5 must-read su droghe & dintorni [11/2016]

Drugs & Stuff — by Oliver Hibert

1. Come proteggere le persone dai rischi derivanti dall’uso di sostanze sempre più potenti? Di sicuro non con il probizionismo.

Vi avevamo già avvisati: negli ultimi anni il mercato illegale è stato invaso da un’ondata di droga “super potente”, soprattutto per quanto concerne la MDMA (si parla di pillole che contengono il triplo della sostanza stupefacente). Il rischio di over-dosaggio è quindi diventato più consistente e già si cominciano a contare le vittime. E l’unico modo per contrastare il fenomeno sarebbe quello di cambiare approccio alla questione droghe: se l’attuale paradigma proibizionista non permette infatti di mettere in atto nessuna politica di riduzione del danno, lasciando completamente da soli i consumatori, diversa sarebbe senz’altro la situazione qualora il governo si facesse carico di regolamentare e controllare il mercato delle sostanze stupefacenti.

2. A scuola di riduzione del danno

Nelle università inglesi si fa davvero molta attenzione al benessere degli studenti sotto una molteplicità di punti di vista — come l’educazione sessuale, la cura della salute mentale, la prevenzione dell’alcolismo.
C’è un punto dolente, però, ed è quello delle droghe. Per quanto concerne il problema delle tossicodipendenze, infatti, l’approccio nelle scuole britanniche è decisamente semplicistico e riassumibile in due parole: tolleranza zero. 
I risultati di queste cieche politiche proibizioniste, va da sè, non sono dei migliori. Per questo motivo è da applaudire la decisione dell’Università di Newcastle di abbracciare la campagna di riduzione del danno promossa dalla sede locale del movimento anti-proibizionista studentesco (SSDP). Adesso infatti il centro per gli studenti non fornisce più solo preservativi per contrastare la diffusione delle malattie sessualmente trasmissibili… ma anche dei kit per testare le droghe in modo da verificarne la purezza e ridurre così il consumo di pericolose sostanze alterate. 
Adesso c’è solo da sperare che altri atenei imparino l’importante lezione della riduzione del danno.

Collage by Marta Parszeniew for Vice

3. La riduzione del danno si fa anche per strada

L’area intorno alla stazione di Rogoredo è la più grande piazza di spaccio di Milano, con diverse centinaia di persone che transitano lì ogni giorno per procurarsi le dosi — di cocaina e, soprattutto, di eroina. 
Vice News Italia ha accompagnato per un giorno gli operatori dell’unica Unità di strada attiva nel territorio milanese per raccontare il dilagare dell’eroina tra i giovanissimi e l’insufficienza drammatica dei programmi messi in piedi per contrastare il fenomeno delle dipendenze. Una lettura fondamentale per capire perché bisognerebbe investire (assai) di più sulla riduzione del danno.

4. Più “stanze per l’iniezione sicura”, meno morti per droga

Buone notizia in Irlanda: il nuovo governo compie infatti ulteriori passi avanti dal punto di vista delle politiche sulle sostanze stupefacenti. Di qualche giorno fa è l’annuncio della decisione di implementare un piano nazionale di riduzione del danno, anche tramite la predisposizione di strutture per l’uso controllato di droghe. E per quanti non fossero ancora convinti dell’efficacia delle cosiddette “stanze per l’iniezione sicura”, Transform propone un argomentazione inscalfibile: solo nel Regno Unito, nel 2014 sono morte 952 persone a seguito dell’uso illecito di eroina; durante lo stesso periodo, in tutto il mondo, non si è registrato nemmeno un decesso tra coloro che hanno fatto uso di droghe in ambienti controllati. Perché la riduzione del danno, al contrario del probizionismo, salva le vite.

5. Tutto quello che c’è da sapere sulla “epidemia di oppioidi” che affligge l’America

Che in America sia in corso una vera e propria “epidemia di oppioidi” l’abbiamo già detto e ribadito più volte. La questione è del resto tanto importante quanto complessa: se non si può mancare di analizzare la responsabilità delle case farmaceutiche e delle politiche governative nella diffusione della “epidemia”, è però anche importante notare come per la prima volta in decenni il governo statunitense abbia reagito a una “crisi di droga” non (solo) tramite la criminalizzazione, ma piuttosto investendo più risorse in programmi di prevenzione e trattamento delle dipendenze. Un piccolo ma importante passo in avanti, sottolinea German Lopez su Vox.

Per approfondire questi ed altri argomenti e non perderti nessun aggiornamento, visita il nostro sito & iscriviti alla nostra newsletter!

One clap, two clap, three clap, forty?

By clapping more or less, you can signal to us which stories really stand out.