CHI SIAMO?

ILARIA IACOVIELLO — ART DIRECTOR

Sono Ilaria, sono la “colpa” dell’esistenza di questo progetto. Sono bipolare, o almeno così mi hanno detto diversi psichiatri. C’è chi dice che è un personaggio che mi sono creata, ma se questo personaggio aiuterà delle persone sono contenta di coprirne le vesti.

Sono un’art director che pensa che il design abbia un ruolo sociale fortissimo: deve essere messo al servizio di cause come queste, perché la progettazione ha come scopo quello di supportare i bisogni, le necessità delle persone.

Il senso di questo progetto è quello di sostenere chi soffre di questi disturbi e ha paura a parlarne ad amici, familiari e colleghi.

È quel sostegno che avrei voluto avere io nei miei momenti bui e che mi è stato dato dalle persone che vedrete coinvolte in questi scatti.

Classe 1987, quest’anno sono arrivati i mitici 30, e prepotentemente il desiderio di produrre qualcosa di mio, che mi rappresentasse.

Sono laureata in design della comunicazione presso il Politecnico di Milano, e la mia fama di secchiona mi ha seguito fino lì: laureata con 110 e lode, ho ottenuto la medaglia come migliore laureata dell’anno.

Ho lavorato in studi di design come MED-USE, MID-Madeindreams, e grandi aziende come Cerved Group e AMA-Accenture Multimedia Agency. Ma non ho mai trovato qualcosa che mi rendesse soddisfatta al 100%.

Amo la musica, per questo ora sto lavorando come freelance presso un’etichetta pavese e una start up musicale. Mi lascia più libertà per i miei progetti: io faccio anche l’art director di set fotografici pubblicati su diversi magazine italiani e stranieri.

Amo gli Slipknot — nonostante tutti mi chiedano come una signorina come me possa ascoltare dei personaggi come loro, leggete le loro storie e lo capirete — Devin Townsend, il mio bipolar buddy musicale, Stone Sour, Mr Big, Paul Gilbert, quella pazza di Katy Perry e tanti tanti altri.

Ho due tatuaggi: le iniziali dei miei nonni, due pilastri della mia infanzia, e una I che non sta per Ilaria, ma per Io. Sono io che ho aiutato per prima me stessa a farmi forza ogni giorno nei miei problemi. Prossimamente ne arriveranno degli altri.

FLORIANA MANTOVANI — FOTOGRAFA

Sono un fotografa professionista e mi occupo di fotografia commerciale, nel tempo libero fotografo cose, sogni e desideri.

Quando sono dietro la macchina fotografica dimentico quanto sono impacciata col mondo e sono pronta a rischiare il tutto per tutto per mettere a proprio agio il soggetto, perché la fotografia si realizza in due e in un solo attimo.

Sono socia dell’Associazione Nazionale Fotografi Professionisti — TAU Visual Ho lavorato con: Allegri, Fondazione Passaré, Frette, Giusy Ferreri, Le Troisième Songe, Sony, Susanna Brandolino e molti altri.

Mi piacciono i sassi, le belle calligrafie, le meduse, compilare taccuini di viaggio, andare ai concerti con gli amici, il porridge, il whisky e l’ironia.

CAMILLA MACCAFERRI–COPYWRITER

Sono nata nel 1984 che era esattamente come lo immaginava Orwell. Ho sempre letto e scritto voracemente con picchi di grafomania. Sono laureata in Lettere Moderne con indirizzo cinema e teatro e ho un dottorato in Culture della Comunicazione. Ho scritto per passione di cinema (su I-FILMSonline, Long Take, FareFilm, Cineforum), di spettacolo, di cronaca, di costume&società (come la rubrica del Tg2) per vari blog e testate online. Ho realizzato diversi progetti video e composto canzoni demenziali.

Di professione, a sorpresa, scrivo: lavoro come copywriter per AMA — Accenture Multimedia Agency. In precedenza ho lavorato come traduttrice, insegnante, operatrice dello spettacolo, sceneggiatrice, reviewer, ufficio stampa, organizzatrice di eventi e blogger.

Ho vissuto in America un anno e il mio sogno segreto è aprire una risotteria a North Beach, San Francisco, nonostante Trump. Ogni giorno mi vengono almeno 10 idee per cambiarmi la vita ma poi non ho tempo di realizzarle.

Adoro la musica, i freaks, i tatuaggi, i vestiti goth, il vino, la birra, i viaggi pazzi, i cani brutti e tutto ciò che è storto, anomalo, surreale.

UN GRAZIE SPECIALE A VALERIA FARINA — GRAFICA

Dicono che non potevo venire alla luce in un momento peggiore: il 15 agosto 1987 alle 14.00, facendo saltare ai miei genitori il pranzo di Ferragosto e costringendo mia madre alla più grande sudata della sua vita (oltre a 3 giorni di digiuno, perché una volta le ferie erano sacrosante per tutti, personale dell’ospedale compreso). È stata anche l’unica cosa che ho mai fatto in anticipo, nascere quindici giorni prima del dovuto ha evidentemente esaurito tutto il mio budget temporale.

In ogni caso era destino che nascessi sotto il segno del Leone: cocciuto, orgoglioso, ribelle, un po’ arrogante ma anche dolce e con lo sguardo sempre rivolto davanti a sé.

Mi sono laureata in Design della Comunicazione al Politecnico di Milano e da allora il mio lavoro mi ha portato a toccare molte parti di questa disciplina: ho fatto type design, sono stata in Mondadori a comporre un numero della rivista ICON, ho allestito una mostra in Triennale, lavorato nella redazione online di D di Repubblica, curato campagne pubblicitarie per Geox, fatto mille altre cose nel frattempo, disegnato diversi siti internet (e vinto qualche premio con alcuni di questi) e due app. Ogni tanto faccio delle illustrazioni, se capita. Da quest’anno sono anche giudice ai CSS Design Awards e ai Digital Design Awards e con altri designer sto lavorando a The Sign Of, un progetto che ha lo scopo di far conoscere il design italiano agli italiani.

Se dovessi esprimere 3 desideri sarebbero: una montagna di soldi (non sono avida, con quelli viaggerei per il mondo, mi comprerei una bella casa dove metter su famiglia e tenere 20 Cavalier King e aprirei uno studio di design con il mio compagno), un carattere più “zen” e la forza di smettere di procrastinare, per sempre.

TERAPEUTE

Si sono aggiunte al team Elena Moglio e Laura Mainardi, terapeute, che daranno un supporto iniziale alle persone che ci scriveranno esplicitando esigenze particolari.

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