Sotto la media

Originally published at thenoisefrompavia.wordpress.com on December 15, 2016.

Puntuale è stata pubblicata l’annuale classifica de IlSole24Ore sulla Qualità della vita delle Province italiane. Assistiamo ad un cambio al vertice che vede Bolzano scalzata da Aosta, Milano rimane saldamente al secondo posto. E Pavia?

Non preoccupatevi! Il declino continua: siamo passati dal 70° posto al 74° posto (su 110 Provincie italiane…). Sulla metodologia dell’indagine, l’analisi dei dati, dei parametri utilizzati e delle differenti classifiche che descrivono questa ricerca, rimandiamo al sito del quotidiano per l’approfondimento. Ricordiamo solo che l’indagine quest’anno ha esaminato i risultati di 42 indicatori, ognuno con una sua classifica parziale, che valutati nel loro complesso determinano la classifica finale.

Compariamo i risultati degli indicatori dell’indagine con quelli ottenuti lo scorso anno (v. articolo dello scorso anno):

  • Tasso migratorio totale (2015): 11° posto (il migliore risultato sui 36 indicatori!); (2016): 16° posto.
  • Formazione (2015): 26° posto; (2016): 73° posto (questo parametro è mutato rispetto allo scorso anno e analizza solo i laureati: e noi con ben 70,75 laureati ogni 1000 abitanti puntiamo ad emergere come un’area colta del terzo mondo…).
  • Ricchezza dei privati (2015): 18° posto (439.822 € pro capite); (2016): indicatore assente.
  • Valore prodotto (2015): 59° posto; (2016): 65° posto con 21.195€, meno 6 posizioni.
  • Propensione ad investire (2015): 65° posto; (2016): invariato.
  • Giovani imprenditori (2015): 51° posto; (2016): indicatore mancante.
  • Librerie per abitante (2015): 90° posto; (2016): 94° posto, meno 4 posizioni.
  • Spirito di iniziativa (2015): 91° posto (il peggiore risultato sui 36 indicatori!); (2016): invariato.

Nonostante alcune variazioni ed integrazioni sugli indicatori analizzati non cambia certamente la metodologia e il rigore con cui “Il Sole” compie il suo studio.

Noi abbiamo perso 4 posizioni perché arranchiamo e perdiamo terreno in ogni ambito della vita economica e sociale. Lo scorso anno scrivemmo:

Per primeggiare nella qualità della vita bisogna avere risorse economiche da investire, sopratutto, per godersi i frutti del proprio lavoro e del proprio successo. Solo investendo possiamo sperare di primeggiare anche nella salute e nel tempo libero.
Dall’analisi dei dati se ne deduce che si preferisce tenere i soldi in banca piuttosto che investire, men che meno nel proprio territorio: sembrerebbe esserci una certa distonia nell’essere al 18° posto in graduatoria per ricchezza privata mentre si è al 91° per spirito di iniziativa, una perfetta sintesi delle nostre abitudini e della nostra mentalità. Elaborando ulteriormente questo dato potremmo ben dire che raffigura una perenne attesa di investimenti e di lavoro proveniente al di là dei nostri confini provinciali, tuttavia, sempre pronti a criticare e sempre pronti a “lasciarsi vivere”. Meglio non rischiare. Meglio andare a lavorare a Milano.
Essere a 30 km dalla seconda in classifica non attenua la sconfitta: siamo addirittura incapaci di agganciarci alla più importante locomotiva del Paese: incapaci di attrarre la delocalizzazione milanese e di sfruttare il primo mercato del Paese.

Eppure quest’anno qualcosa è cambiato. Tale rapporto è stato ripreso anche da “La Provincia Pavese” ed è almeno partito un dibattito sulla nostra situazione, interpellando i rappresentanti degli attori principali per invertire il trend: Università ed Impresa:

“Il trend negativo indica che si sta consolidando per la provincia di Pavia una posizione sempre più marginale. Mostrano una provincia che si sta sempre più allontanando dall’area centro europea dove esiste una maggiore dinamicità economica” commenta Andrea Zatti, ricercatore al Dipartimento di scienze politiche dell’università di Pavia e Presidente della Fondazione Romagnosi, mentre il Direttore di Confindustria Pavia, Francesco Caracciolo, sottolinea che “L’emergenza è quella delle infrastrutture” (ribadito più volte anche da noi…), “mentre si sta recuperando sul fronte innovazione con l’intesa tra università e Confindustria”.

Sono totalmente d’accordo con il Prof. Zatti: non è solo un problema di infrastrutture o di risorse ma di “mentalità”. O questi territori cambiano il passo verso il futuro, altrimenti continueremo ad essere la prima periferia di Milano. Senza gli svaghi ma con gli stessi problemi di criminalità.

Claudio Nonna @ClaudioNonna