https://www.youtube.com/watch?v=1Q60yBQG8XI

Jobar (Damasco, Siria) — Un drone come videogame.

Abbiamo trovato molto interessante il filmato pubblicato sul website Russiaworks.ru, che è stato ripreso dalla testata Newsweek. Quello che ci ha colpito, oltre alla drammaticità delle immagini che riprendono la completa devastazione di quest’area di Damasco è il totale distacco che le immagini raccolte dal drone e la montatura del filmato comunicano. Una freddezza che svanisce di colpo solo nel momento in cui il drone fa lo zoom in un rifugio mostrando addirittura i volti delle persone che si stanno nascondendo. Si viene proiettati quasi in un videogame dove le capacità di volo e di ripresa del drone chiariscono perfettamente la potenza strategica di questo tipo di mezzo quando viene utilizzato per scopi militari. Un videogame che si blocca solo quando appaiono quei visi che si sono resi conto di essere stati scoperti e che in un istante comunicano sgomento e ci coinvolgono improvvisamente al di qua dello schermo. Riflettendo sull’integrazione dei sistemi di navigazione e di volo automatici e sulle possibilità che l’Intelligenza Artificiale (AI), di cui tanto si parla, sembra poter produrre, non è un salto quantico pensare ad un futuro non troppo lontano, che preveda un mondo costruito su uno schema sociale ben definito che utilizzi alcune caratteristiche dell’essere umano per poi accantonarle seguendo un’evoluzione determinata e deterministica. Sono argomenti che abbiamo voluto trattare nella prima parte del nostro romanzo di fantascienza “Gli Annali di Dhungwana (2117–3451)”. Si può scrivere della solita guerra dei mondi oppure, secondo il nostro intento, cercare di interpretare il presente per estrapolare schegge di futuro. E il cinico drone del filmato, mentre vola, paradossalmente ci riporta con i piedi per terra e ci fa riflettere.

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