Spiaggia

«Cocco, cocco bello. Cocco fresco. Per i belli e per i brutti, questo cocco è per tutti!».
«Senta, mi dà un pezzo di cocco».
«Certo, signora! Ecco qua, bello fresco e anche afrodisiaco.».
«Seee… se era afrodisiaco, lo davo a mio marito».
«Non si preoccupi, signora. Quando domenica sera suo marito torna in città, ci sono sempre qua io».
Occhiolino del venditore e sguardo languido di lei che scende sui suoi muscoli e poi, più giù, verso il cavallo dei bermuda.
I ragazzi giocano. Prendono la rincorsa sulla battigia e si tuffano insieme, poi riescono e si rituffano ancora.
E grida, e risate, schizzi d’acqua. Le ragazze salgono a cavalcioni sulle spalle dei compagni e, usandoli come cavalcature, si lanciano in giostre equestri tra di loro.
Due tentano di affogare un ragazzo, ma è solo un gioco. E ridono.
Gli altri bagnanti li guardano, chi infastiditi, chi divertiti, molti, quelli che hanno passato gli anta, con malcelata invidia, ricordando la loro gioventù.
Così come sono entrati in acqua, tutti insieme ora se ne scappano via veloci. È l’ora dell’ape, nel bar della piazzetta.
Uno grida ad alta voce: «Oh, raga, questa sera ci si vede tutti in spiaggia per il falò».
«C’è qualcuno! Senti!».
«Ma no, tranquilla. È solo il rumore del mare. Dai, vieni più vicina e baciami. E slacciati questo maledetto reggiseno che io da solo non ce la faccio!».
Nel cielo buio, una stella sembra palpitare per poi lanciarsi, con una scia luminosa, in mare.
«Guarda, una stella cadente! Esprimi un desiderio!».
Te l’ha già detto il suo desiderio, che tu ti slacci presto quel reggiseno.
«Un preservativo! Non c’è niente da fare, di notte vengono qui a fare i loro porci comodi sui lettini. Ed io qui, tutte le mattine alle sei, a rastrellare, riassettare, mettere in ordine. L’anno prossimo giuro che smetto: basta fare il bagnino».
«Oh, Marco, hai visto la bionda che tette?».
«Quale bionda?».
«Quella là, con un libro in mano, che sta leggendo. Io ci provo».
«Ciao. Non è facile vedere ancora qualcuno che legge. Qui, hanno tutti il telefonino e chattano o al massimo qualche rivista di moda o di gossip. Sei una mosca bianca. Chapeau!».
«Ciao, grazie. – sorriso - Sono una studentessa universitaria, faccio filosofia. Anche se sono in vacanza, leggo, così mi porto avanti un po’. E poi, la filosofia mi piace».
«Cosa leggi di bello?».
«Schopenhauer. Conosci?».
«Come no! È uno dei miei autori preferiti».
Ipocrita!
La spiaggia è stata tutto questo, per tutta l’estate.
Ora no, ora è deserta. Solo un orsacchiotto abbandonato, chissà perché e chissà da chi, sulla sabbia. Seduto, è come se scrutasse il mare all’orizzonte, nell’attesa di un salvatore che mai arriverà.
Le dune hanno perso il loro colore dorato, a volte bianco, accecante, per un grigio livido. Anche più livido del cielo e del mare.
I casotti delle cabine, scrostati, e la barca in secca, ricordano una marina di Lazzaro.
La risacca, onda su onda, e le mareggiate invernali, si portano via la sabbia, lembo a lembo, ma le donano anche vita, conchiglie, molluschi, che i gabbiani, ormai unici visitatori, divorano.
Si alzano in volo in gruppo, come i ragazzi di questa estate, gracchianti, per poi tuffarsi in acqua, alla rincorsa della preda.
O zampettano, goffi, sull’arenile.
A me piace camminare così, ora, in riva al mare.

da L’ultima sigaretta e altri racconti, il mio libro

ilmiolibro.kataweb.it/libro/racconti/184128/lultima-sigaretta-e-altri-racconti/

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