne avremmo voluti per conferire forza locale ai nostri temi e al nostro metodo di lavoro. Ciò ammesso, sia chiaro a tutti, non ci concederemo i lussi degli sconfitti — disillusione, disimpegno e nichilismo sono virus contemporanei che non attecchiscono sul nostro carattere — , anche perché è la stessa politica bolognese a confermarci la bontà della nostre idee, l’importanza di saper stare insieme a sinistra.

Domenica 19 giugno torneremo ai seggi per sostenere Virginio Merola. Lo faremo noi, in assoluta coerenza di percorso, ma, ne siamo sicuri, lo faranno anche quei bolognesi che per diversi motivi al primo turno hanno guardato fuori dal centro-sinistra. Il problema, adesso, non è improvvisare alleanze posticce, ma spiegare e chiedere (chiedersi!) a quale tipo di Bologna vogliamo lavorare nei prossimi cinque anni. Quale spazio potranno mai avere le istanze ambientaliste dei Verdi, l’afflato libertario delle diverse anime che hanno dato vita a Coalizione Civica, ma anche il civismo di tanti bolognesi conservatori e moderati che politicamente sono lontani da noi, in una Bologna di governo leghista? E quale spazio d’espressione, quale peso politico avrà invece chi non ha sostenuto Merola al primo turno, se il nostro sindaco verrà riconfermato?

La buona domanda politica che ha animato i nostri sforzi di lista è dunque, oggi, molto di più: è la domanda politica che ogni bolognese che non si riconosce nella Lega Nord porterà con sé nelle urne del ballottaggio. La sinistra di governo che, anche per mancanze nostre, non ha vinto domenica scorsa, dovrà riprendere forma in queste due settimane. Perché è per battere l’incubo di una destra populista e incapace che a Bologna dimostrammo il cervello e il cuore d’inventarci l’Ulivo: l’idea, civile e democratica, di saper stare insieme tra diversi, per governare nel nome di valori condivisi e non negoziabili.

No, non siamo contenti. Ma siamo fiduciosi. Perché ieri come oggi Bologna è nelle mani dei suoi cittadini.

Nicola Pedrazzi (Città Comune con Amelia)