Finita l’era Mourinho?
La terza giornata di Premier League si è conclusa con il big match tra United e Tottenham. Sulla carta avremmo dovuto assistere ad una partita combattuta ed equilibrata, ma al termine dei 90 minuti di gioco possiamo dire con fermezza che così non è stato.
Si sono viste due squadre completamente diverse; da una parte il Manchester di Mourinho, una squadra con poche idee, poca qualità in fase di impostazione, una fase difensiva pressoché inesistente ed una totale assenza di gioco; opposto al Tottenham di Pochettino, una squadra solida, ben messa in campo, interpreti perfetti per il modo di giocare dell’allenatore iberico, tanta organizzazione ed una qualità superiore in fase di palleggio. Vien da se che per i valori visti in campo non ci sia da stupirsi del risultato finale di 0–3, come non c’è da stupirsi del gioco frizzantino e spumeggiante da parte di un gruppo che si è consolidato e confermato nel corso delle ultime due stagioni (da notare che il Tottenham quest’anno non ha fatto mercato né in entrata ne in uscita), guidato da un allenatore emergente ed estremamente preparato. La cosa che desta stupore invece, è la totale mancanza di gioco e organizzazione tattica mostrata dai Diavoli Rossi. Sebbene vada detto che la rosa dello United sia un tantino sopravvalutata e che siano stati investiti tanti soldi su giocatori che molto probabilmente non valgono neanche la metà di ciò che è stato speso per loro, non è giustificabile in nessun modo il tracollo che sta affliggendo questa squadra da ormai più di un anno. Dunque la domanda che sorge spontanea è: José Mourinho è ancora l’allenatore adatto per guidare questo gruppo? Alla luce degli ultimi eventi sembra proprio di no. Le continue incomprensioni tecnico/tattiche con i leader dello spogliatoio, le frizioni con la società riguardanti il mercato, l’insofferenza palesata nelle conferenze stampa (ultimo siparietto accaduto appena dopo la partita con il Tottenham, Mourinho si alza e se ne va chiedendo più rispetto dai giornalisti presenti) e dulcis in fundo il tracollo nella qualità e nell’organizzazione del gioco indicano che il percorso dello “Special One” sulla panchina dei Red Devils stia incontrando il suo epilogo.
In caso di esonero la dirigenza del Manchester avrà a disposizione sicuramente tre opzioni di livello, rappresentate da Antonio Conte, Zinedine Zidane e Arsene Wenger. Il primo forse sarebbe l’allenatore più adatto per il momento nel quale tergiversano i DIavoli Rossi; un motivatore, ossessionato dal lavoro e dalla vittoria, meticoloso su ogni aspetto tattico e che fa della solidità difensiva il suo cavallo di battaglia. L’ex pallone d’oro francese invece rappresenterebbe una soluzione più per il lungo termine, un allenatore dalla grandissima mentalità, abituato a gestire spogliatoi colmi di campioni (e prime donne) ed un assoluto fuoriclasse nella gestione della Champions League. Senza alcun dubbio Zidane sarebbe la scelta di maggior spessore, ma bisogna anche considerare che un allenatore del suo calibro difficilmente andrà ad allenare una squadra che almeno per il momento sembra allo sbaraglio, sia dentro che fuori lo spogliatoio. Ultimo ma non meno importante, Arsene Wenger. Forse la figura più adatta a fare il traghettatore, un allenatore aziendalista, pacato, molta esperienza sulle spalle e comunque un curriculum che pochi altri possono vantare. Sicuramente il suo insediamento all’Old Trafford non scalderà il cuore dei tifosi, ma ciò non significa che non possa rivelarsi una scelta azzeccata; specialmente considerando che i primi due allenatori citati molto probabilmente non accetteranno il posto e oltre a Wenger non restano molti altri candidati di spessore.
Come andrà a finire? Non lo possiamo sapere con certezza, non ci resta altro che aspettare le prossime giornate e vedere se i ragazzi di Mourinho riusciranno a ribaltare una situazione che ai più pare ormai compromessa.
