5 must-read su droghe & dintorni [2/2016]

Eccovi cinque cose sulla droga che vale davvero la pena leggere questa settimana.

1. “Siamo stati in prima linea nella guerra più lunga al mondo. Per questo ora siamo per la legalizzazione”.

“Proibire la droga è costoso, inefficace, procura milioni alle organizzazioni criminali e non affronta le cause alle radici della dipendenza”. Questi i motivi per cui il LEAP (acronimo di Law Enforcement Against Prohibition) - e cioé un gruppo composto da ex agenti anti-droga infiltrati, ex agenti di polizia ed ex militari, tutti per anni impegnati in prima linea nella guerra alle droghe - si batte strenuamente per un cambio di politiche sul tema.

2. L’Iran, un esempio perfetto del fallimento della Guerra alle Droghe.

Tra il 2010 e il 2014 l’Iran ha giustiziato più di 1800 persone per reati di droga: una politica drammaticamente inumana, che non ha ovviamente risolto i problemi collegati alla droga. Nei giorni scorsi, altri 100 detenuti sono stati informati della loro imminente esecuzione. La notizia è arrivata dopo che l’UNODC ha firmato un nuovo accordo da 20 milioni di dollari con l’Iran per assistere il paese nella sua guerra contro la droga. Una lunga scia di sangue e violenza che non accenna a finire e che, come ci racconta Vice, non ha risolto in alcun modo i problemi del paese sul tema.

3. L’Irlanda sulla via della ragione: potrà essere una ispirazione per altri?

Nel mese di novembre il capo dell’ufficio irlandese per le politiche sulla droga ha annunciato un’inversione di rotta, tanto inaspettata quanto radicale. Prendendo (finalmente) atto che le severissime leggi sulla droga hanno portato più danni che benefici, perpetuando lo stigma verso le persone dipendenti da sostanze, l’Irlanda ha infatti proposto la decriminalizzazione delle droghe e l’apertura di stanze per il consumo controllato. Il Digital Journal si chiede se questa scelta irlandese possa riuscire a ispirare anche altri, e soprattutto avere ricadute positive negli Stati Uniti.

4. Ecco 5 motivi per cui la guerra alle droghe è anche una guerra alle donne

Violenze e stupri, stigmatizzazione sociale, incarcerazione di massa, attacco alla maternità. Queste sono “solo” alcune delle conseguenze per le quali la guerra alla droga è anche una guerra di genere, combattuta contro le donne. In occasione della Giornata Internazionale dei Diritti delle Donne, The Influence ci offre cinque esempi di come le politiche contro la droga abbiano creato grandi pericoli per le consumatrici invece che aiutarle.

5. “Mia figlia è morta per un’overdose di ecstasy ed io sono qui a chiedervi di aiutarmi a legalizzare la droga che l’ha uccisa”.

Martha voleva provare delle droghe, non voleva certo morire”. A dirlo è Anne-Marie, che una notte è stata svegliata da una telefonata che non scorderà mai: quella che le annunciava che la figlia quindicenne aveva perso la vita in seguito all’assunzione di MDMA.
Se Martha fosse potuta entrare in possesso di droga venduta legalmente e non da spacciatori senza scrupoli, ragiona la donna, avrebbe trovato etichette con le avvertenze per la salute e le istruzioni per il dosaggio e non avrebbe quindi assunto, inconsciamente, una dose letale di 5–10 volte superiore alla soglia di sicurezza: “Se la droga fosse stata legale, oggi Martha sarebbe ancora viva” è l’unica, amarissima conclusione di questa madre disperata. Per questo, Anne-Marie partecipa con convinzione alla campagna Anyone’s Child e si batte strenuamente per la legalizzazione della droga che le ha portato via la figlia.