Hope, life, love

Dicembre è il mese dei bilanci personali, il periodo in cui si fa un resoconto del vissuto nell’ultimo anno che sta giungendo al termine.
Bene, io mi sento di farlo un po’ in anticipo di qualche settimana.
Se il 2014 è stato l’anno delle grandi prove e scoperte, il 2015 è stato l’anno delle scelte professionali.
Le mie instabilità e curiosità in questi 11 mesi si sono scatenate non solo nel lavoro, ma nei sentimenti, nelle amicizie, nella conoscenza culturale e ho deciso di dare loro libero sfogo con la dovuta dose di riflessione.
Ho abbandonato un volontariato nel sociale ‘retribuito’ per il quale mi ero adattata con molto piacere, per un tirocinio in ufficio (alias associazione truffaldina) rivelatosi non proprio retribuito per imparare a fare altro.
Mi sono messa alla prova tra mille dubbi, e nel frattempo ho portato avanti la mia passione minimamente retribuita da giornalista.
Dopo mesi di impegno intenso, tra articoli, conferenze, interviste, eventi, associazione, riunioni, pressione e senza ferie, a ottobre sono stata licenziata dal mio unico lavoro (al giornale) che prevedeva un contratto cococo senza garanzie nè sicurezze e ho lasciato di mia volontà lo stesso giorno il tirocinio nell’associazione causa mobbing e non remunerazione.
Ho capito fino a dove posso resistere.
Ora mi trovo alla ricerca di un impiego ma, cosa importante, so quello che voglio e che so fare.
Insomma tutto serve, anche se alcune persone incontrate le vorrei buttare.
Getterei i truffatori, i bugiardi, gli ipocriti, gli avari, i non – sociali, i vili editori, direttori e amministratori che ho incontrato, per evitare che feriscano altre persone.
Salverei tutte le esperienze personali che ho vissuto, perché mi hanno rafforzata. Porto con me i ragazzi che ho supportato e alcuni colleghi – amici strepitosi.
Ho compreso pure che non riesco a seguire ciò che mi viene imposto perché voglio rispetto dall’altro interlocutore.
Ho conosciuto anime compatibili che ho lasciato andare a cui mi sento legata per empatia, e spero vivo e amo per me e per loro.
Ho dato in ogni situazione il massimo di me stessa perché lo volevo.
E in questi giorni di stasi convivo con i miei alti e bassi e penso che sono stati mesi intensi e che l’anno non è ancora finito, altre valutazioni mi attendono, perché il 31 dicembre è solo una data, dove niente si ferma, il flusso continua e io non mi fermo: mi sfogo.
*La foto è un bellissimo ricordo di quest’anno!