Cannabis legale in Italia, è il momento giusto

Lunedì inizia la discussione alla Camera della proposta di legge per la legalizzazione della cannabis. Ne parliamo con Benedetto Della Vedova, promotore dell’Intergruppo Parlamentare dietro l’iniziativa legislativa.

La proposta di legge dell’Intergruppo Cannabis Legale.

di Andrea Oleandri

Un anno fa venne presentata la proposta di legge per la legalizzazione della cannabis da parte di un intergruppo parlamentare, così denominato poiché ne fanno parte deputati e senatori provenienti da diverse forze politiche. Di quello che prevedeva questa legge ne parlammo subito anche sul nostro sito.

Dopo un anno, il prossimo 25 luglio, la proposta di legge inizia la sua discussione nell’aula della Camera dei Deputati. 
In occasione di questo giorno, che comunque la si veda è storico, di cannabis e della proposta di legge, abbiamo parlato con Benedetto Della Vedova (senatore e sottosegretario agli Esteri), promotore dell’Intergruppo Parlamentare.

L’intergruppo parlamentare “Cannabis legale” e la legge che lo stesso propone ad oggi conta oltre 300 parlamentari. Ma come nascono?

L’intergruppo nasce da una mail che ho inviato a tutti i parlamentari, nel febbraio 2015, in coincidenza con la relazione al parlamento della Direzione Nazionale Antimafia, nella quale il massimo organo nella lotta alla criminalità organizzata parlava chiaramente di fallimento delle politiche proibizioniste sulla cannabis e invitava il legislatore, cioè noi parlamentari, a muoversi in questo senso.

D’altronde, gli Stati Uniti, proprio il Paese che nei decenni passati ha dato vita a una guerra alla droga senza frontiere, ha compreso per primo che il proibizionismo sulla cannabis non stava dando i risultati sperati e oggi, Stato dopo Stato, si sta legalizzando la cannabis per uso ricreativo praticamente ovunque. I fatti stanno oggi stanno dando ragione a Marco Pannella, che sosteneva la necessità di legalizzare la cannabis sin dagli anni ’70.

Perché è emersa la necessità di proporre un cambiamento così radicale nelle politiche sulle droghe?

Innanzitutto perché è un consumo diffuso tra milioni di italiani, un consumo che non desta particolare allarme sociale e che non fa danni maggiori rispetto ad altre droghe già legali, in primis alcol e tabacco. 
E che oggi è un mercato dove vige il
monopolio della criminalità organizzata.

Il grande e grosso business del narcotraffico fa la fortuna delle mafie (Non Me La Spacci Giusta)

Inoltre, come spiega la stessa Direzione Nazionale Antimafia, per correre dietro a “ladri di merendine” impieghiamo soldi, uomini e mezzi che potrebbero invece essere utilizzati per perseguire reati ben più gravi e pericolosi. Per non parlare delle carceri e dei tribunali, letteralmente ingolfati da processi legati alla cannabis.

Il 25 luglio inizia la discussione alla Camera dei Deputati.
Negli ultimi giorni ci sono state diverse prese di posizione a favore della legalizzazione ma anche altre contrarie. Gli argomenti utilizzati sono che legalizzare la cannabis non servirà a combattere la criminalità organizzata; che le droghe fanno male ed è un paradosso legalizzare per avere i soldi per curare; che si rischia di portare ad un uso improprio per i minorenni e di fare confusione tra uso ricreativo e terapeutico, con evidente danno per quest’ultimo.
Come si risponde a queste affermazioni?

Nessuno mette in dubbio la nocività di un uso intenso e continuativo della cannabis, specialmente durante l’adolescenza. Ma l’ipocrisia proibizionista è esattamente qui: oggi i minorenni acquistano illegalmente hashish da spacciatori che di certo non chiedono la carta d’identità ai loro clienti.

L’ipocrisia dell’approccio proibizionista (Non Me La Spacci Giusta)

Con la nostra proposta di legge, invece, prevediamo la vendita della sostanza in negozi dedicati (non in tabaccheria, quindi) dove l’ingresso ai minorenni è assolutamente vietato: questo contribuirà a ridurre drasticamenete il consumo da parte dei minorenni. 
Inoltre, con la cannabis legale, ci sarà un controllo sulla qualità da parte delle istituzioni sanitarie. Cosa che, nell’odierno quadro di illegalità, di certo non avviene.

Diversi paesi nel mondo hanno cambiato politiche. La stessa California a novembre voterà un referendum per la legalizzazione della cannabis a scopo ricreativo. Questi cambi di prospettiva a livello internazionale potrebbero influire sul dibattito italiano?

Come dicevo, gli Stati Uniti stanno pian piano legalizzando la cannabis per uso ricreativo praticamente ovunque: ha iniziato il Colorado, a cui sono seguiti Oregon, Alaska, Washington, Washington Dc.

La decriminalizzazione in Portogallo, la legalizzazione negli Stati Uniti e in Uruguay (Non Me La Spacci Giusta)

Il premier Canadese Justin Trudeau ha istituito una commissione governativa che sta studiando i vari modelli di legalizzazione guidata dall’ex capo della polizia di Toronto, Bill Blair.
L’Italia potrebbe essere il primo paese del G7 a legalizzare la cannabis per via parlamentare.

Come si svolgeranno i lavori parlamentari? Ci possiamo aspettare un voto sul testo dell’intergruppo entro tempi brevi? Esiste la possibilità che questa legge venga approvata?

Lunedì 25 luglio la legge andrà in aula per la discussione generale. Se avremo la metà più uno dei voti vinceremo, contiamo di farcela. 
E’ comunque già importante il fatto che in Parlamento si discuta di un testo per la legalizzazione della cannabis che porta la firma di 220 deputati, probabilmente il progetto di legge con più sottoscrittori che sia mai stato depositato. Segno che anche in Italia il proibizionismo sulla cannabis sta arrivando al capolinea. 
Perché il tema non è più “se” sarà legalizzata. Ma “quando” e “come”. 
L’Italia, su questo, può dare l’esempio, tracciando una rotta già segnata.

Guarda il nostro video per la legalizzazione della cannabis “Sulle droghe, alziamo la testa”.

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